Vi racconto le ultime pappalardate di Antonio Pappalardo

Vi racconto le ultime pappalardate di Antonio Pappalardo
Le Punture di Spillo di Giuliano Cazzola

Nel corso dei secoli la città di Roma ha assistito a tanti conflitti tra le diverse classi, a cominciare dalle lotte tra la plebe e i patrizi. Non si erano mai visti però scontri tra due plebi – i Forconi di Antonio Pappalardo (in foto) e i grillincasaleggesi – come è accaduto nei giorni scorsi davanti a Montecitorio, mentre in Assemblea si votava il c.d. Rosatellum bis.

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Bisogna sempre avere l’onestà intellettuale di ricredersi. Dopo aver visto in piazza i Forconi dell’ex generale Pappalardo mi è venuto il dubbio che abbia ragione Beppe Grillo quando sostiene che il movimento di cui è stato fondatore ed è garante ha nei fatti intercettato una protesta sociale che avrebbe potuto assumere dei connotati più gravi. Nel corso dell’ultima settimana abbiamo potuto notare che non c’è mai limite al peggio e che si rischia sempre di cadere dalla padella (di Grillo) alla brace (di Pappalardo).

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Invito a leggere su Wikipedia la biografia dell’ex generale Antonio Pappalardo. Dopo aver svolto la funzione di “sindacalista” dei Carabinieri, ha trascorso decenni ad intrufolarsi in partiti e movimenti,  a ricoprire ruoli di parlamentare e di sottosegretario, a candidarsi a cariche pubbliche in giro per l’Italia (senza mai essere eletto), percorrendo come una meteora il tragitto tra sinistra e destra e ritorno. Ma l’aspetto singolare è che, a questo personaggio, veniva affidato un comando sempre più importante con la promozione ad un grado superiore, ogni volta che rientrava in servizio nell’Arma.

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Pare che si stato Vittorio Di Battista, il padre di Dibba, a mollare uno sganassone a Pappalardo davanti alla Camera. Ma attenzione: come le colpe, così anche i meriti dei padri non devono ricadere sui figli.

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Sarà poi vero che la norma – che consentirà una volta approvato il “rosatellum bis” ad un cittadino residente in Italia di candidarsi in una delle circoscrizioni estere – è stata pensata per salvare Verdini? Vorrà dire che siamo tornati ai tempi in cui la condanna alla pena capitale veniva convertita in condanna all’esilio.

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A mio avviso il “rosatellum bis” un merito lo ha sicuramente: non è più previsto il premio di maggioranza, l’artificio elettorale che trasformava le rane in un bue.

ultima modifica: 2017-10-13T11:04:41+00:00 da Giuliano Cazzola

 

 

 

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