Come operavano i cyber criminali che hanno truffato banche e correntisti italiani

Come operavano i cyber criminali che hanno truffato banche e correntisti italiani
Il gruppo agiva inviando false Pec degli istituti di credito

La truffa è ormai ben nota, come denotano i dati dei maggiori report sulla sicurezza informatica, ma è difficile porvi un argine, almeno in chiave preventiva. Così una banda di cyber criminali è riuscita a frodare diverse banche e correntisti prima di essere stata scoperta dai carabinieri di Messina.

GLI ARRESTI

Le indagini hanno portato all’arresto di 5 persone con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode informatica, accesso abusivo a sistema informatico o telematico e sostituzione di persona.

L’ATTIVITÀ DEI CYBER CRIMINALI

Ingente il bottino venuto allo scoperto, così come si è rivelata organizzata l’azione del gruppo. Sono stati sequestrati infatti una trentina di conti correnti e depositi bancari nella disponibilità degli indagati, per un valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro.

OBIETTIVO: BANCHE E CORRENTISTI

Il gruppo di cyber criminali, con base nella fascia ionica reggina e attivo sull’intero territorio nazionale, era specializzato nel sottrarre ingenti somme di denaro da diverse centinaia di conti correnti bancari online.

VITTIME E MODALITÀ

Dalle indagini è inoltre emerso che i cinque sarebbero stati in grado di modificare, sui principali siti web istituzionali come www.inipec.gov.it, www.registroimprese.it, gli indirizzi di posta elettronica certificata (le cosiddette Pec) di alcuni tra i più noti istituti di credito nazionali ed esteri, sostituendoli con quelli di analoghe caselle di posta certificata, denominate in modo del tutto simile alle originali, appositamente attivate su provider specializzati e intestate a persone ignare.

LA PRECISAZIONE DI INFOCAMERE

In relazione alle notizie apparse oggi sui mezzi di informazione con riferimento alle indagini della Procura della Repubblica di Messina, InfoCamere ha però precisato che “non ci sono state violazioni né delle procedure né dei sistemi informatici attraverso cui vengono gestite le iscrizioni o modifiche delle caselle PEC annotate nel Registro delle Imprese delle Camere di commercio, e che nessun dato ufficiale presente nel Registro risulta essere stato alterato”.

“Il processo di iscrizione e variazione dell’indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) nel Registro Imprese consiste in una comunicazione telematica effettuata dal rappresentante legale dell’impresa (o da un suo delegato, sulla base di una procura regolata dalla circolare 3616/c 2008 del Ministero dello Sviluppo Economico), sottoscritta con firma digitale e inviata alla Camera di Commercio competente per territorio attraverso il sistema della “Comunicazione Unica”. La comunicazione di iscrizione o variazione così ricevuta viene poi verificata in Camera di Commercio prima di essere resa pubblica”, hanno precisato da Infocamere.

ultima modifica: 2018-05-08T14:59:00+00:00 da Michele Pierri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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