Metalmeccanici, ecco cosa succederà dopo il rinnovo del contratto

Metalmeccanici, ecco cosa succederà dopo il rinnovo del contratto
Il Punto di Antonello Di Mario

Questa mattina i vertici di Federmeccanica renderanno noti i dati della 140esima indagine congiunturale sullo stato dell’industria metalmeccanica. L’appuntamento è fissato per le ore 11.00 presso l’Hotel Nazionale in piazza Montecitorio a Roma e si tratta del primo incontro pubblico degli imprenditori del settore dopo l’intesa per il rinnovo contrattuale del 26 novembre tra Federmeccanica-Assistal e Fim, Fiom, Uilm.

STORCHI E LA CRESCITA DEL SETTORE

“L’accordo unitario – ha commentato Fabio Storchi, Presidente di Federmeccanica, in un’intervista rilasciata l’altro ieri alla “Gazzetta di Reggio” – segna sicuramente un punto di svolta nelle relazioni industriali del nostro paese. Una svolta anche nel rapporto tra impresa e lavoro, nello stabilire quelli che saranno i nuovi programmi nelle aziende per vincere la sfida globale”. Il settore metalmeccanico ha registrato un terzo trimestre molto positivo, come dimostrano i dati che Federmeccanica presenterà oggi. “Sembra – ha continuato Storchi – che il terzo trimestre registri una crescita di quasi il 5%, superiore a quelle che ci si attendeva”.

PALOMBELLA E I METALMECCANICI CHE FANNO LA DIFFERENZA

I sindacati metalmeccanici, proprio ieri, presso il Teatro Ambra Jovinelli di Roma, hanno svolto l’Assemblea nazionale sul contratto siglato in Confindustria sabato scorso. “Il nostro contratto – ha detto Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, che martedì sera sarà ospite negli studi di “Tv 2000” per raccontare a Giuseppe Caporaso proprio i contenuti dell’accordo in questione – è pulito come è la tradizione dei metalmeccanici che hanno fatto e fanno sempre la differenza. Abbiamo messo al centro il valore del Ccnl, abbiamo stimolato gli effetti del secondo livello contrattuale, abbiamo determinato elementi di gestione e sperimentazione correlati. Da domani mattina tutte le Rsu saranno, quindi, impegnate a gestire il contratto. Siamo partiti da piattaforme diverse, ma con il forte impegno nel provare a fare un contratto unitario. Ci siamo riusciti, dopo otto anni di divisione, e con questa intesa abbiamo trovato una vigorosa unità. Dopo questo risultato accogliamo positivamente anche la sigla dell’intesa riguardante il contratto del Pubblico Impiego avvenuta ieri sera. Felici per l’esito positivo del suddetto contratto, ma davvero orgogliosi del risultato colto da tutti noi il 26 novembre. Siamo orgogliosi di aver fatto questa importante scelta contrattuale insieme e di averla portata al termine con successo. Anche questa volta, ripeto, i metalmeccanici hanno fatto la differenza”.

LANDINI E LA COSA NUOVA

“Siamo di fronte a una cosa nuova, in via sperimentale per i prossimi tre anni – aveva già spiegato il segretario della Fiom, Maurizio Landini, di prima mattina nel videoforum di Repubblica Tv condotto da Laura Pertici – Affrontiamo temi nuovi. A partire da giugno dal 2017 i salari saranno adeguati annualmente all’inflazione reale. Ma nelle nuove regole ci sono anche fondi destinati al welfare che le aziende pagheranno detassati. E poi il diritto alla formazione del dipendente, organizzato dall’azienda o con un rimborso fuori dal posto di lavoro”. Ma dal palco del teatro romano, ubicato nel quartiere Esquilino, ha ribadito le ragioni dell’intesa. “La soluzione contrattuale – ha precisato il leader della Fiom – l’abbiamo costruita noi, senza alcuna mediazione del governo ed aiuto delle rispettive confederazioni. Si è sviluppato tra noi un rapporto tra persone come mai era stato prima”. Landini ha toccato l’aspetto della rappresentanza sindacale e rivolto alla platea ha scandito: “Dopo il il nuovo contratto occorre una forte campagna d’iscrizione al sindacato, perché così si valorizza il ruolo degli iscritti e si ricostruisce quello della rappresentanza”.

BENTIVOGLI E L’UNITÀ RITROVATA

Marco Bentivogli, che alle 8.00 era stato ospite di “Omnibus” su “La 7”, condotto da Gaia Tortora, per commentare l’intesa contrattuale del Pubblico Impiego, ha ricordato il contesto sfavorevole in cui la vertenza contrattuale delle “tute blu” ha mosso i primi passi: “Intorno ai metalmeccanici – ha detto il leader della Fim – c’era chi li contrastava per il timore che realizzassero un risultato di retroguardia, ma proprio questi elementi avversi hanno fatto risaltare l’unità ritrovata della categoria. All’inizio anche Federmeccanica ci ha sfidato sul piano del consenso, ma i lavoratori, attraverso una vera e propria ‘Primavera metalmeccanica’si sono organizzati con Fim, Fiom e Uilm praticando scioperi e blocchi degli straordinari che hanno sortito il giusto risultato”. Il segretario generale della Fim ha comparato il livello d’innovazione di questo contratto a quello uscito dalla vertenza contrattuale del 1973 e caratterizzato dal tema dell’inquadramento professionale: “Analoghi periodi di crisi, ma stessa determinazione nel guardare al futuro. Soprattutto persone che non hanno aspettato il cambiamento, ma sono scese in campo e hanno combattuto per i loro diritti. Questi sono i metalmeccanici”.

REFERENDUM DAL 19 DICEMBRE

Ora, dove è possibile, si terranno le assemblee sui luoghi di lavoro, prima del referendum tra i lavoratori metalmeccanici sull’ipotesi di accordo siglata (che passerà solo in caso di approvazione a maggioranza, ndr) fissato per i giorni del 19,20 e 21 dicembre prossimi.

ultima modifica: 2016-12-02T08:48:04+00:00 da Antonello Di Mario

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