Cosa fa l’Italia contro la violenza alle donne

Cosa fa l’Italia contro la violenza alle donne

Solo il 5% delle donne vittime di violenza decide di sporgere denuncia. Il dato è stato ripreso con forza oggi dal sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri (nella foto con Anna Paola Sabatini), in occasione della sua partecipazione al convegno “Violenza assistita e minori”. L’iniziativa si è svolta nell’Auditorium della Provincia di Isernia ed è stata organizzata dall’Ufficio Scolastico del Molise in occasione della Giornata internazionale della donna. Il convegno è servito come momento di riflessione ed approfondimento su un aspetto della violenza contro le donne troppo spesso trascurato qual è quello degli effetti di questo fenomeno sui minori che vi assistono nelle mura familiari.

“In questo caso l’ascolto è importante – ha detto il sottosegretario Ferri - e per fortuna ci sono centri, strutture ed esperti a lavoro ogni giorno a sostegno dei minori indifesi contro questo tipo di violenza. Un disagio che si avverte subito nei banchi di scuola. Noi dobbiamo intervenire priva che avvenga il reato e fare rete e squadra anche con gli assistenti sociali, per avvertire i segnali. Il vero tema oggi è fare emergere il disagio, ascoltare e anche portare le persone a denunciare quando ci sono fatti gravi”. Il sottosegretario ha anche spiegato quali sono le azioni messe in campo dal Governo per contrastare il fenomeno. Tra queste spicca la misura dell’allontanamento dalla famiglia. “Una misura – ha detto l’onorevole Ferri – che questo Governo ha rafforzato. Che è comunque provvisoria e che può essere applicata immediatamente. Perché il problema è anche nei tempi della giustizia. Il Legislatore ha stabilito che questi tipi di interventi debbano essere applicati con priorità”.

Un aiuto per centrare l’obiettivo arriva dalla tecnologia. “Avremo a disposizione 1000 braccialetti elettronici al mese per 27 mesi – ha commentato Cosimo Maria Ferri – che con un sistema satellitare sono in grado di proteggere la persona offesa e controllare gli spostamenti di chi ha commesso il reato. Per evitare che la vittima percepisca, al momento della denuncia, uno stato di abbandono e non una rete di protezione”. Infine, il sottosegretario alla Giustizia ha auspicato “un cambio culturale anche da parte della Magistratura e delle forze dell’ordine nell’utilizzo di queste misure e nelle modalità di controllo”. Un plauso è andato anche all’organizzazione del convegno: “Giornate come questa – ha detto l’esponente del Governo – sono fondamentali proprio perché dobbiamo capire cosa ne pensano i giovani e come avvertono questo fenomeno. La scuola deve essere protagonista. Ed eventi come quello di Isernia servono proprio per andare concretamente in questa direzione. Grazie all’Ufficio Scolastico Regionale. Da Isernia parte un segnale forte”.

Il convegno dell’Usr Molise è stato promosso e organizzato con l’obiettivo di approfondire una tematica che oggi si pone, tra altre, quale nuova sfida per la scuola. “Questa iniziativa – ha spiegato il direttore dell’Ufficio scolastico del Molise, Anna Paola Sabatini – è stata pensata proprio per accendere i riflettori sull’altra faccia del doloroso fenomeno della violenza di genere, che è rappresentata proprio dai minori, i ragazzi che noi ospitiamo quotidianamente nelle nostre scuole. La scuola può fare molto ed è effettivamente impegnata sul fronte della prevenzione ma non può non sentirsi fortemente chiamata in causa anche come avamposto capace di far emergere e leggere i segnali di sofferenza e dolore dei minori che sono spettatori troppo spesso inascoltati di episodi di maltrattamento dentro le mura familiari. Solo a partire da un percorso di riconoscimento e accoglimento di questo disagio che si sviluppa sul piano emotivo, cognitivo, fisico e relazionale la comunità educante potrà –e deve metterlo tra le sue priorità- farsene carico per attivare una rete di supporto e recupero per le piccole vittime.

Ha arricchito l’evento (aperto dal coro degli alunni della scuola San Giovanni Bosco di Isernia) anche la partecipazione di Gloria Soavi, presidente nazionale del CISMAI, che ha tenuto viva l’attenzione attraverso la proiezione di video, il richiamo a esperienze reali e l’illustrazione di dati relativi alla violenza di genere. La Soavi, in particolare, ha svolto un’attenta analisi del fenomeno nelle sue manifestazioni concrete, che vanno dalla violenza fisica a quella verbale e ha dichiarato: “La violenza assistita di cui sono vittima i ragazzi è un problema che va affrontato perché destinato a causare altre dolorose conseguenze. Questi ragazzi esprimono, infatti, paura, impotenza, dolore e sono vittime di un trauma”.

Ma i veri protagonisti dell’incontro sono stati i ragazzi delle scuole che hanno posto una serie di interrogativi agli esperti in sala. Le domande hanno riguardano la prevenzione, la tutela e l’assistenza alle vittime, dimostrando come il tema della violenza di genere sia molto sentito dagli studenti. Non sono mancati anche momenti artistici, approfondimenti con slide e infografiche e contributi video che hanno portato gli studenti a riflettere in maniera completa sul tema oggetto della giornata di formazione.

ultima modifica: 2017-03-07T16:51:34+00:00 da Veronica Sansonetti

 

 

 

 

 

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