Radar e satelliti, tutti i sistemi per controllare i voli a distanza

Radar e satelliti, tutti i sistemi per controllare i voli a distanza

In appena sei mesi le vittime degli incidenti aerei sono state tre volte e mezzo quelle complessive dello scorso anno. Il volo algerino precipitato in Mali apre di fatto un momento di riflessione tra le compagnie aeree del globo: il nodo del contendere è la possibilità di avere a bordo nuove scatole nere e segnalatori di ultimissima generazione.

TECNOLOGIA

Parola d’ordine: contromisure. La priorità è quella di avere una tracciabilità praticamente costante e in qualsiasi momento dei voli, mentre ad oggi essa viene assicurata dai radar a terra, anche se moltissime sono le aree in alcuni continenti sprovviste di tali strumentazioni. Una delle opzioni di cui le compagnie discuteranno a stretto giro riguarda la possibilità che un radar di posizione sia presente a bordo sotto forma di un trasmettitore continuo. L’obiettivo è non perdere il controllo del velivolo neanche per un istante, come invece è accaduto al volo Mh370 della Malaysia Airlines.

AIRCOM

Si tratta di un nuovo sistema proposto dall’azienda francese Sita in grado di inviare a intervalli regolari dei segnali di presenza, al fine di monitorare costantemente il volo. Il prodotto è annunciato efficace e a costi non proibitivi, dettagli che lo candidano a optional obbligatorio su tutti gli aerei. E con l’aggiunta di un divieto per i piloti di disattivarlo in qualsiasi momento della crociera.

BANCHE DATI

Un altro passaggio significativo riguarderà le banche dati a terra, ovvero una sorta di grande occhio che coordini le liste dei passeggeri per evidenziare possibili sospetti. E, di conseguenza, mettere in rete tali informazioni a supporto delle forze di polizia degli stati interessati.

ANGOLA E ASTANA

Il sistema è stato adottato dalla Fir, la società di volo dell’Angola per supportare gli aeromobili che utilizzano il sistema di navigazione aerea (FANS) tramite il servizio di collegamento dati Aircom, oltre che dal secondo più grande aeroporto internazionale del Kazakistan, Astana International Airport, che ha introdotto il sistema della Sita per le visualizzazioni di informazioni di volo. Prossimo cliente, l’aeroporto di Melbourne.

KAZAKISTAN

Negli ultimi anni l’azienda francese ha collaborato a diversi progetti di ammodernamento dell’aeroporto, è il caso della futura generazione di SITA Direzione Aeroportuale, una soluzione tecnologica che consente all’aeroporto di monitorare e controllare le sue operazioni in tempo reale. L’AirportConnect Open consente all’aeroporto e alle sue compagnie aeree di accedere alle proprie rispettive applicazioni informatiche in tempo reale su apparecchiature in comune, in modalità condivise.

IATA

Non solo Sita, un’altra realtà è quella della Iata: si tratta del controllo di sicurezza operativo istituito, denominato Iosa. Lanciato nel 2003 ha prodotto negli ultimi due lustri uno standard unico per la gestione e il mantenimento di una flotta di aerei. E’ allo Iosa che le singole compagnie devono adattare i propri requisiti di sicurezza interna. Dopo il suo utilizzo le compagnie che lo hanno adottato come sistema integrato hanno dimezzato il numero degli incidenti rispetto a quelle che hanno scelto altre strade.

MH370

Al centro del dibattito, quindi, ci sarà un capitolo dedicato al trasponder, quello per intenderci che sul volo MH370 ha smesso di funzionare subito dopo che il pilota ha chiuso le comunicazioni con la torre di controllo per la notte. Ma anche il sistema Acars aveva smesso di funzionare a bordo. Si tratta dell’Aircraft Communication Addressing and Reporting System, un sistema di datalink tra aeromobile e stazione di terra, per cui il flusso di dati può avvenire via satellite o in frequenza. L’Acars ha reso molto più semplice l’individuazione di eventuali anomalie in tempo reale. Ma sull’aereo malese ha smesso di rispondere.

USA

Intanto oltre Atlantico la Transport Security Administration (Tsa), l’agenzia statunitense che si occupa della sicurezza negli aeroporti, decide che i passeggeri diretti negli Stati Uniti non potranno portare a bordo degli aerei il proprio cellulare a meno che non dimostrino che si accende e funziona correttamente. Ai viaggiatori sarà chiesto di accendere ogni dispositivo elettronico prima dell’imbarco e se saranno scarichi e non si potranno quindi accendere, dovranno essere lasciati a terra. Si tratta di nuove regole per prevenire attacchi terroristici condotti grazie a tablet e smartphone.

ultima modifica: 2014-07-26T07:51:23+00:00 da Francesco De Palo

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: