Migranti dall’Africa, ecco come la Spagna subisce l’effetto Minniti

Migranti dall’Africa, ecco come la Spagna subisce l’effetto Minniti
L'approfondimento di Lorenza Formicola

A inizio mese, nel bel mezzo della stagione estiva, decine di immigrati sono sbarcati sulla costa di Cadice, nel sud della Spagna, dopo aver attraversato lo Stretto di Gibilterra a bordo di un gommone. I bagnanti della “spiaggia dei tedeschi” nel comune di Zahara de los Atunes si stavano godendo il sole quando hanno visto, e poi ripreso con i cosiddetti e irrinunciabili smart phone l’avvicinarsi del gommone  e d’improvviso le ‘risorse’ saltare in acqua per raggiungere la spiaggia e disperdersi in ogni direzione, correndo come forsennati.

Episodio che ha certificato l’aumento importante del flusso di migranti irregolari in arrivo dalle sponde del nord Africa fino all’Andalusia. E lo stesso riguarda i territori marocchini di Ceuta e Melilla. Intorno a metà del mese di agosto, sono stati respinti diversi assalti dei migranti alla frontiera di El Tarajal, la barriera che separa il Marocco dell’enclave spagnola di Ceuta. Al punto che la delegazione del governo di Ceuta ha chiuso il traffico merci per una settimana, e il Pais ha dovuto ricordare che, certamente, non è la prima volta che il valico viene chiuso, ma “è la prima volta a memoria d’uomo che l’interruzione è motivata dall’importante ‘pressione migratoria’ degli africani”.

Il 7 agosto, più di 300 africani per lo più provenienti dalla zona sub sahariana hanno teso un’imboscata alle forze di sicurezza del Marocco, e hanno preso d’assalto la frontiera attraversando il valico di Tarajal; altri 186 migranti hanno fatto lo stesso sul suolo spagnolo. L’8 agosto, più di un migliaio di migranti armati di sassi e bastoni hanno tentato di sfondare la stessa linea di confine. Il 9 agosto, le autorità spagnole hanno chiuso per una settimana il valico di Ceuta Tarajal. Il 10 agosto, circa 700 migranti hanno tentato di forzare la frontiera di Ceuta e 200 assalitori sono stati arrestati.

In migliaia sono entrati in Spagna via terra, soprattutto nelle enclave spagnole di Ceuta e Melilla. E una volta lì vengono alloggiati in rifugi temporanei e poi trasferiti sulla terraferma spagnola, da dove continuano il loro viaggio verso il resto d’Europa.

Del resto la Spagna sta per superare la Grecia come punto di accesso in Europa per gli immigrati via mare. E ormai non si accontentano, per così dire, neanche più degli obsoleti barconi.

Il 6 agosto quattro marocchini sono approdati sulla costa di Malaga a bordo di moto d’acqua. Fra luglio e agosto la polizia ha intercettato almeno due dozzine di immigranti che sono ricorsi agli acquascooter per raggiungere la Spagna. Il 10 agosto, la polizia, grazie a sensori termici e di movimento, ha trovato cinquantasei migranti, di cui quattordici bambini, nascosti all’interno di camion diretti da Ceuta al principale porto di traghetti di Algeciras.

Stando ai dati forniti recentemente dall’Oim – l’Organizzazione internazionale per la Migrazione – 8300 immigranti irregolari hanno raggiunto le coste spagnole da gennaio a luglio 2017. Triplicati rispetto al 2016.  Dodicimila sono arrivati in Spagna fino ad ora, rispetto ai tredicimila di tutto il 2016. In Grecia, ad oggi, ne sono giunti quattordicimila.  L’improvviso, ma poi neanche troppo, aumento dei flussi migratori in Spagna è dovuto al giro di vite dato alla tratta di esseri umani lungo la rotta marittima percorsa dagli immigrati dalle coste libiche a quelle italiane: perché l’Italia è il principale punto d’ingresso in Europa.

Circa novantasettemila arrivi per i primi sei mesi di questo 2017 rispetto al centottantunomila dell’anno precedente sulle coste italiane. Primato che abbiamo ‘conquistato’ soprattutto quando, a marzo 2016, la Turchia ha firmato l’accordo per la gestione dei flussi migratori chiudendo la rotta con la Grecia, punto d’accesso privilegiato dei flussi migratori provenienti dall’Asia e dal Medio Oriente.

Quando poi l’Italia a maggio ha firmato un accordo con la Libia, il Ciad e il Niger per arginare il flusso di migranti che attraversano il Mediterraneo, e a luglio ha raggiunto un accordo con Francia e Germania per stabilire regole chiare per le navi delle Ong e aumentare le risorse destinate alla guardia costiera libica, a migliaia di immigranti è stato impedito di lasciare le coste libiche per raggiungere l’Italia. Misure restrittive che hanno semplicemente indotto a cercare rotte alternative per solcare il Mediterraneo, e non a scoraggiarli. Ecco spiegato l’aumento degli immigrati in Spagna. Nient’altro che “l’effetto palloncino”, come lo ha definito Julio Andrade, consigliere comunale di Malaga in un’intervista all’Irish Times. “Se si comprime una zona, l’aria va altrove”.

Gerd Müller, ministro tedesco dello Sviluppo, lo ha confermato di recente: “I più grandi movimenti migratori devono ancora avvenire: la popolazione africana si raddoppierà nei prossimi decenni. Un paese come l’Egitto crescerà fino a cento milioni di abitanti e la Nigeria fino a quattrocento milioni. Nella nostra era digitale, con Internet e i telefoni cellulari, tutti sanno della nostra prosperità e conoscono il nostro stile di vita”.

ultima modifica: 2017-08-27T07:03:55+00:00 da Lorenza Formicola

 

 

 

 

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