I fratelli Rosselli nella mostra della Fondazione Kuliscioff

I fratelli Rosselli nella mostra della Fondazione Kuliscioff

Dal Risorgimento alla Grande Guerra, dalla lotta al fascismo negli anni Venti alla guerra antifranchista di Spagna. La Fondazione Anna Kuliscioff inaugura mercoledì 11 ottobre alle 15,30 presso l’Archivio di Stato di Milano una mostra per rendere omaggio a una famiglia che ha legato il proprio nome alla storia d’Italia: “I Fratelli Rosselli: una storia di Giustizia e Libertà”. Visitabile fino al 31 ottobre, espone un’importante e ricca documentazione di 230 pezzi (scritti, lettere anche inedite, stampa d’epoca originale antifascista, fotografie, libri) e pannelli illustrativi messi a disposizione dalla Fondazione Circolo Fratelli Rosselli di Firenze. Alla base dell’iniziativa, la volontà di celebrare come patrimonio collettivo il contributo culturale, politico e umano che la famiglia Rosselli ha dato al Paese.

PROMOTORI DI UN’INTENSA ATTIVITA’ EDITORIALE

Nello si dedicò a importanti studi storici e si impegnò con il fratello Carlo, promotore di una intensa attività editoriale ad esempio con il periodico clandestino “Non mollare” di Firenze con Salvemini ed Ernesto Rossi senza cadenza fissa (“Esce quando può”), il “Quarto Stato”, assieme a Pietro Nenni. Carlo e Nello Rosselli collaborarono inoltre con “La Rivoluzione liberale” di Gobetti quando ancora il fascismo non era riuscito nell’intento di sopprimere “legalmente” tutta la stampa democratica. Aldo, il fratello maggiore, morì sui monti della Carnia in combattimento nel 1916.

IL RUOLO DELLE DONNE NELLA FAMIGLIA ROSSELLI

Aldo, Carlo e Nello Rosselli crebbero, soprattutto grazie alla madre, la veneziana Amelia Rosselli Pincherle, personalità di rilievo nella cultura italiana del primo Novecento e fervente antifascista, nel culto dei valori risorgimentali mazziniani della libertà e della responsabilità. La presenza femminile non si limitò al ruolo fondamentale di Amelia, se si pensa all’importanza avuta da Marion, moglie di Carlo e da Maria, moglie di Nello, sempre presenti accanto ai mariti.

QUANDO CARLO ORGANIZZO’ LA FUGA DI TURATI IN FRANCIA

Carlo fu anche un eccezionale uomo d’azione, protagonista nell’organizzare prima l’espatrio clandestino di Filippo Turati in Francia, fatto uscire con uno stratagemma dalla sua abitazione in Galleria Portici 23, di fronte al Duomo, eludendo lo stretto controllo della polizia, e condotto, con un’auto guidata da Adriano Olivetti, al porto di Savona. Da qui con una piccola barca raggiunse Calvi in Corsica, da cui Turati e Pertini arrivarono poi alla terraferma francese. L’espatrio clandestino di Turati fu uno smacco per il fascismo. In seguito Carlo organizzò la propria fuga – insieme a Nitti e Lussu – dal confino di Lipari, una fuga che mise ancora una volta in forte imbarazzo il regime fascista, e poi il volo di Bassanesi da Lugano su Milano dove furono lanciati volantini contro il regime. Né poteva mancare la sua presenza attiva in Spagna dove si recò a combattere costituendo con Angeloni e Berneri la “Colonna italiana”.

“SOCIALISME LIBÉRAL”, IL PUNTO PIU’ ALTO DEL SUO CONTRIBUTO IDEOLOGICO

La necessità di una separazione netta tra marxismo e socialismo è l’auspicio al centro del libro “Socialismo liberale”, che Carlo Rosselli scrisse nel confino di Lipari. Il volume fu portato segretamente a Londra e venne poi stampato a Parigi. Rosselli sintetizzò così la tesi alla base del libro, che viene considerato il punto più alto del suo contributo ideologico e culturale, quando venne intervistato a Parigi 1929 dal giornale “L’Italia del popolo”: “Io sostengo che il socialismo è rivoluzione morale e in secondo luogo trasformazione materiale. Che come tale può attuarsi sin da oggi nelle coscienze dei migliori, senza bisogno di attendere il sole dell’avvenire. Che tra socialismo e marxismo non v’è parentela necessaria e, anzi ai giorni nostri la filosofia marxista minaccia di compromettere la marcia socialista. Che il socialismo senza democrazia è negazione dei fini primi del socialismo. Nella parola libertà si riassume per me tutto il finalismo socialista. Libertà come metodo e come fine. Libertà intesa e realizzata in senso integrale, in tutte le sfere dell’esistenza e non solo in quella politica e spirituale“.

La mostra verrà inaugurata con una conferenza, l’11 ottobre 2017, alle 15.00, nella Sala Conferenze dell’Archivio di Stato di Milano, introdotta da Walter Galbusera, presidente Fondazione Anna Kuliscioff e nella quale interverranno Valdo Spini, presidente Fondazione Fratelli Rosselli, Filippo Del Corno, assessore alla Cultura Comune di Milano, Benedetto Luigi Compagnoni, direttore Archivio di Stato di Milano, Paolo Bagnoli, Università di Siena, Nicola Del Corno, Università Statale di Milano, Giovanni Scirocco, Università Statale di Bergamo Marina Calloni, Università Bicocca di Milano e Giuliana Nuvoli, Università Statale di Milano. Ci sarà anche una apertura straordinaria, domenica 8 ottobre, dalle 11 alle 18, in occasione dell’iniziativa “Domenica di carta” promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

ultima modifica: 2017-10-10T08:01:28+00:00 da Cristiana Rizzo

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