La poca informazione economica del popolo italiano e un ringraziamento a Mattarella

La poca informazione economica del popolo italiano e un ringraziamento a Mattarella

Non abbiamo mai smesso di trovarci in campagna elettorale e adesso la disdicevole situazione della formazione di un possibile governo ci ricaccia in mano a dei politici che sembrano conoscere poco sia la Costituzione sia l’economia con particolare riguardo al contesto internazionale ed europeo.

Alcune informazioni possono servire a far ragionare le italiane e gli italiani disorientati e male informati. Noi saremo sicuramente a Bruxelles il 28 e il 29 giugno con Cottarelli al Consiglio Europeo che sarà, anche se in una Europa indebolita – non solo per i gravi problemi italiani e vedremo perché -, l’occasione per varare la lunga e lenta riforma dell’eurozona, completare l’unione bancaria e come ha detto Cottarelli “fare un po’ meglio di quello che fino ad ora è stato fatto” e riscrivere le politiche sui migranti per superare nuove crisi che si affacciano.

Mentre Macron e Merkel lavoravano senza l’Italia occupata a urlare programmi improbabili di 170 miliardi e dunque colpevolmente assente in un possibile triangolo virtuoso, Orban e Rajoy scuotevano una eurozona debolissima da una Grecia già ai minimi storici, Trump e Putin golosi si leccavano i baffi al solo pensiero di avere lo spazio per dominare quell’alleanza europea, anche costruita da noi italiani allora virtuosi che per ben 70 anni ci ha fatto godere di un benessere e di una pace sociale e politica che non tornerà più.

Una scissione della realtà del popolo italiano che trova nel ventre molle del populismo l’idea del non rispetto delle regole di bilancio con un debito pubblico di 130% del Prodotto interno lordo e ci fa essere i secondi cattivi ragazzi dopo la Grecia di Varoufakis, che ha copiato da un Renzi che ha profuso atteggiamenti antieuropeisti seguiti a ruota da Salvini e Di Maio ed esclusi comunque dal secondo fondo monetario salva Stati impegnati a sottrarre alla commissione Ue il controllo sui bilanci nazionali dopo la colpevole politica concessa di flessibilità all’Italia, senza ottenerne miglioramenti in termini di crescita.

Care italiane e cari italiani, questa è la situazione e servono conti pubblici sani e pulizia dei bilanci bancari. È in arrivo l’Edis, la garanzia unica dei depositi bancari che salverebbe però i correntisti sotto i 100mila euro dai futuri, certi, smottamenti bancari, insomma una condivisione del rischio ma a noi molti Paesi del Nord Europa non ci vogliono perché una sorta di mutualizzazione senza la diminuzione del rischio – e dunque una sanitarizzazione del sistema bancario nostrano e del debito – non si fa. E se il governo italiano non applica subito una politica di razionalizzazione della spesa pubblica e dunque taglio del debito, come vuole giustamente fare Cottarelli, siamo estromessi da ogni possibile accordo. Altro che governo gialloverde. Grazie Presidente Mattarella.

ultima modifica: 2018-05-29T15:13:14+00:00 da Alessandra Servidori

 

 

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