Pacchi, Rc e Antitrust. La tripla sfida di Poste aspettando il piano industriale

Pacchi, Rc e Antitrust. La tripla sfida di Poste aspettando il piano industriale
Che cosa farà Poste nel 2018 e negli anni avvenire? La risposta è tutto sommato semplice, quello che ha sempre fatto, consegnare

Poste stringe sul piano industriale, che approderà sul tavolo del board a fine febbraio, per poi essere presentato il 27 dello stesso mese. In questi giorni lo staff del ceo Matteo Del Fante (nella foto) sta ultimando le linee guida con cui il gruppo pubblico aggiornerà la propria strategia all’era della concorrenza nel servizio universale e dell’e-commerce. Qualcosa era emerso lo scorso novembre quando Del Fante era stato ascoltato in audizione, alla Camera (qui il focus). Ma ora che il termine si avvicina, si fa sempre più chiara la direzione di Poste per i prossimi anni.

LA SFIDA DEL RECAPITO

Che cosa farà Poste nel 2018 e negli anni avvenire? La risposta è tutto sommato semplice, quello che ha sempre fatto, consegnare. Solo che al posto delle lettere, sempre più un affare per il web, ci saranno i pacchi. Dunque, aggiornare il servizio universale all’era 4.0, dell’e-commerce e della concorrenza senza confini. Questo vuol dire sfidare in campo aperto i corrieri di cui si serve Amazon (nei primi nove mesi del 2017 Poste ha consegnato 2,3 miliardi di pezzi, il grosso dei quali pacchi), ma non solo. Anche sulla più tradizionale corrispondenza ci sarà da combattere, visto il mercato in fase di apertura e l’ingresso di player privati come Nexive. L’estate scorsa è caduto il muro dell’esclusiva a Poste nella consegna degli atti giudiziari, nonostante il gruppo guidato da Del Fante continui comunque a mantenere il semi-monopolio del servizio universale (fino al 2026), stabilito dall’Agcom.

35 MILIONI PER LA LOGISTICA

Un altro segnale della voglie di Poste di spingere sul recapito è arrivato pochi giorni fa, con lo sblocco da parte della società di quasi 35 milioni di euro per indire una gara con cui migliorare i sistemi informatici per la tracciatura dei servizi postali, oltre che per ottimizzare i servizi di logistica. Il gruppo ha in questo senso appena lanciato un banco di gara (che si chiuderà il 30 gennaio e che prevede per la precisione una base d’asta complessiva di 34,7 milioni), composto da due lotti triennali con cui di fatto si concretizzano quegli investimenti nei sistemi informatici con l’obiettivo di migliorare l’infrastruttura e la qualità dei servizi e di conseguenza, si spera, di accelerarne la crescita.

OBIETTIVO RC

Un altro capitolo pesante nel piano in fase di stesura, sarà sicuramente quello assicurativo. Del Fante aveva già fatto capire di voler aprire il cantiere Danni, che per Poste, già attiva sul mercato insurance con Poste Vita, rappresenterebbe un ulteriore passo in avanti verso la creazione di un gruppo globale. Ad oggi con Vita, il gruppo copre una quota di mercato pari a 19 miliardi sugli oltre 100 dell’intero settore assicurativo. Dal 2010 al 2016 il business di Vita è pressoché raddoppiato del 107% e nel primo semestre 2017 ha raggiunto premi netti per oltre 11 miliardi, in crescita del 5,2% rispetto ai 10,6 miliardi dello stesso periodo 2016. Ora però la sfida è vendere polizze danni allo sportello. Il veicolo sarebbe Poste assicura, la compagnia Danni nata nel 2010 e che oggi conta quasi 1 milioni di clienti, su cui si sarebbero concentrati gli esperti di McKinsey, al fine di valutare l’ingresso del gruppo nel Ramo Danni.

LO SCONTRO CON L’ANTITRUST

Eppure proprio il recapito rischia di giocare un brutto scherzo a Poste che proprio ieri è stata multata dall’Antitrust per 20 milioni di euro. Sotto accusa è finito un abuso di posizione dominante nel mercato del recapito degli invii multipli di corrispondenza ordinaria, vale a dire quegli invii che i grandi clienti business come le banche, le assicurazioni e le compagnie telefoniche mandano ai propri clienti. Accuse che la società pubblica ha prontamente respinto al mittente, annunciando ricorso al Tar contro la multa. L’azienda si è difesa spiegando “di aver sempre posto in essere un comportamento assolutamente rispondente agli indirizzi normativi e alle logiche di mercato, in un contesto altamente competitivo a tutela della qualità del servizio”.

 

ultima modifica: 2018-01-16T15:51:25+00:00 da Gianluca Zapponini

 

 

 

 

 

 

 

 

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