Alitalia, a breve la scelta del partner e (ri)spunta l’idea CdP?

Alitalia, a breve la scelta del partner e (ri)spunta l’idea CdP?
Tutte le ultime ipotesi e indiscrezioni che riguardano l'ex compagnia di bandiera nel punto di Michela della Maggesa

L’esecutivo potrebbe decidere il destino di Alitalia prima delle elezioni. Tre le offerte sul tavolo dei commissari Gubitosi, Laghi e Paleari, quella di Lufthansa, ad oggi data per favorita anche dall’Associazione nazionale piloti, di easyJet e quella del fondo americano Cerberus, che potrebbe anche trovare una soluzione condivisa con la low cost britannica, anche se non ha mai presentato un’offerta formale. “Quel che faranno i commissari – ha detto in un’intervista a Radio Capital il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda – è dire quale di queste offerte è la migliore, quindi con chi si può iniziare la negoziazione in esclusiva”. “Io non ho preferenze” ha aggiunto il ministro, e “per me la questione è oggettiva e la valutazione sarà fatta sui numeri”. La negoziazione, come spiegato dal titolare del Mise “riguarderà esuberi, costi per lo Stato e la validità di un progetto industriale dal punto di vista delle connessioni aeree”.

Il ministro Calenda ha poi sottolineato che per Alitalia è stato stanziato dal governo un prestito ponte da 900 milioni, al momento “intonso perché i commissari hanno lavorato molto bene, hanno tagliato molto”. “Ma Alitalia, ha aggiunto, “non può stare da sola perché appena aumenta il prezzo del petrolio o si entra nella bassa stagione, cosa che succederà a breve, brucia soldi”. Lufthansa si è detta pronta ad investire nell’ex compagnia di bandiera 300 milioni di euro, mentre gli americani tra i 100 e i 400 milioni per il controllo del vettore, a patto di avviare una “ristrutturazione” di tutto il perimetro aziendale. Per far questo, Cerberus (che essendo un gruppo Usa potrà rilevare solo il 49%) sarebbe disposto anche a coinvolgere i dipendenti con una partecipazione dell’azionariato. L’intento – era stato dichiarato tempo fa al Financial Times – è quello di “tenere unito il business per salvare una compagnia aerea italiana e non scegliere solo gli asset migliori”.

In attesa di capire quando (se prima o dopo le elezioni) e con chi si tratterà, specie sul fronte degli esuberi (Lufthansa parla di 2mila tagli) e degli aerei in flotta, è spuntata nuovamente l’ipotesi di un ingresso nella partita di Cassa Depositi e Prestiti. L’idea – scrive Repubblica – è quella di una newco, che contenga al suo interno un partner industriale e una presenza non simbolica del ministero dell’Economia, attraverso una delle sue controllate. Un percorso simile a quello dell’Ilva, con Cassa Depositi e Prestiti coinvolta come investitore.

Intanto, la favorita Lufthansa – interessata solo alla parte aviation, come del resto easyJet – ha annunciato di voler assumere oltre 8mila nuovi dipendenti, tra cui 900 piloti e 2.500 assistenti di volo, che arriveranno da Air Berlin, di cui Lufthansa ha acquistato alcuni asset, mentre la low cost britannica prevede di chiudere il 2017, i risultati saranno annunciati a breve, con un traffico in crescita del 9,6%. In aumento rispetto al 2016 anche il tasso di riempimento, al 93%, e la capacità offerta, che sarà pari al 7,8%. Nel solo mese di dicembre, easyJet ha trasportato 5,9 milioni di passeggeri, il 5,5% in più sul 2016. Per il 2018 la low cost prevede di superare i 90 milioni di passeggeri trasportati, grazie anche all’apertura della nuova base di Berlino-Tegel, lasciata libera da Air Berlin.

ultima modifica: 2018-01-10T13:00:30+00:00 da Michela Della Maggesa

 

 

 

 

 

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