Chi arresta gli squadristi che hanno messo a soqquadro Napoli contro Matteo Salvini?

Chi arresta gli squadristi che hanno messo a soqquadro Napoli contro Matteo Salvini?
Le Punture di Spillo di Giuliano Cazzola

Disordini, violenze, guerriglia urbana a Napoli durante una manifestazione della Lega alla presenza di Matteo Salvini. Gli squadristi che hanno messo a soqquadro la città non sono soltanto degli stupratori delle più elementari regole della democrazia e del vivere civile. Sono anche degli stupidi perché se si sedessero intorno ad un tavolo per confrontarsi pacatamente con il leader della Lega scoprirebbero di essere d’accordo con lui su quasi tutti gli argomenti.

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È veramente doloroso assistere alla crisi de Il Sole 24 Ore, il più importante quotidiano economico italiano ed uno dei primi in Europa. In questa vicenda ci sono troppi paradossi. Fino al 2008 il gruppo staccava dividendi importanti. Poi è arrivata la crisi che ha ridotto la pubblicità, i lettori, gli abbonamenti. Per tutti i giornali. Ma qui viene alla luce un altro paradosso. Il quotidiano appartiene alla Confindustria, un’associazione di imprenditori che hanno nella loro mission la gestione delle aziende. Con Il Sole 24 Ore hanno fatto cilecca: un’iniziativa editoriale fiorente è avvizzita sotto gli occhi di gruppi dirigenti confindustriali non all’altezza delle nuove sfide. Del resto che la Confindustria sia in una situazione di declino che rischia persino l’irrilevanza lo si nota, in modo vistoso, da come viene emarginata sul piano politico. Conta ancora meno della Uil. Il Governo non la convoca neppure quando ci sono da esaminare questioni importanti per il lavoro, il welfare e l’economia. Ciò, nonostante la “marchetta” che l’organizzazione di viale dell’Astronomia volle fare schierandosi, nel referendum, a favore della riforma Boschi e spingendosi fino a preconizzare, con tanto di relazione dell’autorevole Centro studi, un crollo del Pil nel caso di vittoria del No.

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Anche lo sciopero ad oltranza dei giornalisti fino a quando non ci saranno le dimissioni del direttore Roberto Napoletano non aiuta certo la rinascita del quotidiano. Dal punto di vista sindacale scioperi siffatti sono un segno di debolezza e di disperazione. Ma non aiutano a vincere la battaglie. Poi – detto fra noi – chiedere la testa di Napoletano è come sparare sulla Croce rossa o finire a colpi di pistola un cavallo azzoppato.

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Il Lingotto è come un grande “gioco dell’oca”. Chi sbaglia torna sempre al punto di partenza.

ultima modifica: 2017-03-13T15:38:46+00:00 da Giuliano Cazzola

 

 

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