È partita dal Texas la Brigata Ironhorse, andrà in Polonia per scoraggiare gli attacchi russi

È partita dal Texas la Brigata Ironhorse, andrà in Polonia per scoraggiare gli attacchi russi
Nell'ambito dell'operazione Atlantic Resolve, è partito un nuovo contingente di truppe Usa destinato a sostenere la deterrenza atlantica contro il pericolo di invasioni russe nel fianco orientale della Nato

Questa settimana a Ford Hood, in Texas, è iniziata la lunga marcia che porterà la brigata corazzata Usa Ironhorse, della Prima divisione di cavalleria, in Europa Orientale. L’arrivo, riporta il sito americano Fort Hood Sentinel, è previsto per gli inizi di Maggio. Forte di un equipaggiamento di 87 carri armati M, 135 veicoli corazzati Bradley e 18 pezzi d’artiglieria semi-moventi Paladin M109A6, Ironhorse sostituirà la Dagger Brigade, già dispiegata in Polonia per supportare l’operazione Atlantic Resolve, che, si legge sul sito del Dipartimento di Stato Usa, “dimostra al mondo e a gli alleati Nato l’impegno continuo degli Stati Uniti per la pace, la sicurezza e la stabilità in Europa”. L’operazione Atlantic Resolve, concordata in ambito Nato, ha avuto inizio nel 2014 ma vede il coinvolgimento di forze di terra statunitensi solo a partire da Gennaio dello scorso anno, quando i primi blindati Humvee della terza Armored Brigade e la quarta divisione di fanteria sono sbarcati al porto tedesco di Bremerhaven per poi varcare la frontiera tra Germania e Polonia, stabilendo infine i propri quartier generali nella città di Zagan dove il primo ministro polacco li aveva salutati come “una garanzia per la sicurezza per la Polonia e per l’intera regione”.

Atlantic Resolve è l’ultima eredità della politica estera targata Obama, l’ex Presidente è stato infatti uno dei suoi principali sponsor e aveva spinto per la sua realizzazione sin dall’indomani della crisi di Crimea e dell’invasione russa. L’operazione, che prevede il dispiegamento di quattro battaglioni, tre nei Paesi Baltici e uno in Polonia (proprio a guida Usa), è tesa ad aumentare la prontezza operativa e l’interoperabilità tra gli alleati Nato, in un periodo in cui l’assertività russa nella regione è divenuto un tema saliente mai da quando la cortina di ferro si era sollevata. L’allora comandante del Commando Usa per l’Europa e del Quartier generale supremo delle potenze alleate in Europa, aveva dichiarato che la presenza di queste forze “segna un momento significativo per la difesa e la deterrenza europea”. L’operazione ha inoltre sancito l’interruzione di un trend che andava avanti sin dalla dissoluzione della guerra fredda, che aveva visto una costante diminuzione del numero delle forze Usa in territorio europeo, interrotta solo in occasione della Guerra del Golfo del 1991 e da parziali episodi legati alla guerra al terrore.

Prima del 2017 infatti, le uniche unità stazionate in Europa in modo permanente erano l’Airborne Brigade con quartier generale a Vicenza, in Italia, e una brigata di fanteria con base in Germania. Nessuna delle due formazione è peraltro attrezzata per fronteggiare delle minacce dell’entità di quelle che la Nato è chiamata ad affrontare oggi in Europa Orientale. A partire dal 2017, le formazioni Usa sono impiegate in Europa secondo cicli di nove mesi, a rotazione, e mirano quindi a diminuire, seppur senza annullarlo del tutto, lo svantaggio numerico che l’Alleanza Atlantica soffre in Europa nei confronti della Russia.

Con l’avvento alla Casa Bianca di Donald Trump, che da neo presidente ha definito la Nato “obsoleta”, i Paesi Baltici si erano preoccupati non poco che il Tycoon potesse dare seguito alle sue minacce e stravolgere la politica Usa in Europa. La Partenza della brigata Ironhorse è in questo senso un segnale rassicurante di continuità. D’altronde, già ad Aprile dello scorso anno, nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca con il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, il Presidente Usa aveva dato prova di aver cambiato idea riguardo l’Alleanza Atlantica, “avevo detto che la NATO era obsoleta. Ora non è più obsoleta”, aveva spiegato Trump spiazzando i presenti.

Sebbene la minaccia russa di oggi non sia rappresentata solo dalle truppe che Mosca tiene al confine con l’Europa, ma anche dagli attacchi cyber e dalle campagne di disinformazione che minano le fondamenta delle democrazie europee, osservatori ed esperti internazionali sono concordi nell’affermare che, ad oggi, le capacità Nato non sarebbero sufficienti a respingere un eventuale offensiva della Russia, le cui truppe potrebbero raggiungere Tallin e Riga in un intervallo di tempo che oscilla tra le 36 e le 60 ore, prima che gli alleati possano organizzare qualunque contrattacco.

Che l’atmosfera a est di Berlino sia elettrica lo hanno dimostrato le reazioni agitate all’esercitazione Zapad, svoltasi lo scorso settembre nell’enclave russo di Kaliningrad tra le forze di Mosca insieme all’esercito bielorusso che aveva agito, i più maliziosi dicono suo malgrado, da sparring partner. In questo contesto, l’operazione Atlantic Resolve, che può ora contare anche sulla brigata Ironhorse, serve se non altro a rassicurare le capitali baltiche, che più di tutti temono questi nuovi scenari da Guerra fredda.

 

ultima modifica: 2018-03-02T09:20:58+00:00 da Stefano Cabras