Bcc di Terra d’Otranto, ecco le carte della Banca d’Italia

Bcc di Terra d’Otranto, ecco le carte della Banca d’Italia

Un corposo bollente dossier (in possesso di Formiche.net), firmato dagli ispettori a suo tempo inviati a Lecce dalla Banca d’Italia, svela i retroscena che portarono al commissariamento della Bcc di Terra d’Otranto – sei filiali tra capoluogo e provincia, numero di soci in caduta libera dall’apertura dell’inchiesta per estorsione aggravata da metodo mafioso, truffa e riciclaggio della Procura di Lecce nel 2014 ad oggi – il cui cda è stato poi rieletto, il 31 gennaio scorso.

Un’operazione per i più inattesa: la Bcc ha di fatto sconfessato Bankitalia e i ferrei diktat dei suoi commissari, granitici nel non voler assolutamente vedere alle urne coloro i quali – secondo gli uomini di Palazzo Koch, sede della Banca centrale – avevano portano alla rovina l’istituto di credito né i loro sodali, e nel fermare una volta per tutte le lotte fratricide e di campanile. Il candidato super partes scelto dai commissari fu costretto, venuti meno tali presupposti, ad arretrare e la storia si è ripetuta.

Presupposto imprescindibile per un possibile ritorno in bonis – scrivevano i commissari a pag.31 della relazione trimestrale, al 31 marzo 2015,  inviata a Ignazio Visco – è costituito da un’adeguata rivisitazione tanto dello statuto sociale che del regolamento elettorale, tale da attenuare, limitandone l’influenza, il ruolo e l’azione di gruppi organizzati, tuttora attivi nella base sociale (Carmiano e Melendugno) ed in grado di condizionare una libera e consapevole fondazione della volontà sociale”.

Eppure, a fine gennaio 2016, attorno al nuovo presidente designato, hanno trovato accordo Giancarlo Mazzotta (sindaco di Carmiano nel registro degli indagati, ed espressione di quota parte della compagine sociale carminese) e Italo Potì (espressione della base sociale melendugnese). Il nuovo cda vede in carica solo due esponenti espressione di Lecce, nonostante le disposizioni dei commissari. Che si sia trattato di un sic transeat in attesa della conclusione delle indagini, per poi chiudere l’istituto in un secondo momento o accorparlo? Per ora resta un’ipotesi.

L’inchiesta sull’istituto salentino vede il lavoro parallelo di Reparto Operativo Speciale dei carabinieri e guardia di finanza. I frutti della complessa attività d’indagine sarebbero vicini alla svolta. E il dossier di Bankitalia, 123 pagine suddivise in atti e allegati diversi, sembra riannodare tutti i fili di una vicenda sconfinata spesso nel kafkiano.

Società in odor di mafia, movimentazioni sospette di ingenti somme di denaro su conti correnti aperti e chiusi alla velocità della luce, spesso riconducibili ad alcuni degli indagati, segnalazioni favorevoli pur in situazioni di sofferenza e criticità dei correntisti da parte dei quadri dirigenti e degli organi deputati al controllo in materia di antiriciclaggio, e ancora, personaggi di caratura internazionale stelle del piccolo schermo  legati da transiti di denaro con alcuni indagati, politici che ricoprono incarichi a Montecitorio a far da garanti in situazioni quanto meno dubbie.

Un vaso di Pandora che sì ha portato al commissariamento della Terra d’Otranto a fine 2014. Nella disamina dei tre ispettori capitanati da Maria Grazia Garofalo, al lavoro da agosto a novembre 2014, si legge: “Il direttore generale si è allineato alle decisioni del cda, condividendone le scelte in materia di nuova clientela e di affidamenti. Come evidenziato dall’Internal Audit, l’uscita dalla banca si deve a contrasti da ultimo insorti con il dr Mazzotta (allora presidente di Bcc, poi colpito da avviso di garanzia e dimissionario, ndr).

Come evitare controlli approfonditi e precisi? Intervenendo sull’organico, a quanto pare: “Con il nuovo organigramma e l’aggiornamento del regolamento interno (novembre 2013), la struttura organizzativa è stata frammentata in una molteplicità di livelli non coerenti con le contenute dimensioni e la limitata complessità operativa. La compagine impiegatizia è perlopiù costituita, da personale con elevata anzianità di servizio, che mostra esigenze di aggiornamento professionale e non favorisce l’integrazione della componente più giovane. Limitato il turn-over nella rete, specie presso la filiale di Carmiano, dove l’eccessiva contiguità con la clientela non ha consentito oggettive valutazioni del merito creditizio”.

Difficile ricostruire situazioni e movimenti interni a causa di almeno due ragioni: Esternalizzata l’attività di recupero […] è affidata a numerosi legali esterni, 40, selezionata dalla Otranto con conseguente frammentazione  dei relativi flussi informativi e limitata efficienza nella gestione del comparto “ e inoltre “il quadro regolamentare è non aggiornato e di difficile consultazione, a causa della frammentarietà della normativa interna (circolari, memo, e-mail)”.

In un contesto decisamente difficile da analizzare anche per le autorità preposte, e dal punto di vista investigativo e da quello ispettivo, la movimentazione di denaro per milioni di euro, sui conti di tanto di personaggi noti al pubblico quanto su quelli di possibili prestanome.

(la seconda parte dell’articolo sarà pubblicata nei prossimi giorni)

ultima modifica: 2016-03-18T10:39:11+00:00 da Fabiana Pacella

 

 

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