Metalmeccanici, ecco cosa cambierà con il nuovo contratto

Metalmeccanici, ecco cosa cambierà con il nuovo contratto
Il punto di Antonello Di Mario

L’editoriale di “Fabbrica Società”, il giornale della Uilm che sarà on line da domani

“Per fare le cose ci vuole tutto il tempo che occorre”, ripeteva ogni tanto il Presidente del Consiglio Aldo Moro.

LA DIFFICOLTÀ CONTRATTUALE SECONDO DI VICO

Per fare il contratto dei metalmeccanici c’è voluto più di un anno, perché è  difficile contrattare nel tempo dell’economia globale. Si spiega così, ha scritto Dario Di Vico sul Corriere della Sera, il tempo “per raggiungere un’intesa equilibrata, che facesse sue le ragioni di aziende che ormai vivono nell’epoca del 4.0 e di lavoratori che hanno bisogno di buoni salari e nuove forme di tutela”.

IL RUOLO DELLE IMPRESE

Le imprese hanno scommesso sul proprio futuro, decidendo di investire su competenze ed innovazioni che in prospettiva significano rivoluzione tecnologica e rinnovamento culturale. Proprio loro erano reduci da una crisi economica che aveva cancellato 300mila posti di lavoro ed il 30 per cento della loro capacità produttiva.

IL RUOLO DEI SINDACATI

I sindacati hanno ritrovato la strada dell’unità tra loro e costruito una proposta credibile che ha permesso di salvaguardare il potere d’acquisto delle retribuzioni e trovare spazi con un  sano utilizzo del welfare contrattuale. Loro, invece, erano reduci da tre lustri di divisioni: il rinnovo del biennio economico del 3 luglio 2001 e quello normativo del 7 maggio 2003 erano stati firmati solo da Fim e Uilm,ma non dalla Fiom; insieme, invece, i tre sindacati avevano apposto la firma sui rinnovi contrattuali del 19 gennaio 2006 e del 20 gennaio del 2008; poi, la nuova rottura con Fim e Uilm che avevano sottoscritto le intese contrattuali del 16 ottobre 2009 e del 5 dicembre 2012, mentre la Fiom no.

COME ALLA FINE DI UNA PARTITA DI RUGBY

Ecco perché Mario Sassi, sul suo “Blog-notes”, ha descritto con emozione la foto finale, subito dopo la firma del 26 novembre 2016, che ritrae insieme gli esponenti della delegazione imprenditoriale e di quella sindacale: “Mi ha ricordato –si legge- il terzo tempo delle partite di rugby, dove le intenzioni contano più delle parole. A quel tavolo sta forse crescendo un nuovo modo di fare relazioni industriali. Nuovi corpi intermedi crescono. Mi sembra evidente. La ragione è semplice. Soli non si va da nessuna parte”.

L’INCREMENTO DEI CONSUMI DOMESTICI

L’economia globale chiede aziende che con saldo spirito di corpo, basato sulla condivisione tra capitale e lavoro,sappiano reggere la concorrenza sui mercati, aumentare la produttività, investire massicciamente. Nei prossimi mesi si comprenderà meglio come il rinnovo contrattuale in questione abbia influito sulla crescita dei consumi domestici e sulla ripresa dell’economia in generale.

I DUE LIVELLI CONTRATTUALI

Di sicuro, in base al nuovo contratto, fino alla fine del 2019, vi sarà la difesa dall’inflazione al primo livello, e la redistribuzione della maggiore ricchezza prodotta al secondo livello; il tutto senza condizioni di conflittualità nella vita  delle imprese.

 IL PATTO DELLA FABBRICA

Sarà interessante, in seguito, conoscere quali effetti il contratto dei metalmeccanici produrrà sulla riforma del modello contrattuale. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia incontrerà i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo il prossimo 7 dicembre a Roma. L’obiettivo delle parti confederali è quello di aprire una nuova stagione in cui lavoratori ed imprese camminino insieme per realizzare la crescita. Il traguardo finale è stato battezzato “Il Patto della Fabbrica” e, dopo il contratto dei metalmeccanici, è un titolo che suona bene.

ultima modifica: 2016-11-29T08:21:40+00:00 da Antonello Di Mario

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