De Bortoli lascia il Corriere della Sera a Fontana strapazzando Renzi e i soci Rcs

De Bortoli lascia il Corriere della Sera a Fontana strapazzando Renzi e i soci Rcs

Per una volta l’aplomb, forse, l’ha davvero perso. Ferruccio de Bortoli scrive oggi un “resoconto” dei suoi anni alla seconda direzione del Corriere della Sera e mena fendenti a destra, a manca, al centro, alla politica, alla magistratura. E pure agli azionisti di Rcs, “troppi e litigiosi”. Gli azionisti che hanno espresso un nuovo consiglio di amministrazione che oggi ha nominato l’attuale condirettore del Corsera, Luciano Fontana, al posto di de Bortoli. La soluzione (Fontana) più gradita allo stesso de Bortoli.

Ma ovviamente sono le parole dedicate dal direttore uscente al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, quelle che lasceranno più il segno: “Caudillo”, “maleducato di talento”. “Disprezza le istituzioni e mal sopporta le critiche”. Così de Bortoli definisce Renzi senza tanti giri di parole e senza troppe deferenze. E auspica che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non firmi l’Italicum, “legge sbagliata”, secondo de Bortoli.

D’altronde negli ultimi mesi era chiara l’opinione non troppo positiva dei vertici del Corriere della Sera su modi e tempi della presa di potere e di Palazzo Chigi da parte dell’ex sindaco di Firenze, e sul suo governare. Anche se negli ultimi tempi del governo Letta il Corriere della Sera con de Bortoli aveva criticato un eccesso di flemma nell’esecutivo retto da Enrico Letta, il Rottamatore alla presidenza del Consiglio ha provocato fin da subito qualche malumore di troppo in de Bortoli e nei suoi principali editorialisti, a partire da Antonio Polito.

(IL CIUFFO DI DE FERRUCCIO DE BORTOLI VISTO DA UMBERTO PIZZI. TUTTE LE FOTO)

Ma le frasi che oggi de Bortoli verga sono definitive: “Del giovane caudillo Renzi, che dire? Un maleducato di talento. Il Corriere ha appoggiato le sue riforme economiche, utili al Paese, ma ha diffidato fortemente del suo modo di interpretare il potere. Disprezza le istituzioni e mal sopporta le critiche“.

Parole che di sicuro non coincidono con le opinioni esternate di recente da alcuni grandi azionisti della Rizzoli, come ad esempio da casa Fiat-FCA: John Elkann con Sergio Marchionne ha da tempo lodato pensieri e opere di Renzi a Palazzo Chigi. Così come anche il presidente di Intesa, Giovanni Bazoli, che pure non è un proto renziano, non ha esitato a mostrare apprezzamenti per il premier, finanche per la riforma delle Popolari. Anche da Piazzetta Cuccia capitanata da Alberto Nagel s’odono umori filo-renziani. E addirittura dall’arrembante, e fino a poco tempo fa araldo dell’anti renzismo, come Diego Della Valle, altro grande azionista di Rcs, ora non arrivano più parole di fuoco verso il premier, anzi.

A tutti – a editori, capitalisti, politici e lettori – de Bortoli dice: “I giornali devono essere scomodi e anche temuti“.

(DE BORTOLI VISTO DA PIZZI. TUTTE LE FOTO DI ARCHIVIO)

ultima modifica: 2015-04-30T15:47:23+00:00 da Michele Arnese

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: