G7 Energia, ecco di cosa si è discusso

G7 Energia, ecco di cosa si è discusso
Nessuna dichiarazione congiunta da parte dei delegati dei sette Paesi presenti al G7 Energia. Le dichiarazioni del ministro Carlo Calenda e tutti i punti discussi a Roma

Il G7 energia, ospitato quest’anno dall’Italia, si è concluso senza una dichiarazione congiunta da parte dei ministri dei sette paesi. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo Economico italiano, Carlo Calenda, spiegando che “non è stato possibile firmare una dichiarazione congiunta su tutti i punti” dal momento che “l’amministrazione Usa si trova in un processo di revisione” della politica energetica in particolare sul tema del climate change e dell’accordo di Parigi.

Sicurezza degli approvvigionamenti in un contesto di grandi tensioni geopolitiche, ruolo chiave del gas e diversificazione delle rotte, efficienza, impegno per colmare il ritardo dell’Africa sono stati i principali temi del G7 Energia di Roma, ma l’attenzione degli addetti ai lavori è stata tutta rivolta al nuovo segretario di Stato per l’energia americano Rick Perry, da cui si attendevano risposte in merito alla virata pro-carbone annunciata dal presidente Donald Trump.

IL G7 ENERGIA

La riunione dei Ministri competenti in materia di Energia si è tenuta a Roma il 9 e 10 aprile 2017. Il G7 Energia, incentrato sulla tematica della sicurezza energetica, porta a compimento il percorso avviato a Roma nel 2014 e successivamente sviluppato nelle riunioni ministeriali tenutesi negli ultimi due anni, durante le quali la sicurezza energetica è stata analizzata in relazione alla sostenibilità e alla crescita economica globale.

Oltre al nostro ministro Calenda, i Capi delegazione partecipanti sono stati: Rainer Baake (Germania), Segolène Royal (Francia), Rick Perry (Usa), Yosuke Takagi (Giappone), Miguel Arias Cañete (UE), James Gordon Carr (Canada), Nick Hurd (UK).

I lavori della Ministeriale Energia sono stati anticipati dal side eventAfrica 2030: Empowering the continent through innovation, green tech solutions and capacity building”.

LA NOTA DEL MISE

I capi delegazione che si sono riuniti a Roma il 9 e 10 aprile hanno scambiato i loro punti di vista sulle iniziative approvate negli anni passati (2014 Rome Initiative for Energy Security, 2015 Hamburg Initiative for Sustainable Energy Security, 2016 Kitakyushu Initiative on Energy Security for Global Growth), si legge in una nota il ministero dello Sviluppo economico. Nel contesto della crisi tra Russia e Ucraina, i leader presenti hanno ribadito che l’energia non deve diventare strumento di coercizione politica né una minaccia alla sicurezza e che le dispute sull’energia andrebbero risolte tramite il dialogo e la cooperazione, in modo bilaterale e trasparente. I ministri del G7 “confermano l’impegno a sostenere l’Ucraina e gli altri paesi vulnerabili di fronte a interruzioni della fornitura di energia”.

Sono stati discussi anche i temi dell’Accordo di Parigi UNFCCC Paris Agreement e del COP22, Marrakesh 2016. E’ qui che il segretario all’Energia americano Perry ha informato i colleghi che gli Stati Uniti stanno attualmente rivedendo molte delle loro politiche e si riservano di ridiscutere la loro posizione su queste tematiche. Gli altri capi delle delegazioni hanno invece confermato gli impegni presi (limitare l’aumento della temperatura globale entro i 2°C rispetto al livello pre-industriale, anzi, se possibile, puntare su un limite di 1.5°C), hanno invitato tutte le parti a ratificare l’accordo di Parigi e ribadito l’impegno alla decarbonizzazione del settore energia e al raggiungimento dell’obiettivo numero 7 dell’ONU sullo sviluppo sostenibile (UN 2030 Sustainable Development Goal number 7). La transizione energetica poggerà su due pilastri: tecnologie per l’energia pulita, con forte impulso alla ricerca e sviluppo, e misure di supporto che non distorcano il mercato perché la protezione dell’ambiente sia sempre congiunta alla crescita economica. Continuare a investire nel settore energia, in particolare in infrastrutture, sviluppo upstream, tecnologie verdi e efficienza energetica, è cruciale per assicurare la sicurezza futura dei rifornimento e mitigare i rischi che ostacolano la crescita sostenibile.

TUTTI I PUNTI DISCUSSI E APPROVATI SENZA GLI USA

Sicurezza: I leader del G7 sono pronti a cooperare sulla diversificazione, non solo delle fonti ma anche dei paesi fornitori e delle vie di trasporto per rendere i rifornimenti di energia sicuri. Questo vale anche per il settore del gas naturale: le vie di transito esistenti per portare il gas in Europa restano valide, ma l’obiettivo è diversificare: sì dunque all’apertura di nuovi corridoi, connessioni e gasdotti e all’avvio di nuove esportazioni di LNG. I Capi delegazione continueranno a confrontarsi anche sul tema delle minacce cyber al settore energetico e sulle possibili strategie di risposta, in collaborazione con aziende private, università e centri di ricerca.

Ucraina: Il G7 ha espresso sostegno alle riforme energetiche in Ucraina e sottolineato l’importanza della sicurezza in campo nucleare, che l’Ucraina dovrà rendere sua priorità, e della manutenzione della rete di trasporto del gas ucraina.

Fonti rinnovabili: Si è discusso di eventuali modifiche delle regole di mercato e altre normative per permettere investimenti nel mercato dell’energia pulita. Le fonti fossibili resteranno parte del mix energetico globale ancora per qualche tempo e i paesi del G7 si impegnano a ridurre l’impatto delle fonti tradizionali sulle emissioni di gas serra.

Nuovo sviluppo: L’energia è un settore che muove l’economia anche attraverso l’occupazione e la ricerca e sviluppo: i ministri del G7 hanno rinnovato l’impegno a collaborare e hanno discusso di tecnologie e modelli di business necessari per la transizione energetica e per risolvere efficacemente nuovi problemi orizzontali nel settore con una visione olistica.

Efficienza: L’efficienza energetica ha un ruolo chiave al fine di ridurre le emissioni inquinanti. Per questo al G7 Energia si è parlato di come integrare le politiche di efficienza energetica nella pianificazione delle infrastrutture, nella normativa e negli schemi di finanziamento. I leader presenti a Roma hanno concordato che, nei paesi in cui questo è rilevante, saranno considerati modi per migliorare il modo in cui gli investimenti pubblici in efficienza energetica sono rispecchiati dalle norme di finanza pubblica per sostenere al meglio i programmi di investimento anche con partnership pubblico-private. I ministri concordano sulla necessità di eliminare i sussidi a fonti fossili inefficienti entro il 2025. Nel trasporto pubblico, si è discusso di come creare le condizioni per promuovere l’innovazione e l’uso di combustibili a basse o zero emissioni come CNG, LNG, elettricità.

L’INCONTRO CON GREENPEACE

All’apertura dell’ultimo giorno di lavori del G7 energia, attivisti di Greenpeace sono stati ricevuti dal ministro Calenda al quale hanno ricordato quanto sia importante rispettare gli impegni presi alla Conferenza sul Clima di Parigi e hanno chiesto di isolare le posizioni negazioniste della nuova amministrazione Trump. L’anno scorso tre dei Paesi del G7 (Canada, Regno Unito, Francia) hanno annunciato le date in cui abbandoneranno completamente il carbone, la chiusura di centrali a carbone continua sia negli Stati Uniti che in Europa, Cina e India hanno fermato la costruzione di oltre 100 nuovi impianti e, a livello globale, l’avvio di nuovi progetti per centrali a carbone ha avuto un calo del 62%. La virata pro-carbone di Trump è tutta in controtendenza: al G7 Energia di Roma il segretario statunitense Perry ha fatto sapere che comunicherà presto le posizioni che saranno assunte dalla nuova amministrazione.

ultima modifica: 2017-04-11T09:45:09+00:00 da Patrizia Licata

 

 

 

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