Se Beppe Grillo fa il Grande Fratello. La ricerca di Princeton e la denuncia del Pd

Se Beppe Grillo fa il Grande Fratello. La ricerca di Princeton e la denuncia del Pd
Sul quotidiano Democratica diretto da Andrea Romano l'articolo che denuncia le pratiche di tracciamento degli utenti del sito beppegrillo.it. Nuovi guai in vista in tema di privacy?

Il sito Euronews riporta notizia di uno studio dell’Università di Princeton sulle tecniche di “tracciamento dati” utilizzate da alcuni siti per poi trasferirle (vendendoli) in modo non proprio trasparente a banche dati internazionali capaci di costruire immense mappature e condivisioni del “genoma del consumatore”.

La notizia è che il blog di Beppe Grillo risulta tra i siti che praticano correntemente tale procedimento.

Secondo lo studio dell’Università, studio che è stato pubblicato ed è noto, il blog di Beppe Grillo è fra i 1.110 siti al mondo che “abusano di una tecnica per estrarre indirizzi email” degli utenti allo scopo di costruire profili di “tracciamento”.

Avete presente quando, navigando su Internet, dite al browser di memorizzare email e password per non doverli più digitare più avanti, magari sullo stesso sito? Ebbene, sfruttando un bug di questi sistemi di gestione automatica delle password, Beppegrillo.it è tra quei siti che si avvarrebbe di uno script esterno in grado di memorizzare e tracciare le mail dei visitatori del sito capace poi di inviare tutte queste informazioni ad una società specializzata nel gestire e rivendere dati degli utenti, con sede negli States.

È una pratica “opaca”, perché spesso o è ignota agli utenti, o mascherata tra i consensi richiesti. La lista pubblicata dal Center for Information Technology Policy vede il portale di riferimento del Movimento Cinque Stelle all’ottavo posto tra quelli che “abusano dei login manager per operazioni di tracciamento”.

La ricerca di Princeton ha dimostrato che “le informazioni venivano ricondotte ad Acxiom, un enorme broker di dati dei consumatori, di cui ha scritto anche il New York Times definito come “il più grande database commerciale del mondo sui consumatori: i suoi server elaborano oltre 50 miliardi di “transazioni” di dati all’anno”.

Contattato da The Verge, AdThink ha contestato che i dati siano stati condivisi in modo specifico con Acxiom, sebbene la società abbia riconosciuto che i dati vengono abitualmente condivisi con terze parti.
Quali?

“La particolare parte di codice discussa in questo studio era sperimentale ed è responsabile solo di una piccolissima parte dei dati raccolti a livello globale”, ha detto la società in una nota. “Al momento di scrivere questa affermazione, questo codice è già stato cancellato senza alcun impatto sulla nostra attività pubblicitaria.

La maggior parte della colpa va ai siti Web che scelgono di eseguire script come AdThink, spesso senza rendersi conto di quanto siano veramente invasivi. Vorremmo che gli editori esercitassero un controllo migliore su terze parti sui loro siti”, dichiarano. “Questi problemi derivano in parte dal fatto che gli operatori del sito Web non sono stati in grado di consentire script di terze parti sui loro siti senza comprenderne le implicazioni”.

Secondo voi gli utenti dei blog di Beppe Grillo e della piattaforma Rousseau lo sanno che ci sono buone probabilità che il loro dati siano stati ceduti non solo a Wind ma anche ad altri?

Oggi gli affari nel mondo sono Dati e Big Data. Un tempo, quando si voleva capirne di più su un fenomeno o su dinamiche di vario tipo si diceva “segui i soldi”, oggi potremmo dire “segui i dati”. È il caso del Movimento Cinque Stelle, o meglio, dei suoi proprietari e delle loro operazioni sempre più opache, per i quali la politica sembra più un mezzo per altri fini. E non il fine della sua attività.

(Articolo tratto dal sito Democratica)

ultima modifica: 2018-01-07T16:40:10+00:00 da Redazione

 

 

 

 

 

 

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: