Le proteste non rovinano la festa. Israele celebra la nuova ambasciata Usa a Gerusalemme

Le proteste non rovinano la festa. Israele celebra la nuova ambasciata Usa a Gerusalemme
Nel giorno dei festeggiamenti per l'apertura della nuova sede dell'Ambasciata americana a Gerusalemme, i fatti e l'augurio dell'ambasciatore israeliano in Italia, Ofer Sachs

Oggi la Storia passa da Gerusalemme, dove i festeggiamenti per il 70esimo anniversario della fondazione di Israele si sommano a quelli per l’inaugurazione della nuova ambasciata degli Stati Uniti d’America.

IL COMMENTO DI SACHS

Un evento che Ofer Sachs, a capo della rappresentanza diplomatica del Paese in Italia accoglie “con grande entusiasmo”. Questo, spiega l’ambasciatore a Formiche.net, “è un regalo unico dell’amministrazione americana al popolo di Israele per il 70° anniversario del nostro Paese. Gerusalemme è la capitale storica di Israele sin dall’era biblica, ed è la capitale moderna negli ultimi 70 anni. Crediamo che questa mossa stia riparando un errore storico e speriamo che molti altri Paesi faranno presto lo stesso”.

LA CERIMONIA

Le proteste del mondo arabo, con scontri soprattutto a Gaza, e i rilievi posti da Onu e Ue, non fermeranno però la festa, che sta raggiungendo il suo apice proprio in questo momento con la cerimonia d’inaugurazione iniziata alle 16 ora locale (le 15 in Italia).

L’evento si tiene alla presenza del segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin, che ha al quale è affidato l’onore di scoprire la targa della nuova Ambasciata. E se Donald Trump, che ha twittato la sua soddisfazione affermando come oggi sia “un grande giorno per Israele”, interverrà in videoconferenza, saranno invece presenti Ivanka Trump, suo marito Jared Kushner (figura chiave di questa amministrazione) insieme al presidente israeliano Reuven Rivlin e al primo ministro Benyamin Netanyahu.

TRASFERIMENTO VICINO

Al fermento per l’inauugurazione si aggiunge, in queste ore, anche un rilevante lavoro logistico, che si svolgerà in un periodo medio-lungo, in modo da non impattare sulle normali attività. L’effettivo utilizzo della nuova sede avverrà infatti a poco a poco. “Nelle fasi iniziali del trasloco dell’ambasciata”,  ha spiegato un responsabile americano a Afp, “l’ambasciatore continuerà a dividersi fra Tel Aviv (dove si trova l’attuale sede della rappresentanza diplomatica) e Gerusalemme, perché si tratta di un processo di diversi anni”.

LA SITUAZIONE INTERNAZIONALE

Nonostante i tempi dilatati, la scelta dell’amministrazione Trump ha generato rilievi e qualche protesta. L’Unione europea è divisa sul tema e, dei 28 Stati che la compongono sono 4 quelli che hanno deciso di inviare la propria delegazione di diplomatici per l’inaugurazione: Austria, Ungheria, Romania e Repubblica Ceca. Maggiore prudenza caratterizza invece gli altri.

Fin dalla mattina, infatti, si è registrata tensione sulla Striscia di Gaza, dove la scelta americana viene contestata. Il bilancio provvisorio diffuso da fonti mediche è di diversi morti e centinaia di feriti. L’aviazione israeliana, in previsione della manifestazione di protesta, ha lanciato questa mattina sulla Striscia dei volantini con su scritto: “Non lasciate che Hamas vi usi cinicamente come suoi pupazzi”. E ancora: “State lontani dalla barriera di sicurezza, dagli istigatori del terrore e dai violenti sobillatori”, recitavano alcuni manifesti caduti dal cielo su Gaza.

L’esercito di Israele ha inoltre quasi raddoppiato i propri uomini attorno ai confini e circa un migliaio i poliziotti sono stati mobilitati a Gerusalemme per garantire la sicurezza dell’ambasciata e delle zone circostanti. Ad alimentare ancora di più la possibile escalation ci sono state le parole  del capo di al Qaeda, Ayman al Zawahiri, in un video ha invocato il jihad contro gli Stati Uniti e Israele, invitando i musulmani a prendere le armi.

ultima modifica: 2018-05-14T17:10:42+00:00 da Luigi Romano

 

 

 

 

 

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