Londra, cosa è successo vicino alla moschea

Londra, cosa è successo vicino alla moschea

Intorno a mezzanotte e un quarto, nella notte tra domenica e lunedì, un furgone è piombato su alcuni pedoni nei pressi di una moschea a nord di Londra. Il bilancio è di un morto e una decina di feriti. L’uomo che si trovava alla guida, pare un inglese di 48 anni, è stato successivamente arrestato dalla polizia intervenuta sul luogo dell’accaduto.

La Metropolitan Police non ha diffuso troppe informazioni, limitandosi a dire che l’attacco viene trattato come “una potenziale azione terroristica” dal Counter Terrorism Command. La MetPol ha smentito la notizia rimbalzata sui social network secondo cui dopo l’investimento c’era stato anche un accoltellamento – in un’azione che sembrava simile a quanto visto pochi giorni fa sul London Bridge. L’uomo alla guida avrebbe diretto il furgone contro i passanti in modo intenzionale, colpendo i fedeli usciti dal luogo di culto – piuttosto frequentato fino a tarda notte perché per i musulmani è in corso il Ramadan.

Uno dei testimoni ha raccontato alla BBC che quando l’uomo è uscito dal mezzo e ha cercato di scappare gridava “voglio uccidere i musulmani” – è stato questo stesso testimone a colpire con un pugno allo stomaco l’aggressore, e poi con l’aiuto di un altra persona a tenerlo bloccato a terra fino all’arrivo della polizia che lo ha arrestato (è stato molto sottolineato l’atteggiamento di diverse persone presenti, tra cui per primo l’imam, che invitavano i più facinorosi a non fargli del male e ad attendere l’arrivo della polizia). Secondo il Muslim Council of Great Britain, un’importante organizzazione che raccoglie migliaia di musulmani sul suolo inglese, l’attacco è stato deliberato contro i musulmani e viene citato l’aumento di azioni “islamofobiche” in questi ultimi anni; mentre l’analoga Muslim Welfare House (che ha sede nel luogo dell’attentato) ha invitato alla calma. Diversi canali Telegram vicini allo Stato islamico stanno già utilizzando la presunta matrice islamofoba per incitare i proseliti a rappresaglie.

La moschea colpita, la Finsbury Park Mosque, si trova appunto nel quartiere settentrionale di Finsbury, poco distante dalla casa dell’Arsenal, l’Emirates Stadium. Finsbury è un quartiere multietnico, non elitario ma non degradato. In queste ore è stata tirata fuori la storia del suo vecchio imam, Abu Hamza al-Masri, noto nel mondo jihadista come Abu Hamza (o “Hook”, visto che un esplosivo gli aveva fatto perdere un occhio): nel 2004 è stato arrestato dalla polizia britannica su richiesta americana, è considerato un predicatore del radicalismo che incitava alla militanza combattente. Nel corso degli anni la moschea ha avuto però un processo di ripulitura da queste posizioni estremiste.

La premier Theresa May, che ha definito la vicenda “un terribile incidente” e si è detta vicina alle vittime, guiderà oggi una riunione di emergenza del comitato COBR(A). Il sindaco di Londra lo ha definito un attacco contro “persone innocenti” di una “specifica comunità”.

ultima modifica: 2017-06-19T09:24:55+00:00 da Emanuele Rossi

Chi ha letto questo articolo ha letto anche:

Click on a tab to select how you'd like to leave your comment

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>