L’importanza di rigenerare le città

L’importanza di rigenerare le città

Un volume curato da Fabio Giglioni e Francesca Di Lascio è al centro di un significativo incontro che si svolgerà oggi presso l’Istituto Sturzo di Roma.
Il titolo della ricerca è già eloquente ed individua i punti nevralgici con un approccio giuridico per affrontare, partendo da una visione concreta degli aspetti essenziali al fine di una effettiva realizzazione di una “nuova” città o realtà sociale che dir si voglia. “La rigenerazione dei beni e spazi urbani” edito da Il Mulino raccoglie i risultati di uno studio che ha coinvolto, per quasi due anni, un nutrito gruppo di ricercatori che hanno cercato di mettere in relazione due elementi: l’osservazione dei fenomeni sociali e il dialogo tra ambiti distinti del diritto. Sotto il primo aspetto, è innegabile che la rigenerazione e il riuso di beni e spazi urbani siano oramai esperienze diffuse con sempre maggiore capillarità nel panorama di qualunque contesto urbano nazionale e internazionale. Le città mostrano numerosi esempi di questa tendenza, particolarmente nei contesti in cui l’attivismo di cittadini singoli e associati nonché di soggetti giuridici privati funge da stimolo per l’avvio di processi di riqualificazione dei luoghi urbani con la finalità di regolare in modo nuovo lo svolgimento della vita sociale. Osservare queste dinamiche, che spesso originano in assenza di percorsi formalizzati dal diritto, pone al giurista numerose domande. Basti pensare alla legittimazione degli attori che operano all’interno di tali processi e ai correlati profili di responsabilità, alla natura delle regole prodotte dall’interazione tra autorità pubbliche e privati e ai caratteri del rapporto che si instaura tra questi soggetti, alla sostenibilità economica dei progetti di riqualificazione e, più in generale, alla loro efficacia e alla misurazione dell’impatto che producono sul territorio interessato. L’ambizione di questo lavoro è, appunto, quella di fornire risposte alle questioni che si sono richiamate
Lo studio vuole indicare quantomeno i segmenti singolari che danno il senso di una trasformazione in atto, in modo da restituire nell’insieme un quadro complessivo di questo nuovo oggetto di studio per i cultori del diritto. In quest’ottica, la ricerca svolta può rappresentare l’inizio di indagini successive e di una produzione scientifica più estesa per ricercare i profili dogmatici. Sotto un altro aspetto, si consideri però che l’aver ascritto al campo giuridico lo studio non ha escluso di tenere in considerazione le diverse anime del diritto: così, se è vero che risulta prevalente un approccio pubblicistico, la ricerca si è avvalsa anche di contributi del diritto privato, del diritto tributario e del diritto dell’economia che hanno il grande pregio di fornire importanti prospettive di analisi sui fenomeni indagati e sulla loro disciplina e regolazione da parte del diritto amministrativo.

ultima modifica: 2018-01-30T13:07:33+00:00 da Antonio Capitano