Perché il Mezzogiorno non ha bisogno del reddito di cittadinanza

Perché il Mezzogiorno non ha bisogno del reddito di cittadinanza
L'intervento di Giorgio Magliocca, presidente della Provincia di Caserta

C’è un vento di speranza che sta soffiando sul Mezzogiorno d’Italia che meriterebbe di essere intercettato, in chiave armonica e strategica, per immaginare scenari e creare programmazione.

Una serie di fattori assolutamente significativi come il turismo in ripresa, il traffico merci nel Mediterraneo in ascesa, l’infrastrutturazione che in un modo o nell’altro procede, lasciano presagire una stagione nuova per le potenzialità del sud.

Al netto dei dossier in affanno che restano (come le vertenze, le delocalizzazioni) ve ne sono altri che potrebbero rappresentare nuove frecce all’arco del Meridione, a cui va offerta però da subito una prospettiva di lavoro di ampio respiro e non una politica di generici bonus.

Il turismo campano fa segnare numeri incoraggianti: a Napoli è cresciuto oltre il 90% e la città partenopea si posiziona al secondo posto nella classifica nazionale delle città d’arte. Nelle altre regioni il trend è parimenti positivo: Matera fa segnare più 170% rispetto al 2010 mentre la Puglia ha ormai infranto tutti i record. Significa che l’equazione turismo-pil non è più solo un fatto estemporaneo e focalizzato sul mare d’agosto, ma si è strutturato in maniera efficace, con una destagionalizzazione costante che produce introiti in modo armonico.

Un quadro a cui va sommata la situazione infrastrutturale del Mezzogiorno che, pur mantenendo elementi di criticità, inizia a vedere risolti alcuni nodi. L’alta velocità si fa progressivamente strada; i voli low cost rappresentano un trampolino di lancio preciso per hub che si fanno trovare pronti (vedi Napoli e Bari); il binomio bus low cost con percorsi ad hoc in bici sta aprendo una stagione nuova ed innovativa anche per quella fetta di visitatori provenienti dal nord Europa; il comparto enogastronomico da cornice si sta tramutando in “centro di gravità permanente”.

Per cui, alla luce di uno scenario simile, sarebbe utile abbozzare sin da ora, assieme a Regioni e soggetti attivi, delle linee guida sulle frecce che il Mezzogiorno ha al proprio arco e non con piglio propagandistico. E puntando ad un vademecum da sviluppare per i prossimi 10 anni in chiave industriale: come si può fare pil al sud con le risorse che abbiamo in loco e senza la tragica retorica di bonus e finanziamenti. Ma con un bagaglio fatto di idee e spunti innovativi.

twitter@Magliocca_G

ultima modifica: 2018-04-16T11:07:59+00:00 da Redazione

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