Riforma Fornero delle pensioni, ecco i numeri che non conosce Matteo Salvini

Riforma Fornero delle pensioni, ecco i numeri che non conosce Matteo Salvini
Le Punture di Spillo di Giuliano Cazzola

Fate una prova. Il mattino dopo una performance di Matteo Salvini in tv, uscite di casa e fermate il primo passante che incontrate. Chiedetegli con cortesia se, dopo la riforma Fornero, è ancora permesso agli italiani di andare in pensione. Vi risponderà che i più fortunati ci vanno all’età di Matusalemme. Per accertare come stanno veramente le cose, quando arrivate davanti a un computer, cliccate sul sito dell’Inps per aprire le ultime statistiche (rilevazione del 4 aprile scorso) riguardanti il pensionamento nel 2016 e nei primi tre mesi dell’anno in corso. Troverete che, nel complesso delle gestioni monitorate del lavoro dipendente ed autonomo (sono esclusi i dipendenti ex Inpdap ed ex Enpals), lo scorso anno, sono stati liquidati più di 120mila nuovi trattamenti di vecchiaia (importo medio mensile di 646 euro) e di 118mila anticipati/di anzianità (importo medio mensile di 1.916 euro). Nel 2017 (gennaio-marzo) i trattamenti sono stati rispettivamente 34,5mila (711 euro mensili) e 31,5mila (poco più di 2mila mensili). Se consideriamo soltanto il Fondo pensioni lavoratori dipendenti (incluse le contabilità separate/ ex fondi speciali e gli ex enti creditizi, dal momento che sempre di lavoro dipendente si tratta, ma anche al netto di tali contabilità la sostanza dei problemi non cambia) ci accorgiamo che nelle pensioni decorrenti nel 2016 quelle anticipate (77mila) sono state il doppio di quelle di vecchiaia (38mila). Ma la sorpresa è quella dell’età effettiva media alla decorrenza della pensione: 65,5 anni per la vecchiaia a fronte di 60,5 anni per l’anzianità/anticipate. Circa la metà di questi ultimi trattamenti (35mila) è stata erogata a persone in età compresa tra 55 e 59 anni. Analogo trend nei primi tre mesi dell’anno in corso: 22mila pensioni anticipate, per un importo mensile medio di 2.270 euro (età media alla decorrenza 60,9 anni, 9mila prestazioni a persone in età compresa tra 55 e 59 anni) contro 11mila di vecchiaia (65,9 anni) per un importo mensile medio rispettivamente di 1.179 euro.
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Se questi sono i fatti, non sarà che gli effetti perversi della riforma Fornero, ben prima e al di là degli interventi modificativi introdotti nella legge di bilancio per il 2017, Matteo Salvini se li è sognati?

ultima modifica: 2017-05-18T12:23:53+00:00 da Giuliano Cazzola

 

 

 

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