I russi dicono che ogni aereo che passerà dalla Siria occidentale sarà considerato un target

I russi dicono che ogni aereo che passerà dalla Siria occidentale sarà considerato un target

Il ministero della Difesa russa ha diffuso uno statement infuocato in risposta all’abbattimento di un jet Su-22 siriano da parte di un caccia americano decollato dalla portaerei George Bush nel Mediterraneo.

Il comunicato diffuso oggi, lunedì 19 giugno, da Mosca dice: “Qualsiasi aeromobile, inclusi gli aerei e droni appartenenti alla Coalizione internazionale (quella a guida americana che combatte l’IS, ndr) che opera ad ovest del fiume Eufrate, sarà monitorato dalle forze anti-aeree russe nel cielo e sulla terra e trattato come [potenziale] obiettivo”.

I russi aggiungono che il memorandum di cooperazione con la coalizione, creato al fine di prevenire gli incidenti aerei e garantire la sicurezza in volo, “è chiuso a partire da lunedì” (19 giugno). Secondo la dichiarazione di Mosca gli americani non li avrebbero contatti attraverso questo canale operativo prima di colpire ieri, domenica 18 giugno, il bombardiere siriano – che stava attaccando dall’alto le Sdf, milizia curdo-araba che sta combattendo il Califfato nella roccaforte di Raqqa.

Washington dice di aver avvisato i russi un paio d’ore prima del duello aereo. Il canale, istituito dal settembre 2015 – quando Mosca entrò in modalità attiva nel conflitto siriano – era stato già interrotto dopo che gli americani aveva lanciato missili da crociera contro una base governativa nei pressi di Homs, in rappresaglia all’attacco chimico di Idlib di inizio aprile. Vale la pena ricordare che nelle ultime settimane questo canale di comunicazione è stato utilizzato per quattro volte dagli americani, quando alcune formazioni US-backed si sono trovate esposte al fuoco dei governativi: mai i russi sono riusciti a interrompere le azioni (provocatorie) delle forze di Damasco.

La situazione è piuttosto delicata e rappresenta un inevitabile aumento delle problematiche per la campagna anti-IS americana – non l’apertura della Terza guerra mondiale, per il momento almeno. Per esempio, gli aerei che decollano dalla grande base aerea di Incirlik, nel sudovest della Turchia, o quelli che arrivano dalla Bush nel Mediterraneo, adesso quando taglieranno lo spazio aereo siriano saranno agganciati dai sistemi antiaerei russi. Ma oltre l’aspetto tecnico, c’è quello politico: queste tensioni sono l’anticipo per la seconda fase della guerra, quando lo Stato islamico perderà gran parte del territorio controllato (come già sta succedendo) e alla lotta al terrorismo statuale si sostituirà la necessità di una soluzione della crisi siriana, da trovare tra i tanti, conflittuali attori esterni.

ultima modifica: 2017-06-19T15:25:00+00:00 da Emanuele Rossi