Alitalia-Air France, summit a Parigi

Alitalia-Air France, summit a Parigi
Alla base del rinnovato interesse di Air France per Alitalia la concreta possibilità che alcune delle rotte europee servite dal vettore italiano vadano in mano a Lufthansa

“Una discussione approfondita sullo stato della compagnia in un clima cordiale”. Questo, secondo diversi organi di stampa, al centro del primo colloquio a Parigi tra Italia e Francia avente ad oggetto l’ex compagnia di bandiera. Durante questo primo incontro, a cui ne seguirà un secondo, è stato stabilito che Air France, stoppata per l’acquisto di Alitalia nel 2008, potrà avere accesso alla data room e quindi a nuove informazioni relative allo stato di salute del vettore.

Alla base del rinnovato interesse di Air France per Alitalia (la compagnia francese aveva escluso ogni coinvolgimento riguardo l’acquisto solo qualche mese fa), la concreta possibilità che alcune delle rotte europee servite dal vettore italiano – il mercato italiano è il terzo in Europa e il sesto nel mondo per traffico – vadano in mano a Lufthansa, che ancora sembra favorita, nonostante le recenti richieste di ulteriori tagli poco graditi all’esecutivo, specie sotto elezioni, che allargherebbe così ulteriormente la propria fetta di mercato intra-Ue, a scapito del gruppo franco-olandese.

I tavoli aperti sono diversi e la situazione complessa, come ribadito in più occasioni dai dicasteri competenti, Trasporti e Sviluppo economico. Prima di andare a Parigi, i tre commissari straordinari di Alitalia, Gubitosi, Laghi e Paleari hanno già avuto discussioni in Germania con il gruppo tedesco e, negli Stati Uniti, con il fondo americano Cerberus e con Delta, che detiene il 10% delle azioni di Air France ed è il principale azionista dell’alleanza intercontinentale Virgin Atlantic. Anche Delta ha chiesto di avere accesso ai dati prima di presentare un’eventuale offerta. I francesi potrebbero puntare pertanto su un’alleanza con easyJet allargata all’alleata Delta.

Assieme a questi è poi spuntata un’altra pretendente, la low cost ungherese Wizz Air, in mano per oltre il 50% a Indigo, che avrebbe alle spalle svariati capitali americani, tra i quali JP Morgan e il fondo Vanguard Group. Nel frattempo, a complicare la vicenda, l’ex partner Etihad, che starebbe avanzando forti pretese riguardo i mancati impegni assunti dal precedente governo per il rilancio della compagnia. Tra le accuse mosse, la mancata liberalizzazione del traffico extra-Schengen da Milano-Linate e l’aver favorito i vettori low cost su alcuni aeroporti nazionali.

ultima modifica: 2018-01-19T15:52:20+00:00 da Michela Della Maggesa

 

 

 

 

 

 

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