Guido Fanelli, chi è il medico nella bufera per l’inchiesta Pasimafi del Nas di Parma

Guido Fanelli, chi è il medico nella bufera per l’inchiesta Pasimafi del Nas di Parma

“L’Italia è uno strano Paese dove le leggi coercitive – come non andare a 130 all’ora in autostrada – le sanno tutti perché c è la multa, mentre le leggi di progresso come quella sulla terapia del dolore non le sa nessuno”. A dirlo due giorni fa a Termini Imerese, in Sicilia, in una delle sue ultime apparizioni in pubblico per divulgare la legge citata, la 38 del 2010, è stato Guido Fanelli, direttore della struttura di Anestesia, rianimazione e terapia antalgica dell’ospedale Maggiore di Parma, da ieri mattina agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della procura di Parma che coinvolge grandi aziende farmaceutiche italiane ed estere e che ha portato all’arresto di 19 medici e imprenditori operanti nel settore della commercializzazione e della promozione di farmaci e di dispositivi medici. Fanelli è stato definito dagli inquirenti la mente dell’intera operazione che aveva l’obiettivo di pilotare il business delle cure palliative e delle terapie del dolore.

COSA È SUCCESSO

L’inchiesta, si legge su La Repubblica, prende il nome da uno yacht, il “Pasimafi V”, al centro dei rapporti fra il primario e le case farmaceutiche, insieme a denaro, beni immobili e automobili ricevuti per “favorire i colossi del mercato farmaceutico, attraverso sperimentazioni e convegni”.

Il bilancio dell’operazione dei carabinieri del Comando per la Tutela della Salute e dei Comandi Provinciali di 7 regioni (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria e Lazio) riportato dall’agenzia stampa Askanews è di diciannove persone arrestate tra medici e imprenditori del settore, 52 perquisizioni presso le abitazioni dei citati professionisti e presso le sedi di importanti società e note aziende farmaceutiche. Sigilli sono stati a due società di comodo allestite per il riciclaggio del provento delle attività illecite, mentre sono stati sequestrati circa 470 mila euro quale profitto della corruzione. “L’indagine – si legge sull’agenzia -, attualmente vede indagate 75 persone e ha consentito di individuare in un importante dirigente sanitario pubblico, coinvolto nella stesura della legge sulla Terapia del Dolore e titolare di una serie di  incarichi a livello nazionale e regionale il perno di un “sistema” corruttivo realizzato per incamerare somme di denaro e beni di ingente valore (autovetture, yacht, appartamenti, etcà), favorendo alcune case farmaceutiche interessate a creare una propria “zona” di influenza su pubblici ufficiali per la promozione e la diffusione illecita dei relativi prodotti farmaceutici”.

I REATI

I reati contestati agli indagati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al riciclaggio, attuata nel campo della sperimentazione sanitaria e nella divulgazione scientifica per favorire le attività commerciali di imprese farmaceutiche nazionali ed estere, fino all’abuso d’ufficio, al peculato, alla truffa aggravata e al trasferimento fraudolento di valori. “Il controllo del mercato avveniva anche invitando le aziende farmaceutiche, come ad esempio la toscana Molteni, a decidere temi e relatori dei convegni di formazione Ecm, che non dovrebbero essere in mano ai privati. Era un modo per pubblicizzare certi farmaci. Oppure creando una società scientifica, la Pinhub destinata a diventare nelle sue intenzioni ‘lo strumento fortissimo di potere nei confronti delle aziende farmaceutiche e della politca'”, hanno spiegato Michele Bocci e Fabio Tonacci su la Repubblica.

LE AZIENDE COINVOLTE

Tra le 17 aziende farmaceutiche indagate Repubblica cita innanzitutto le più conosciute: “Angelini, Molteni, Grunenthal e Mundipharma”. Tra le società coinvolte vengono menzionate la “Alteco Medical Ab, la Spindial Spa, l’Ibsa Institute Biochimique con sede legale a Pambio-Noranco in Svizzera; l’Ibsa Farmaceutici Italia Srl con sede legale a Lodi; la Mundipharma Pharmaceuticals Srl con sede legale a Milano; la Grunenthal Italia con sede legale a Milano (si dichiara estranea ai fatti); la Grunenthal GmbH, con sede legale a Aquisgrana, in Germania; la L.Molteni & C. dei Fratelli Alitti-Società di esercizio Spa con sede legale a Scandicci, nel Fiorentino; la Aziende chimiche Riunite Angelini Francesco (Acraf) Spa con sede legale in a Roma; la Teleflex Medical Srl con sede legale a Varedo nel Monzese; la Prostrakan Srl, (ora Kyowa Kirin Srl, con sede legale a Milano; la St. Jude Medical Italia Spa, con sede a Agrate Brianza, nel Monzese; la Advanced Medical System Group Srl con sede legale a San Pietro Viminario nel Padovano; la Medinat Srl, con sede legale a Napoli; la Value Relations Srl, con sede a Milano; la Emphasis Srl con sede legale a Roma e la Fedra Congressi di Raffaella Greco e S. Sas con sede legale a Roma”.

Per far arrivare i soldi al professore, spiega il quotidiano, sono state costituite società di comodo. Ragione per cui è contestato agli indagati anche il riciclaggio. Ed è proprio ad una di queste società che risulta intestato lo yacht “Pasimafi V”, la cui gestione della manutenzione e acquisto della strumentazione di bordo sono state a carico delle ditte farmaceutiche.

GLI INDAGATI

Tra gli indati c’è il rettore dell’Università di Parma Loris Borghi, per abuso d’ufficio in un concorso. Ai domiciliari anche Massimo Allegri (43 anni), dirigente nello stesso reparto di Fanelli, Ugo Grondelli (71 anni), membro del cda dell’Alteco Medical Lab, Marcello Grondelli, 45enne di Parma, amministratore delegato della Spindial, con sede a Collecchio, Giuseppe Vannucci, 66enne  di Montechiarugolo, amministratore dell’impresa Appmed.

Nell’inchiesta, si legge ancora su Repubblica, è finita tutta la famiglia di Fanelli: la moglie Fiorella Nobili, primario di anestesia all’Auxologico di Milano, i figli Andrea, anestesista al Sant’Orsola di Bologna, e Roberto, manager farmaceutico.

CHI È FANELLI

Definito dagli inquirenti la mente dell’intera operazione, Fanelli, 62 anni, si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1983 presso l’Università degli studi di Milano, e ha conseguito nel 1986 la specializzazione in Anestesiologia e rianimazione. Ha prestato poi fino al 2011 servizio all’Ospedale San Raffaele di Milano, e dal 2002 dirige la struttura complessa Anestesia, rianimazione e terapia antalgica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

Dal 2004 è inoltre professore ordinario di Anestesiologia e rianimazione della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Parma e direttore della scuola di specializzazione in Anestesia e rianimazione.

Relatore del Piano oncologico nazionale dal 2008, è esperto del Consiglio superiore della sanità per la terapia del dolore e e delle cure palliative; componente della commissione Programmazione e presidente della commissione Terapia del dolore e cure palliative del Ministero della Salute; direttore scientifico del progetto Medicina perioperatoria dell’assessorato alla Saniotà della Regione Emilia-Romagna.

Dal 2010 coordina la commissione per l’attuazione della legge 38 per la relazione al Parlamento e la conferenza Stato-Regioni.

È autore di 241 pubblicazioni – di cui 116 con Impact Factor – e 19 libri o capitoli in libri. Ha partecipato come a oltre 100 congressi nazionali e internazionali. La sua attività didattica, svolta fin dal 1988 presso l’Università di Milano, l’ateneo Vita e salute dell’Ospedale San Raffaele, la School of Medicine della Texas University e in numerose scuole di specializzazione.si è concentrata in particolare sull’anestesia loco-regionale e il dolore post-operatorio

È referee per l’Agenzia italiana per il farmaco, membro di numerose società scientifiche, e fa parte della Commissione permanente della Siaarti (Società italiana anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva) per i rapporti con le società scientifiche estere.

(LEGGI QUI LA BIOGRAFIA COMPLETA)

ultima modifica: 2017-05-09T12:56:43+00:00 da Valeria Covato

 

 

 

 

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