Riforma dei sistemi elettorali degli Ordini professionali: discussione a colpi di comunicati stampa

Riforma dei sistemi elettorali degli Ordini professionali: discussione a colpi di comunicati stampa

Una norma “assurda” “sostenuta da molti Presidenti uscenti degli Ordini, che diversamente non sarebbero più ricandidabili”. È questo il commento dell’On. Andrea Mazziotti, rappresentante di + Europa, alla bozza di decreto di modifica dei sistemi elettorali degli Ordini professionali, proposto dal Ministro Orlando nello scorso dicembre ed ora al centro di una vera e propria battaglia di comunicati stampa tra i tredici Ordini interessati.

Solo nella giornata odierna, infatti, il Collegio dei Agrotecnici, sin dall’inizio perplesso sia sulla tempistica di emanazione che su alcuni punti “giuridici” del dPR di modifica del precedente dPR 169/2005, ha diramato ben due comunicati stampa sull’argomento.
Il Presidente dell’Ordine degli Agrotecnici, Roberto Orlandi, si è infatti dovuto “difendere” da una nota diramata nella serata di ieri dalla Rete delle professioni Tecniche (rpt) perché nei giorni scorsi lo stesso Orlandi aveva avanzato perplessità sulla proposta di modifica del dPR 169/2005 :
Le dichiarazioni di Orlandi e Mazziotti – si legge nel comunicato della RPT – sono semplicemente ‘lunari’. Non si capisce a che cosa si riferiscano in quanto il testo di modifica al Dpr. 169, inviato dal Ministero della Giustizia lo scorso mese di dicembre agli Ordini professionali, esclude la possibilità di azzerare il numero dei mandati già espletati a partire dall’entrata in vigore del nuovo provvedimento, impedendo, all’opposto, di poter conservare la carica per 30 anni. Forse Orlandi e Mazziotti dispongono di un testo diverso da quello inviato ai Consigli nazionali?
Orlandi a quel punto ha preso “carta e penna” e ha replicato con due comunicati.
In una prima nota, il Collegio degli Agrotecnici ha ribadito il proprio parere contrario sul testo di modifica del dPR 169, precisando che “ha sempre giudicato negativamente le disposizioni elettorali contenute nel DPR n. 169/2005, per il profilo totalmente maggioritario (che non lascia il minimo spazio alle minoranze) e per i restanti meccanismi che oggettivamente favoriscono i candidati appartenenti ai Consigli uscenti, ed ha preferito conservare il proprio meccanismo di voto che garantisce all’Albo degli Agrotecnici la totale contendibilità delle cariche, spazio negli organi elettivi per ogni forma di minoranza organizzata ed un meccanismo di voto totalmente proporzionale”.
In un secondo comunicato invece il Presidente Orlandi ha chiarito la propria personale posizione. “Il Presidente degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati…..non ha fatto alcuna dichiarazione pubblica, nè alla stampa, nè ad altri. Salvo una; il 10 gennaio, nella quale si limitava a dire: “In via di principio siamo perplessi rispetto ad una modifica normativa di così grande importanza adottata in limine di legislatura, con modalità temporali ridottissime, dopo due anni di sospensione dell’istruttoria. Abbiamo rappresentato queste ed altre puntuali osservazioni giuridiche al Sig. Ministro della Giustizia.”
Sarebbero queste le “dichiarazioni lunari” a cui si riferisce la Rete delle Professioni Tecniche? – ha proseguito Orlandi. Se sono queste, allora la posizione perplessa dell’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati deve avere involontariamente toccato un nervo scoperto
“.
Quale? Secondo il Presidente degli Agrotecnici, “il DPR n. 169/2005 reca in se un “meccanismo di contenimento” alla perpetuazione nelle cariche prevedendo che non sia possibile ricoprire la stessa per più di 2 mandati (che equivalgono ad 8 anni per i Consigli provinciali ed a 10 anni per quelli Nazionali). A seguito di una richiesta degli Ordini interessati, nel 2010 i mandati da 2 sono stati prorogati a 3. Ed adesso che anche il tempo di questa ulteriore proroga per molti Ordini è scaduta o sta scadendo è tornata pressante la richiesta di una nuova proroga o di un allungamento nel numero dei mandati. Per evitare la brutalità di una proroga “secca” (come fatto nel 2010), peraltro ingiustificata, si è ricorsi alla “riforma” del DPR n. 169/2005, la quale ovviamente contiene, ben nascosta fra le righe, una ulteriore proroga dei mandati. Di quanto? Si raddoppia. Altri 3 mandati, che si aggiungono agli eventuali 3 precedenti (per chi già li avesse svolti. Restano invece 3 per i nuovi Presidenti). Per meglio giustificare una simile operazione è stata invocata la necessità di “rendere omogenei” i meccanismi elettorali di tutte le categorie tecniche; oltre alle 8 già citate il DPR n. 169/2005 verrebbe esteso alle altre 5 (Agrotecnici ed Agrotecnici laureati, Geometri, Periti agrari, Periti industriali e Tecnologi alimentari)”.
Battaglia in corso dunque, ma chissà chi vincerà la guerra…

ultima modifica: 2018-01-16T16:51:58+00:00 da Stefano Bruni