Tutti i buoni effetti di un mercato postale liberalizzato

Tutti i buoni effetti di un mercato postale liberalizzato
Proseguiamo gli approfondimenti sul mercato dei servizi postali ospitando l'intervento di Emanuel Bonanni, responsabile relazioni istituzionali della società Globe Postal Service

Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

“Ho sbagliato ad imbucare la cartolina”! No, non si tratta di un ripensamento, è soltanto la frase che alcuni utenti hanno riportato al customer care dell’operatore postale Globe Postal Service quando, per errore, hanno imbucato la cartolina con stamp GPS nella tradizionale mail box rossa di Poste Italiane anziché in quella della GPS.

Da sempre, infatti, siamo stati abituati a vedere per strada solo le tradizionali “cassette delle lettere” di colore rosso di proprietà di Poste Italiane, da alcuni anni invece è possibile trovare anche mail boxes di altri colori, di proprietà di operatori postali privati alternativi a Poste Italiane, che hanno scelto di erogare privatamente servizi postali di tipo retail, ovvero, forniti al pubblico attraverso l’emissione di un proprio stamp (non francobollo!) e la distribuzione su scala più o meno nazionale di mail boxes brandizzate, ben visibili e pubblicizzate.

Anche l’Italia, quindi, a seguito della liberalizzazione del mercato postale sancita inizialmente dalla Direttiva comunitaria 97/67/CE (recepita nell’ordinamento italiano con DLgs 261/1999), si è aperta per la prima volta alla concorrenza in ambito postale!

All’interno di questo nuovo spazio imprenditoriale ha deciso di investire dal 2013 la società Globe Postal Service (GPS), operatore postale privato che ha orientato la sua attività postale alla sola postalizzazione di cartoline turistiche scritte in Italia e destinate in Italia o in tutto il mondo!

Apparentemente la scelta può sembrare limitata ma una rete postale territoriale costruita sulle esigenze del turista incoming in Italia e, soprattutto, la facilità di reperire stamps non solo presso gli uffici postali ma anche presso le tabaccherie e le principali attività commerciali di interesse turistico dove GPS ed altri operatori postali privati possono essere presenti, ha permesso all’azienda di diventare una solida realtà imprenditoriale italiana, capace di offrire nuove opportunità di guadagno afferenti alle attività commerciali già operative nel settore turistico e quindi, capace di generare nuova occupazione.

Nella fattispecie lo stamp prodotto da GPS è differente dal tradizionale francobollo perché, oltre a non possedere i requisiti di valore bollato, è caratterizzato da una componente multimediale, fruibile da Gennaio 2015 tramite tecnologia qr-code, che permette a tutti gli utilizzatori di monitorare la spedizione della cartolina, di individuare la mail boxes GPS e, infine, permette di allegare un video o una photo alla cartolina spedita, visualizzabile solo dal destinatario al momento della ricezione!

Il credere nelle opportunità che un mercato postale liberalizzato e competitivo è in grado di offrire continua ad essere il principale leitmotiv della società GPS. Ma in Italia, a differenza di molti altri Stati Europei, l’adeguamento richiesto dall’UE è avvenuto tanto lentamente da non essere stato completato del tutto e così, a distanza di 16 anni dal primo Decreto Legislativo, gli operatori postali che intendono offrire un servizio di tipo retail, ovvero basato su un concetto di vendita di servizio postale con business model basato sull’efficacia di raccolta dalla propria rete, si imbattono in una regolamentazione per certi aspetti limitante in quanto ancora in via di definizione.

Infatti, se in altri Stati Europei gli operatori postali privati intenzionati ad entrare nel mercato nazionale possono limitare il rischio d’impresa in quanto la normativa vigente gli consente di poter stipulare con l’ex monopolista accordi commerciali individuali e non discriminatori, differenti tra di loro per via delle caratteristiche del servizio offerto, in Italia, il rischio di impresa è elevatissimo perché, anche a fronte di un elevato investimento iniziale già sostenuto, gli operatori postali entranti non sono sufficientemente tutelati ed hanno poche possibilità di raggiungere nuovi accordi commerciali adeguati e ragionevoli con l’ex monopolista di Stato, in grado di consentire la nascita e lo sviluppo di un libero mercato.

L’elevato rischio di impresa continua ad interessare anche la stessa GPS che, sin dall’inizio, è stata danneggiata nell’immagine e rallentata nelle opportunità di sviluppo per non aver accettato un contratto standard di Poste Italiane attinente la restituzione delle cartoline con stamp GPS erroneamente imbucate dall’utente finale nelle cassette delle lettere di Poste Italiane, ad un costo ritenuto economicamente insostenibile da GPS e che, se sottoscritto, l’avrebbe messa fuori mercato.

Paradossalmente quindi, se in altri Stati Europei (ad es. l’Inghilterra) un operatore postale privato interessato ad entrare nel mercato nazionale ha anche la possibilità di sottoscrivere con l’ex monopolista contratti di concessione per l’utilizzo della sua infrastruttura postale già esistente, sulla base dei servizi che intende erogare, la realizzazione di un’infrastruttura postale privata e capillare come quella di GPS è quindi considerata come un punto d’arrivo e non di partenza, da realizzare soltanto dopo aver superato la fase di breakeven aziendale ed una volta affermato il proprio brand.

Al contrario, in Italia, un’azienda come GPS anche per vedersi riconosciuta una semplice restituzione di beni postali a condizioni eque e sostenibili, può confidare soltanto nell’attività svolta dall’Autorità Garante per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom) che ha l’arduo compito di dover fronteggiare una volontà conservatrice, che talvolta rischia di sforare in un abuso di posizione dominante, con la speranza di ottenere con una regolamentazione più in linea con i principi europei ed a tutela di una sana concorrenza.

La GPS rappresenta quindi il principio che, molto spesso, privatizzazione non è sinonimo di liberalizzazione, come sostenuto anche dall’On. Enrico Borghi e, all’interno dello stesso piano di riorganizzazione del servizio postale proposto da Poste Italiane, se soltanto Poste decidesse di studiare con i rappresentanti dei territori, soprattutto quelli dei Comuni più svantaggiati come potrebbero essere quelli montani, delle soluzioni alternative e sinergiche, la stessa GPS potrebbe diventare una risorsa importante per tutti gli utilizzatori finali che potrebbero scegliere il servizio postale da utilizzare secondo criteri di convenienza, affidabilità, tempistica e innovazione tecnologica.

Infine, se a livello istituzionale e regolatorio si decidesse di rendere la normativa postale attualmente vigente più vicina alle esigenze dei consumatori e degli imprenditori, attraverso una riorganizzazione del rilascio delle autorizzazioni necessarie ad operare in ambito postale, si potrebbe ottenere una reale valorizzazione  delle attività che ciascun operatore postale potrebbe erogare su scala locale, regionale o nazionale.

ultima modifica: 2015-06-28T07:00:47+00:00 da Emanuel Bonanni

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