Mps, ecco dettagli e criticità dell’offerta ai risparmiatori frodati del Monte dei Paschi di Siena

Mps, ecco dettagli e criticità dell’offerta ai risparmiatori frodati del Monte dei Paschi di Siena
Il punto di Maria Benvenuto

Il comunicato inviato di domenica pomeriggio dal Monte dei Paschi di Siena guidato da Marco Morelli (nella foto) lasciava presagire un’attesa più lunga. E invece il decreto del ministero dell’Economia, indispensabile per fare partire l’offerta pubblica di scambio e transazione alla base del ristoro a carico dello Stato per gli ex obbligazionisti subordinati frodati, è arrivato lunedì sera. Consentendo di fatto alla banca di avviare martedì 31 ottobre l’offerta (nel tabellino di marcia precedente Mps aveva ipotizzato lunedì 30, da qui il comunicato stampa di domenica), su cui poi calerà il sipario il 20 novembre. Borsa Italiana la sera del 31 ottobre ha già comunicato adesioni pari all’1,8 per cento.

L’OFFERTA

L’operazione, piuttosto complicata, funziona così: in un primo momento, la banca senese scambia le azioni derivate dalla conversione delle obbligazioni subordinate con obbligazioni non subordinate di nuova emissione; e poi il Tesoro acquista da Mps le azioni scambiate con le obbligazioni non subordinate di nuova emissione. In ultima istanza quindi, lo Stato acquisterà le azioni degli ex titolari di obbligazioni subordinate (che si ritroveranno in portafoglio meno rischiosi bond senior) per un totale di 1,5 miliardi. In questo modo, immaginando un’adesione totale all’offerta di scambio appena partita, il Tesoro, già salito appena oltre il 52% di Mps con la ricapitalizzazione precauzionale, arriverebbe sino al 71% del capitale della banca senese. Tra gli altri azionisti di rilievo si segnalano le Assicurazioni Generali, che possiedono il 4,3% della banca senese in seguito alla conversione delle obbligazioni subordinate che avevano in portafoglio.

NODO COPERTURA

L’offerta, nel dettaglio, è rivolta agli ex possessori dei bond subordinati Upper Tier II 2008-2018, vale a dire le obbligazioni con cui fu in parte finanziato l’acquisto di Antonveneta, che siano stati vittime di vendita fraudolenta e che siano semplici risparmiatori (sono in questo modo esclusi, per ovvi motivi, gli investitori di professione come i grandi fondi). E’ stato calcolato che la platea dei destinatari dell’offerta possa essere composta da circa 40 mila risparmiatori. Potrebbe tuttavia sorgere un problema: il valore nominale dell’emissione da rimborsare, cioè il bond Antonveneta emesso nel 2008, vale in totale poco più di 2 miliardi, mentre lo Stato per l’operazione ha stanziato un massimo di 1,5 miliardi. Ballano quindi 500 milioni. C’è però chi fa notare che non è detto che tutti gli ex obbligazionisti subordinati siano in possesso dei requisiti necessari per aderire al ristoro pubblico.

IL PREZZO

E’ importante sottolineare il prezzo a cui il Tesoro ricomprerà le azioni degli ex obbligazionisti frodati: 8,65 euro per titolo, che altro non è che il valore di conversione fissato con il meccanismo di condivisione degli oneri (burden share) per i bondholder subordinati. Lo stesso Tesoro aveva messo sul piatto meno per diventare socio di controllo con la ricapitalizzazione precauzionale: 6,49 euro per ogni azione Mps, per un totale di 3,85 miliardi. Tutti prezzi che si confrontano con le quotazioni, molto più basse, della Borsa. A Piazza Affari (dove la banca è da poco rientrata dopo la lunga sospensione per rendere possibile la ricapitalizzazione precauzionale), il 31 ottobre, il Monte dei Paschi ha chiuso la giornata a 4,72 euro, per una capitalizzazione complessiva di poco più di 5,3 miliardi.

ultima modifica: 2017-11-01T10:51:17+00:00 da Maria Benvenuto

 

 

 

 

 

 

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