Ecco perché il trasporto aereo è un volàno per l’Italia

Ecco perché il trasporto aereo è un volàno per l’Italia
I risultati dello studio Bain&Co, realizzato per la Società nazionale per l’assistenza volo (Enav), e presentato ieri a Roma alla presenza, tra gli altri, del ministro Delrio, Roberto Scaramella e Vito Riggio

Ogni investimento realizzato nel trasporto aereo in Italia ha un effetto moltiplicatore pari a 1/7 sull’economia del Paese e genera benefici per l’intero settore e per l’indotto. L’impatto complessivo dell’aviazione civile sulla nostra economia è di 70 miliardi di euro, 7 volte i ricavi dei vettori aerei. L’impatto diretto è di 18 miliardi, mentre l’indiretto arriva a 53 miliardi di euro. E le previsioni di crescita per il futuro prevedono di raggiungere un impatto di 150 miliardi. Con la valutazione che ogni passeggero in media genera un indotto diretto di 85 euro e indiretto di ben 400 (tra hotel, food, intrattenimento e spostamenti), quindi creando un valore molto superiore al prezzo del biglietto. Sono questi i principali risultati dello studio Bain&Co realizzato per la Società nazionale per l’assistenza volo (Enav) e presentato a Roma con il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, i presidenti di Enav Roberto Scaramella, di Enac Vito Riggio, di Boeing Italia Antonio De Palmas, il commissario Alitalia Stefano Paleari e l’ad di Enav Roberta Neri. “Abbiamo visto – ha detto Roberto Scaramella – come il trasporto aereo, che per tanti versi è sotto l’occhio critico di investitori, utenti e stakeholder istituzionali, soprattutto in Italia, in realtà rappresenti uno straordinario volano per lo sviluppo economico del Paese”.

DELRIO: “IL SETTORE NON DEVE ESSERE LA CENERENTOLA DEI TRASPORTI”

“Si parla troppo poco di settore aereo nel nostro Paese, è un po’ considerato come la cenerentola dei trasporti – ha detto alla platea il ministro Graziano Delrio – è un peccato poiché il comparto merita più attenzione”. Centrali per il futuro saranno comunque gli investimenti strategici. “Bisogna continuare a investire in innovazione e ricerca – ha spiegato – se vogliamo essere un mercato competitivo dobbiamo puntare sulla tecnologia”. Inoltre, è necessario trasferire il dinamismo dei principali aeroporti italiani su tutti gli altri. “Tanti aeroporti italiani funzionano bene, e sicuramente unirsi funziona, l’esempio delle reti pugliesi va nella giusta direzione”. A chi ha chiesto al ministro se il governo non si sia occupato troppo di ferro trascurando un po’ il settore aereo, Delrio ha ricordato gli sforzi dell’attuale esecutivo per migliorare le connessioni con il ferro degli aeroporti e il taglio delle tasse per il settore (per favorire il turismo).

PER RIGGIO (ENAC), SI PUNTI SUGLI INVESTIMENTI

Il binomio sul quale il nostro Paese dovrebbe puntare nel settore del trasporto aereo è investimenti ed Europa. A sostenerlo è il presidente dell’Enac, Vito Riggio, che ha ricordato che l’esempio virtuoso del piano per l’Aeroporto di Fiumicino, “dimostra che gli investimenti servono, non ci si può riprendere senza di essi”. Mentre i grandi aeroporti sono in grado di farcela (il grosso degli investimenti, 3 dei 4 miliardi, è destinato proprio a loro), i piccoli faticano. Il mercato del trasporto è sempre più in espansione e l’Italia deve essere cosciente che se Istanbul prevede di espandere il suo principale scalo e Roma invece resta ferma, perderà porzioni di traffico”.

BOEING, DE PALMAS: “LUNGO RAGGIO E’ STRATEGICO”

Ma anche la geopolitica nel settore ha il suo peso e ne ha parlato il presidente di Boeing Italia, Antonio De Palmas. “Il nostro è un mercato caratterizzato da una ciclicità forte – ha spiegato, intervenendo alla presentazione dello studio realizzato da Bain per Enav – da qualche anno la crescita è molto stabile: negli ultimi 5 anni il traffico mondiale è cresciuto oltre il 7%”. Ma a sorprendere oggi è soprattutto il traffico asiatico che sta facendo da traino alla crescita: “c’è molta aspettativa attorno alla nuova classe media mondiale – ha detto De Palmas – concentrata soprattutto in Asia e composta da 5 miliardi di persone”. Dal punto di vista strategico, sono molti i Paesi che per crescere stanno puntando sul settore: “la crescita nel trasporto aereo viene utilizzata per consolidare un ruolo geopolitico della nazione – ha spiegato il presidente di Boeing Italia – così chi punterà poco sul lungo raggio è destinato a contare sempre di meno”.

ALITALIA, PALEARI: “UNA FILIERA CHE CREA COMPETITIVITA’ AL PAESE”

Il commissario straordinario di Alitalia, Stefano Paleari ha ricordato alla platea gli ottimi risultati ottenuti di recente dalla compagnia, eletta nell’ultimo anno da una ricerca americana indipendente il vettore più puntale al mondo con il 91.99. “Cercheremo di mantenere il primato – ha detto Paleari – e di trovare un acquirente per Alitalia. Ci sono ancora problemi da affrontare, ma l’organizzazione funziona e i risultati si vedono”. Da non sottovalutare, secondo il commissario straordinario, è il valore aggiunto legato all’innovazione tecnologica nel settore del trasporto aereo: “Si tratta di una filiera che crea competitività al Paese”.

LO STUDIO BAIN&CO

Traffico aereo e sviluppo economico sono due facce della stessa medaglia: più cresce il Pil di un Paese più il traffico aereo migliora le sue performance. Così anche Pil pro-capite e traffico, come spiega lo studio Bain&Co promosso da Enav, sono direttamente correlati. Nei principali mercati dell’aviazione civile, tra il 2016 e il 2017 si è registrata una diffusa crescita del traffico aereo: 3% negli Stati Uniti, 8% nel Regno Unito, 7% in Germania e 6% in Francia. In Italia, il traffico nel 2017 è cresciuto di circa il 3% rispetto all’anno precedente e i passeggeri sono aumentati di oltre il 6%. Rispetto al 2013 il traffico in Italia ha totalizzato nel 2017 un numero di 143 milioni di passeggeri, crescendo in 4 anni del 6%. In ambito nazionale, i movimenti hanno toccato dei picchi di crescita su alcuni scali, come Milano Malpensa (+7%), Catania (+11%) e Napoli (+17%). Come ha detto nel corso della presentazione dello studio il presidente di Enav, Roberto Scaramella “questo è il segno che la ripresa del traffico aereo è generalizzata in tutto il Paese e può avere un effetto traino sulla catena di valore del trasporto aereo e sull’economia in generale. Non è un caso infatti che molte economie emergenti stiano puntando su investimenti nel settore di trasporto aereo, poiché il benefico per l’indotto è enorme”.

ultima modifica: 2018-02-16T08:50:57+00:00 da Flavia Giacobbe

 

 

 

 

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