Ecco gli effetti della “madre di tutte le bombe” Moab sganciata sull’Afghanistan. Il video

Ecco gli effetti della “madre di tutte le bombe” Moab sganciata sull’Afghanistan. Il video

In gergo – negli ambienti militari americani – la chiamano “la madre di tutte le bombe”: il più potente degli ordigni non nucleari mai utilizzati finora dagli Stati Uniti.

In realtà si chiama Moab ed è l’acronimo di Massive Ordnance Air Blast bomb. In questo video viene ripreso un test a cui la bomba è stata sottoposta, dal lancio fino alla fase della deflagrazione.

Ma come funziona l’ordigno? Lo spiega in questo articolo di Formiche.net Emanuele Rossi. Eccone un passaggio:

“È stata progettata per essere sganciata dal portello posteriore di un (M)C-130 modificato in versione Combat Talon, come quelli utilizzati dalle Special Operations Wings. Normalmente viene fatta scendere da un pallet dotato di paracadute frenante.

Il test di sviluppo conclusivo è dell’11 marzo del 2003 – l’articolo scritto dai portavoce di Englin segnava il quinto anniversario del final developmental test.

Inizialmente doveva fungere da deterrente non-nucleare nei confronti di Saddam Hussein, come spiegò l’allora segretario alla Difesa Donald Rumsfeld: durante l’occupazione del 2003 era stata trasportata in Iraq ma non è mai stata utilizzata. Un altro potenziale impiego: nel 2009 si è pensato alla Moab come arma per sventrare le fortificazioni con cui gli iraniani difendevano le centrifughe nucleari militari. La Moab non è una bomba a penetrazione per colpire i bunker, ma è indicata per bersagli fortificati di superficiali, o situati all’interno di canyon, ammassamenti di forze militari, oppure – come nel caso di giovedì – contro infrastrutture sotterranee non profonde.

Lo sviluppo della Moab è durato relativamente poco, ed è costato circa 300 milioni di dollari: nel 2002 è stato avviato il progetto di sostituzione della “Daisy Cutter” BLU-82, sostituita con la GBU-43, più potente, dotata di guida Gps, e dunque più precisa nei bombardamenti.

Quello contro un sistema di tunnel di protezione e comunicazione dello Stato islamico afghano è stato il primissimo impiego in un teatro di guerra. Secondo il governo di Kabul, che Washington aveva avvisato dell’attacco, la bomba ha distrutto le linee sotterranee dei baghdadisti, uccidendo almeno 36 miliziani, senza fare vittime tra i civili (era abbastanza naturale visto che l’area in cui è stata lanciata era abbastanza isolata)”.

QUI L’ANALISI DEL GENERALE CARLO JEAN SU MOAB

ultima modifica: 2017-04-14T12:05:34+00:00 da Redazione

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