Minniti premier “siriano”? L’audace ipotesi lanciata su Il Sussidiario

Minniti premier “siriano”? L’audace ipotesi lanciata su Il Sussidiario
L'ipotesi di soluzione allo stallo politico arriva da Lao Xi, che scrive per il quotidiano dalla Cina e fa parte di uno dei più importanti think tank del Paese. Il ministro dell'Interno rappresenterebbe la figura autorevole che può tenere testa alle superpotenze coinvolte nella partita Siria

Tante le ipotesi che stanno circolando in queste ore, sul possibile governo che dalle consultazioni può uscire fuori. Tra le molte si erge quella de Il Sussidiario che rilancia Marco Minniti premier.

Perché la scelta dovrebbe ricadere proprio sul ministro dell’Interno uscente? La situazione internazionale che si sta delineando è la risposta che arriva dal commento di Lao Xi, che fa parte di uno dei più importanti think tank della Cina e firma del quotidiano online indipendente, ma considerato tradizionalmente vicino alle posizioni laiche di Cl e in particolare del professore Giorgio Vittadini.

La necessità oggi è di traghettare il Paese in un momento assai complesso dove la sicurezza nazionale e internazionale sono in prima linea, sostiene il quotidiano. E Minniti è conosciuto e rispettato dagli alleati che in questo momento sono sullo scacchiere della politica che interessa la Siria.

Minniti potrebbe essere l’uomo al governo del Pd, che adesso si è “ripiegato su se stesso”, trovando un accordo di tanti per “una specie di grande coalizione all’italiana”.

Insomma se l’Italia pensa di potersi tirare fuori dalla partita che si sta giocando in Siria, Minniti è quella figura che ha autorevolezza per prendere una tale posizione. Cosa che manca ad altri personaggi politici. Da una parte Salvini che ha dichiarato di stare dalla parte di Vladimir Putin, sostenitore di Damasco. Dall’altra Di Maio, che con il ministro degli Interni premier risolverebbe il rischio “di restare imprigionato tra Grillo e Casaleggio da una parte e gli alti funzionari dello Stato dall’altro”, dice Il Sussidiario. E poi anche a Lega e Berlusconi non dispiacerebbe.

Infine, ricorda il quotidiano, con base a Milano, che ospita analisi e commenti che risultano particolarmente apprezzati dal centrodestra, Lega inclusa, certamente aver vinto le elezioni e non guidare il governo potrebbe essere una situazione “beffarda”, ma questo dipende anche dalla legge elettorale proporzionale che finora ha creato lo stallo, ma “stare defilati per ora, che tutto è difficile dentro e fuori, ai vincitori può convenire”.

ultima modifica: 2018-04-17T12:10:04+00:00 da Francesca Scaringella

 

 

 

 

 

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