Amministrative 2017: CSX, CDX e M5S. Chi sale, chi scende?

Amministrative 2017: CSX, CDX e M5S. Chi sale, chi scende?

Ed eccoci alle consuete riflessioni post-elettorali. Domenica 11 giugno andavano al voto 1004 comuni per un totale di oltre 9 milioni di persone. Un test politico importante, anche se, come tutte le elezioni locale, non possono essere prese in automatico come espressione degli umori che poi si ripercuoteranno a livello nazionale.

Tuttavia, qualche riflessione è possibile farla e in breve le cose stanno così:

1) Il M5S non sfonda, ma la cosa non sorprende. A livello locale i partiti “tradizionali” sono più forti, perché più strutturati e capaci di raccogliere consenso o meno, sulla base delle cose che hanno già fatto (o non fatto). L’aspetto interessante, però, è che complessivamente, almeno guardando alle città capoluogo di provincia, il M5S cresce in ben 12 comuni capoluogo su 25. Perde consensi, invece, in 13 comuni capoluogo. Complessivamente ha guadagnato più di 32 mila voti.

2)  Il Centro-Destra è cresciuto in 15 comuni capoluogo e ha perso consensi in 10 comuni capoluogo. Complessivamente ha guadagnato oltre 84 mila voti.

3) Il Centro-Sinistra è cresciuto in 4 comuni capoluogo e ha perso consensi in ben 21 comuni capoluogo. Il numero di voti persi ammonta a quasi 170 mila.

Prima considerazione: i dati si riferiscono solo ai comuni capoluogo, in modo comparato tra il 2012 e il 2017.

Seconda considerazione: il dato negativo riguarda quasi totalmente il Centro-Sinistra, con il PD partito perno delle coalizioni che in diverse città arriva a stento al 20% e in altre addirittura è sotto o poco sopra al 10%.

Terza considerazione: il dato positivo riguarda il Centro-Destra, che dato per morente ha dimostrato di essere assai vitale e pronto per le sfide che verranno. Torna ad essere un avversario temibile, che ha inoltre il suo traino principale non in Forza Italia, ma nella Lega Nord, con tutte le conseguenze politiche che questo comporta.

Quarta considerazione:  un grazie ad Emanuele che ha organizzato i dati in una bellissima tabella excel che ha poi messo a disposizione di tutti in facebook.
elezioniInfine, dal Partito Democratico (PD) volano tweet e post in facebook di sberleffo al M5S per la pessima performance politica e per l’esclusione da quasi tutti i ballottaggi. Ebbene, mi sento di ricordare a questi fini strateghi politici, che tra dieci giorni si va al ballottaggio, e che non mi sembra una grande tattica quella di schernire un partito che oscilla sul territorio tra il 3 e il 20% a seconda delle aree, perché le sue elettrici e i suoi elettori, andranno a votare e potrebbero (anzi, quasi certamente lo faranno) render pan per focaccia, come si suol dire. E così, finirà che i ballottaggi li (stra)vince il Centro-Destra. Poi, leggeremo tweet e post in FB di gente che si chiederà come mai?

ultima modifica: 2017-06-12T21:22:08+00:00 da Federico Quadrelli

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