Che cosa proporrà Forza Italia per il Mezzogiorno. Parla Carfagna

Che cosa proporrà Forza Italia per il Mezzogiorno. Parla Carfagna
Conversazine di Formiche.net con Mara Carfagna, deputata e portavoce di Forza Italia alla Camera

Il centrodestra è l’unico argine al populismo inconcludente dei cinquestelle“. E ancora, sul Partito democratico: “Si è dimostrato incapace ad affrontare e risolvere i problemi del Paese“. Firmato Mara Carfagna, deputata e portavoce di Forza Italia a Montecitorio, che in questa conversazione con Formiche.net – oltre a commentare la vittoria di Nello Musumeci in Sicilia – si è anche proiettata alla prossima campagna elettorale in vista delle elezioni politiche. Le quali – ha sottolineato – sarebbe meglio che si svolgessero a marzo, soprattutto se la maggioranza pensasse di utilizzare gli ultimi mesi di legislatura per “traccheggiare, approvare leggi sbagliate e fuoritempo come lo ius soli o, peggio, fare campagna elettorale”.

Quali sono stati gli elementi fondamentali che hanno condotto alla vittoria di Nello Musumeci?

L’unità della coalizione, innanzitutto. E la chiarezza di un progetto affidato a una persona competente come lo è il nuovo presidente della Sicilia. Questo stesso modello già aveva consentito al centrodestra di avere una buona affermazione alle Amministrative. Grazie alla generosità di Silvio Berlusconi, che si è voluto spendere in campagna elettorale e ha fatto la differenza come sempre, abbiamo potuto liberare l’Isola da un governo pessimo e guardare con molto ottimismo alle prossime Politiche.

La sfida tra Nello Musumeci e Giancarlo Cancelleri è stato l’antipasto delle prossime elezioni politiche?

Se intende dire che alle prossime Politiche si contenderanno il primo posto il centrodestra e il M5s, può essere che sia così. L’esito delle Regionali in Sicilia e i sondaggi ci dicono che è molto probabile; io ci credo.

Il governo del Paese è ormai una questione tra il centrodestra e il M5s?

Di sicuro il Partito democratico è in difficoltà a sintonizzarsi con l’elettorato, si è dimostrato incapace ad affrontare e risolvere i problemi del Paese. Il centrodestra ha dimostrato di essere l’unico argine al populismo inconcludente dei Cinquestelle.

Come impatterà a livello nazionale lo stato di crisi che il Partito Democratico ha palesato in Sicilia?

Spero in nessun modo. Perché il Pd sta scaricando da anni sul governo e sul Paese le sue dinamiche interne, prova a cambiare l’agenda politica un po’ a destra e un po’ a sinistra a seconda delle convenienze del momento e il risultato sono la schizofrenia politica e decine di provvedimenti fermi dopo l’approvazione in una sola Camera.

La leadership di Matteo Renzi è in declino?

Non direi che il problema sia la leadership, visto che è stato riconfermato segretario del Pd pochi mesi fa alle primarie. Il problema, semmai, è la mancanza di visione e di progetto: è stato imbattibile nella propaganda, ma fallimentare nella risoluzione dei problemi del Paese.

Con la Lega al Nord e Forza Italia al Sud il centrodestra potrebbe fare il pieno di collegi uninominali alle prossime politiche?

Nord e Sud sono due facce della stessa medaglia, cioè dell’Italia. Senza uno sviluppo del Mezzogiorno non ci sarà crescita nemmeno nelle regioni settentrionali. Ecco perché è sbagliato alimentare contrapposizioni e servono idee chiare: il centrodestra esprime Luca Zaia e Nello Musumeci, possiamo fare la sintesi, siamo gli unici in grado di farla.

Che cosa proponete per il Mezzogiorno?

Fino ad oggi le idee ce le hanno copiate tutte: dagli sgravi sulle assunzioni addirittura al Ponte sullo Stretto. Il nostro programma per il Sud sarà molto completo, ma posso anticipare un principio: è impensabile che si crei lavoro con un total tax rate per le imprese che supera il 60%. Bisogna liberare le persone, le famiglie, le imprese dall’oppressione burocratica e fiscale che imprigiona le migliori energie presenti nella nostra società.

Alcuni quotidiani stanno rilanciando l’ipotesi del voto a maggio. Lei cosa ne pensa? Quando si dovrebbe tornare alle urne a suo avviso?

Un mese in più o un mese in meno non fa troppa differenza: dipende da come questa maggioranza intende spendere quei giorni. Se serve per esempio per riparare alla depotenziamento del reato di stalking che ci hanno propinato, contro il quale mi sto battendo, possiamo pure aspettare. Se invece intendono traccheggiare, approvare leggi sbagliate e fuoritempo come lo ius soli o, peggio, fare campagna elettorale, allora meglio che si voti il prima possibile, a marzo.

ultima modifica: 2017-11-08T09:01:56+00:00 da Andrea Picardi

 

 

 

 

 

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