Altro che Renzi. Pietro Grasso e Massimo D’Alema incassano una debacle spaventosa

Altro che Renzi. Pietro Grasso e Massimo D’Alema incassano una debacle spaventosa
Risultato pessimo per Liberi e Uguali. Volevano far perdere il Pd ma sono stati puniti dagli elettori

A scrutinio quasi ultimato nel suo collegio di Nardò, dove era candidato per l’uninominale al Senato nella fila di Liberi e Uguali, Massimo D’Alema si attesta al 4%, aggiudicandosi l’ultimo posto. Sul podio il candidato del M5s, Barbara Lezzi con il 39.84% dei consensi, seguita da Luciano Cariddi del centrodestra con il 35,17% dei voti, e da Teresa Bellanova del centrosinistra con il 17.4%.

Pietro Grasso invece si ferma al 5,81 a Palermo. Sconfitto nella sua città dal candidato grillino Steni Di Piazza, il leader di Liberi e Uguali, si è fermato a 11.580 voti. Di Piazza del M5S ha avuto invece 87.301 voti, pari al 43,86 per cento. Al secondo posto Giulio Tantillo di Forza Italia che si ferma a 60.363 voti, pari al 30,32 per cento. Terza la Pd Teresa Piccione, con 33.154 voti, pari al 16,65 per cento. Il partito di Grillo e di Di Maio in Sicilia ha sfiorato, a scrutinio non ancora ultimato, il 50% delle preferenze.

Restano sotto al 5% Laura Boldrini, al 4,60 a Milano centro, e Pier Luigi Bersani, al 4 % a Verona.

“Senza dubbio un risultato deludente. La nostra principale carenza è stata di discontinuità”, ha commentato Stefano Fassina ai microfoni di Radioanch’io rispondendo alla domanda sul risultato di Liberi e Uguali. “Liberi e Uguali ha puntato tutto su un profilo politico, programmatico e di classe dirigente pre-renziano, mentre, come è evidente per tutta la sinistra storica europea, il problema sono gli ultimi 3 decenni, non gli ultimi 3 anni di Matteo Renzi” ha sottolineato Fassina.

ultima modifica: 2018-03-05T11:00:41+00:00 da Valeria Covato

 

 

 

 

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