Qui Londra, a voi Mosca. Tutti gli affari degli oligarchi russi in Uk

Qui Londra, a voi Mosca. Tutti gli affari degli oligarchi russi in Uk
Ecco come si stanno muovendo nel Regno Unito gli oligarchi russi tra prestigiose scuole britanniche e compagnie

Scuole prestigiose, società di investimenti e oligarchi russi: che succede nella City? La questione della corruzione russa che porta ingenti flussi di denaro a Londra è tornata all’ordine del giorno in Inghilterra, dopo che l’Alta Corte di Giustizia del Regno Unito ha stabilito che la proprietà di una società di sicurezza molto chiacchierata è direttamente riconducibile ai familiari di Alexander Shchukin, re del carbone, che all’apice del suo successo nel 2011 deteneva un patrimonio personale di 1,8 miliardi di dollari.

IL CASO LEHRAM

Punto di partenza delle indagini è la società di private equity britannica Lehram. La compagnia attualmente è impegnata in una controversia giudiziaria contro l’oligarca Shchukin per ottenere il risarcimento di 250 milioni di sterline per una miniera situata nella regione russa Kemerovo Oblast, nella Siberia sud occidentale. Sino al 2011 era uno degli uomini più influenti della Russia: anche se ha cercato di mantenere un basso profilo nel Regno Unito, è piuttosto famoso nel Paese soprattutto perché il Presidente Vladimir Putin ha visitato la sua miniera di carbone. Un altro motivo della sua fama è che Shchukin è riuscito a sfilare letteralmente una compagnia di carbone ad una società di private equity britannica, e poi non solo è riuscito a farla franca, ma è anche riuscito a investire i guadagni illeciti in Gran Bretagna.

Ma Shchukin è finito agli arresti domiciliari per più di un anno per un’accusa di corruzione. L’inchiesta nei suoi confronti e con l’intreccio di diversi suoi collaboratori nelle amministrazioni locali è ancora in corso.

CAMBIO DI STRATEGIA

Dal caso Lehram si evince che l’Inghilterra ha deciso di cambiare strategia: non più silente nei confronti del canale finanziario Londra-Mosca, ma guidata dalla presa di coscienza che essere diventata la capitale mondiale del riciclaggio non è più sostenibile. Secondo l’accusa diretta a Shchukin, nel 2015 sotto la minaccia di una lunga prigionia, il direttore della Lehram, Igor Rudyk, è stato costretto a cedere la miniera ad un’azienda di proprietà di Shchukin. Quest’ultimo ha sempre negato le accuse, ma secondo gli investigatori non si è trattato di un caso isolato. L’anno dopo avrebbe ottenuto il controllo della miniera di carbone di Inskoy nello stesso modo. Le due operazioni gli avrebbero fruttato ingenti guadagni che avrebbe reinvestito in una rete di società di facciata con sede principalmente a Cipro e nel Regno Unito.

È la ragione per cui alcuni familiari dell’oligarca avrebbero poi preso la cittadinanza britannica e quella cipriota, proprio al fine di essere pronti a dirigere le operazioni in loco. È il caso della società di sicurezza “3e International” che se ufficialmente risulta essere di proprietà di una società azionaria, secondo l’Alta Corte di Giustizia del Regno Unito è invece del genero di Shchukin, Ildar Uzbekov. Quest’ultimo è anche il ceo di diverse altre società nel Regno Unito e fa parte del consiglio di amministrazione di Bryankee Holdings a Cipro, insieme a sua moglie Elena, figlia di Shchukin e allo stesso Shchukin.

È la Bryankee a ricevere la maggior parte dei dividendi pagati dalle operazioni minerarie russe di Shchukin e con questo flusso di denaro “copre” lo stile di vita londinese dei suoi familiari che comprende tra le altre cose una galleria da 3 milioni di sterline a Mayfair e una villa di quattro piani con sei camere da letto di 15 milioni di sterline a Highgate.

PRESTANOMI?

Braccio destro di Uzbekov è Dmitryi Tsvetkov, direttore finanziario delle sue attività, entrambi legati da un altro comun denominatore: la compagnia statale del Kazakistan “KazMunaiGas”, considerata dagli investigatori come il terreno su cui politica e corruzione si muovono per orchestrare nuove operazioni. Un’altra traccia di questi passaggi di denaro è stata appurata in aula da Adrian Burford, ex funzionario del ministero degli Esteri del Regno Unito, che nel 2014 ha testimoniato dinanzi all’Alta Corte del Regno Unito sostenendo che Uzbekov e la famiglia Shchukin hanno pianificato di trasferire oltre 1 miliardo di euro alla società di Burford, Fern Advisors Limited, per “investimenti” in Gran Bretagna.

Ma proprio perché, secondo gli investigatori inglesi, alcuni personaggi legati alla criminalità russa oltre al riciclaggio di denaro in sé stanno andando “oltre”, spingendosi a rubare beni da una compagnia britannica, ecco che il Parlamento di Londra avrebbe deciso di accendere un fascio di interesse sull’élite criminale russa per fermare questa deriva.

@FDepalo

ultima modifica: 2018-04-16T09:40:31+00:00 da Francesco De Palo

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: