La dialettica nel Pd? Non fa male e alle elezioni… Parla Paola De Micheli

La dialettica nel Pd? Non fa male e alle elezioni… Parla Paola De Micheli
Conversazione con Paola De Micheli, deputata, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio e orgogliosa "donna di partito". A Formiche.net racconta il suo impegno nel Pd, il rapporto con Renzi e Martina ma anche con Pierluigi Bersani ora approdato in Liberi e Uguali.

Se una buona fetta dei parlamentari dem non tocca l’argomento collegi e ricandidature, Paola De Micheli non si nasconde dietro a un dito. “Ho chiesto al mio partito – spiega a Formiche.net la parlamentare del Partito Democratico – di essere candidata nel collegio del mio territorio, Piacenza”. Non si è ancora a conoscenza se si presenterà nell’uninominale della Camera o in quello del Senato che comprende anche la provincia di Parma, ma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha espresso la sua volontà. Rimane pur sempre il “paracadute” del listino, agevolato dal fatto che coinvolgerebbe – oltre a Parma e Piacenza – due roccaforti dem come Modena e Reggio Emilia. “Sono orgogliosa e consapevole di stare nelle istituzioni – precisa De Micheli – ma rimango sempre una donna di partito. Darò il mio contributo al risultato elettorale: ho però espresso la scelta di essere candidata in uno dei collegi del Piacentino, perché questa è casa mia. È il territorio in cui ho lavorato di più, è il luogo in cui ho dimostrato maggiormente il binomio tra valori e pragmatismo”.

L’IMPEGNO DA COMMISSARIO PER LA RICOSTRUZIONE VA AVANTI

Dal 10 settembre scorso è stata nominata Commissario straordinario per la ricostruzione del terremoto in Centro Italia. “Dal mio insediamento sono state stanziate più risorse ed è stata introdotta un’accelerazione (e una semplificazione) delle procedure. Oltre un miliardo di euro è il valore del piano delle opere pubbliche per tutte le scuole dentro e fuori cratere, i municipi, le chiese, gli edifici delle forze dell’ordine, i cimiteri, le strutture polifunzionali di aggregazione, l’edilizia residenziale pubblica. Inoltre vi sono misure di sostegno alle popolazioni e per la rinascita economica dei territori di Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria”. In corsa per le Elezioni sì, ma la priorità rimane il Centro Italia. “A gennaio arriveranno altri 400 milioni per caserme e chiese. Su questo terremoto i governi Renzi e Gentiloni hanno stanziato tante risorse”. Le promesse del commissario – che indipendentemente dalle Elezioni rimarrà in carica almeno fino a settembre 2018 – sulle casette, che all’85% dovevano essere pronte per Natale, sono finite nel mirino: si sono verificati ritardi nella consegna. “So che i ritardi e i tempi di intervento – replica il commissario – sono oggetto di discussione, ma la garanzia che le cose le facciamo, questa c’è”.

COSTRUIRE ATTORNO ALLA CREDIBILITÀ

“Fa riflettere piuttosto – continua De Micheli – che ci sono cittadini che non presentano domanda per i rimborsi del terremoto, perché convinti che non ci siano soldi a disposizione”. Per il sottosegretario la campagna elettorale del Pd dovrebbe essere giocata sotto il marchio della credibilità. “È il termine chiave del nostro agire contro quelli che illudono i cittadini. Dobbiamo solo impegnarci per riconnetterci con i nostri elettori”. Il commissario fa sue le parole del premier Paolo Gentiloni: “Criticate quanto volete, ma raccontate anche tutte i fatti e le verità del terremoto”. “I fatti stanno arrivando anche in quelle zone. Non dobbiamo raccontare al Paese cose non vere. Il Pd si è fatto carico di temi e azioni che tolgono anche consenso, per il bene dell’Italia. Non siamo mai scappati”. Le Elezioni Politiche però potrebbero non avere un vincitore: De Micheli se la prende con tutte quelle forze che hanno ostacolato il Referendum Costituzionale. “Ogni qualvolta sentirò un esponente lamentarsi dell’impossibilità di governare, gli ricorderò il risultato del 4 dicembre 2016. Ci saranno governi di coalizione: questo è sicuro. Noi la coalizione la stiamo costruendo, sulla credibilità delle nostre azioni. Abbiamo una classe dirigente con un alto tasso di credibilità. Se per caso dovesse vincere qualcun altro, non riuscirà a realizzare nulla di quanto promesso, a partire dalla flat tax”.

GLI AMICI ORA AVVERSARI

De Micheli era in ottimi rapporti con un altro “big” piacentino, artefice di “Liberi e Uguali”: Pier Luigi Bersani. C’è il dispiacere di non compiere più insieme lo stesso cammino. “È una scelta, la loro, che non condivido. Credo che il Pd sia la casa della sinistra italiana: una sinistra riformista e di governo. Io sono stata in minoranza per tanto tempo in questo partito, poi ho vinto congressi e portato avanti battaglie dentro la casa comune. Gli esponenti della sinistra riformista devono stare qui. Non ho condiviso le ragioni della scissione, nonostante sia legata a tanti esponenti di “Liberi e Uguali” da una lunga amicizia. Questa scissione fa male”.

LA STAGIONE RENZIANA VA VALORIZZATA

De Micheli ora è vicina a Maurizio Martina, ministro dell’agricoltura e vicesegretario del partito. Secondo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il segretario Matteo Renzi ha ancora molto da dare. “La forza e la capacità di Renzi impresse in questi anni sono una delle esperienze più belle e ricche della storia della sinistra italiana. Non ho condiviso alcune scelte, anche nel Governo abbiamo discusso, avrei fatto in maniera diversa alcune cose. Ma sottolineo la grande capacità di imprimere forza a questa stagione. L’inclusività, la capacità di negoziare, ascoltare, mediare, fanno progredire. La stagione renziana va valorizzata: la squadra di governo ha espresso un alto livello qualitativo. E con Renzi sono cresciuti gruppi dirigenti regionali e locali, che si sono rafforzati perché ci sono le condizioni giuste per migliorare. Credo che parte del merito sia dovuto anche a questa dialettica interna al Pd”.

ultima modifica: 2018-01-07T16:45:20+00:00 da Filippo Mulazzi

 

 

 

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