Gas, tutte le nuove mire di Total a Cipro

Gas, tutte le nuove mire di Total a Cipro
Che succede nel risiko dei nuovi giacimenti nel Mediterraneo orientale dopo il passo indietro in Iran? La compagnia vuole espandere la propria ricerca di gas al largo della costa meridionale di Cipro. E ha richiesto una licenza esplorativa nel Blocco 8 dove l'azienda italiana Eni ha già ottenuto l'ok per trivellare

Mossa di Total nel dossier energetico del Mediterraneo orientale dopo il passo inietro in Iran: ecco tutte le nuove mire della compagnia francese a Cipro, nel risiko dei nuovi giacimenti. Così punta ad espandere la propria ricerca di gas al largo della costa meridionale dell’isola contesa, dove la Turchia continua a fare ostruzionismo. E ha richiesto una licenza esplorativa nel Blocco 8 dove l’azienda italiana Eni ha già ottenuto l’ok per trivellare.

MOSSA DEL CAVALLO

Questo sarà il terzo blocco, dopo il 6 e l’11, dove collaboreranno le compagnie francesi e italiane. L’annuncio arriva da Nicosia per bocca di Stephane Michel, capo esplorazione di Total in Medio Oriente.

Ha dichiarato che la società ha avanzato richiesta ufficiale di una licenza per la ricerca di idrocarburi nel Blocco 8, l’area a sud di Cipro dove opera l’Eni. Inoltre circa i tempi di perforazione del blocco di Calypso, ha detto che fino ad oggi c’è stata una gran mole di lavoro preparatorio che ha condotto ai rilievi tecnici solo relativi al primo pozzo: si attendono adesso le perforazioni di conferma, ma le sensazioni sarebbero più che positive.

Total è partner di Eni per la ricerca di petrolio e gas in altre due aree al largo di Cipro, in una delle quali Eni ha annunciato un positivo riscontro circa un giacimento di gas “promettente” con caratteristiche geologiche simili a quelle scoperto nelle acque egiziane, descritto come il più grande di sempre nel Mediterraneo.

Si stima che un giacimento scoperto a Cipro dalla texana Noble Energy nel 2011 contenga circa 4,5 trilioni di metri cubi di gas. La mossa di Total giunge dopo il recente diniego da un progetto miliardario in Iran, frenato a causa delle sanzioni statunitensi, inclusa la perdita di finanziamenti da parte delle banche americane. La compagnia aveva firmato 13 mesi fa il più grande accordo tra una compagnia straniera e il governo iraniano. Il colosso petrolifero avrebbe investito un totale di 4,8 miliardi di dollari nell’espansione del giacimento di South Pars, con la rapida contromossa di Pechino pronta con la compagnia energetica Cnpc a sostituirsi ai francesi nello sviluppo del giacimento iraniano, il più grande al mondo.

QUI NICOSIA

Secondo il ministro dell’Energia di Cipro Yiorgos Lakkotrypis la mossa di Total presuppone uno “sviluppo importante” del dossier energetico che investe il Mediterraneo Orientale, ed espande l’impronta di esplorazione dell’azienda a Cipro. Anche perché l’interesse di Total arriva tre mesi dopo che le navi da guerra turche hanno bloccato due navi da perforazione, l’italiana Saipem dell’Eni e quella americana della Exxon.

“Dopo tutto quello che è successo nel Blocco 3 – ha detto alla stampa il ministro – uno dei partner più importanti della Repubblica di Cipro è desideroso di espandere la sua presenza all’interno della Zona Economica Esclusiva, specialmente in un’area come il Blocco 8 che è ancora inesplorata.”

QUI ANKARA

Sullo sfondo, dopo gli strali contenuti nel discorso di Erdogan nelle sue tappe balcaniche, ecco l’annuncio di Ankara che inizierà le trivellazioni nel Mediterraneo orientale durante l’estate ma non ha ancora chiarito dove. La Turchia si oppone a quella che definisce una ricerca di gas “unilaterale” da parte del governo greco-cipriota, insistendo sul fatto che infrange i diritti dei turcociprioti anche se nessuno appiglio giuridico legato ai trattai o al diritto internazionale sorregge la tesi di Ankara. Semmai il contrario, come scritto nel Trattato di Montego Bay. Ankara chiede di rinegoziare il trattato del 1923 che delimita i confini con la Grecia.

È la ragione per cui pochi giorni fa l’Ambasciatore americano ad Atene, ha detto ufficialmente che la sfida imboccata dalla Turchia nella direzione strategica legata agli idrocarburi, rende la Grecia il principale alleato degli Stati Uniti nel Mediterraneo orientale, come dimostra la nuova geografia delle basi Usa passate dal suolo turco a quello ellenico.

Geoffrey Pyatt in occasione di un discorso pronunciato alla Prometheus Energy Lecture ha detto che la Turchia ha un potere soft e ogni giorno incide anche su “comportamenti imprevedibili, che si tratti di collisioni navali nell’Egeo orientale o della detenzione continua inaccettabile di due soldati greci, che dovrebbero essere tornati a casa nello spirito della nostra relazione di alleanza”.

twitter@FDepalo

ultima modifica: 2018-05-22T09:00:16+00:00 da Francesco De Palo

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