Perché le tesi di Camusso sulle pensioni Inps sono da pensionare

Perché le tesi di Camusso sulle pensioni Inps sono da pensionare
L'articolo di Giuliano Cazzola

In una intervista rilasciata a Roberto Giovannini su La Stampa, l’ineffabile Susanna Camusso, (nella foto), ha chiesto di eliminare l’aumento automatico dell’età pensionabile “così qualcuno riesce finalmente ad andare in pensione’’. Si vede che la segretaria generale della Cgil – in tutt’altre faccende affaccendata – non trova il tempo di documentarsi.

Eppure l’Inps –  in base alla regola della trasparenza introdotta dal presidente Tito Boeri – pubblica trimestralmente i dati relativi alle nuove pensioni erogate. Dalla lettura delle statistiche, curate dal Coordinamento attuariale dell’Istituto, risulta che nel primo semestre di quest’anno, limitatamente al settore provato dipendente ed autonomo, sono state liquidate 251mila pensioni, oltre la metà delle quali a titolo di vecchiaia ed anticipate. Quanto al rapporto tra le due principali tipologie, per ogni 100 trattamenti di vecchiaia ce ne sono stati ben 87 di anzianità/anticipata; quest’ultime, nel caso dei lavoratori dipendenti, con un’età media alla decorrenza di 61,3 per gli uomini e di 59,9 per le donne, con dato complessivo 60,9 anni.

Sempre per quanto riguarda il Fondo dei lavoratori dipendenti (dove sono inquadrate le categorie che maggiormente interessano a Camusso) le pensioni anticipate sono ammontate a più di 43mila (importo medio 2.281 euro lordi mensili) a fronte 24,5mila a titolo di vecchiaia (importo medio mensile lordo 1.117 euro).

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Perché non prevedere una vaccinazione obbligatoria per gli over 18enni (in sostanza, l’elettorato attivo) contro il rischio che scoppi un’altra epidemia del virus del federalismo?

ultima modifica: 2017-09-07T12:35:02+00:00 da Giuliano Cazzola

 

 

 

 

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