Sciopero, il triste minuetto di sindacati e governo (con i facinorosi sempre in azione)

Sciopero, il triste minuetto di sindacati e governo (con i facinorosi sempre in azione)
Gli oscuri obiettivi dell'astensione proclamata da Cgil e Uil, la mossa moscia del governo e i violenti che in piazza come al solito sguazzano...

Ma quali sono gli obiettivi per cui oggi Cgil e Uil scioperano? Se si comprende bene, si protesta contro la Legge di stabilità e il Jobs Act. Ma ci sono davvero gli spazi per modificare i provvedimenti del governo? No.

La Legge di stabilità è appunto legge, dopo una spola Roma-Bruxelles e con il commissario Pierre Moscovici che ha concesso all’Italia un periodo di libertà vigilata fino al prossimo marzo.

Anche il Jobs Act è legge, dopo alcune modifiche che hanno soddisfatto pure la sinistra del Pd che cerca di seguire – e troppo spesso assecondare – gli umori della confederazione guidata da Susanna Camusso.

Per queste ragioni è più che azzeccato il giudizio di Giuliano Cazzola: “Con tutto il rispetto dovuto all’esercizio di un diritto fondamentale dei lavoratori, quello che si svolgerà venerdì è uno sciopero generale senza senso, anzi insensato, perché inutile e strumentale”.

Peccato che alla Cgil si sia accodata anche la Uil, ora capitanata da Carmelo Barbagallo, che sembra deviare da direzioni riformatrici a differenza della Cisl.

Ma il tira-e-molla di ieri tra governo e sindacati mostra qualche crepa anche nell’esecutivo. Il passo indietro sulla precettazione – prima decisa e poi revocata dal ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi (Ncd), su preciso input di un Matteo Renzi insolitamente dialogante con la Cgil che di solito bistratta – è stata così giustificata da Lupi: “La ragionevolezza dimostrata dai sindacati, (Cgil, Uil, Ugl e Orsa da una parte e CAT dall’altra) che hanno ridotto il tempo sia dello sciopero di domani (che finisce alle 16 invece che alle 17 con un grande vantaggio per i pendolari) sia di quello di sabato e domenica (che salva la fascia serale di sabato iniziando alle 24 invece che alle 21)”.

Ma basta davvero la promessa di un paio di ore in meno di astensione dal lavoro nei servizi pubblici per rottamare la precettazione? E davvero si pensa che, annunciando qualche ora prima dello sciopero generale che la precettazione è stata cassata, i disagi per i cittadini si affievoliranno?

ultima modifica: 2014-12-12T09:34:32+00:00 da Michele Arnese

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