Sorgenia tra passato, presente e futuro. Parla l’ad Mancini

Sorgenia tra passato, presente e futuro. Parla l’ad Mancini
Solidità finanziaria e innovazione, come e quando la società è diventata leader nel mercato energetico. E la Borsa, per ora, può attendere

Dev’essere una gran bella sensazione cogliere i frutti di un lavoro durato anni e costato più di un sacrificio. In Sorgenia non deve mancare davvero in questi giorni, visto il momento dell’azienda energetica, un tempo parte della galassia De Benedetti e oggi proprietà per l’83% di Nuova Sorgenia Holding, partecipata a sua volta dai principali istituti di credito italiani. Un gruppo solido e proiettato ormai verso una crescita strutturale che ne farà, se non lo ha già fatto, una delle punte di diamante del settore energetico italiano.

I CONTI DI SORGENIA

Tutto parte dai conti 2017, approvati questa mattina dall’assemblea dei soci, naturale evoluzione di una ristrutturazione avviata ormai tre anni orsono. E se i numeri non mentono, lo spazio per l’immaginazione è davvero poco. Ebitda di 161 milioni di euro, in crescita del 30% rispetto al 2016 e utile netto triplicato a 44 milioni di euro (15 milioni nel 2016). Decisamente bene anche l’indebitamento finanziario netto, che scende a 715 milioni di euro dagli 883 milioni di fine 2016, 1 miliardo di euro in meno dall’inizio della ristrutturazione a marzo 2015 quando l’indebitamento si attestava a 1,7 miliardi. Segno evidente di un risanamento ormai prossimo alla conclusione, come dimostrano anche i 340 milioni rimborsati alle banche nel corso dell’ultimo anno.

MENO COSTI, PIÙ INNOVAZIONE

Gianfilippo Mancini (nella foto), ceo di Sorgenia e fresco di riconferma al vertice insieme al presidente Chicco Testa (nel board sono entrati Nicolò Dubini e Alberto Irace), ha accettato di illustrare a Formiche.net le strategie passate, presenti e future del gruppo. “Certamente siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti nel corso del 2017. Abbiamo fatto un lavoro delicato, su due diversi fronti. Da una parte il controllo dei costi, con un’operazione di flessibilità sulla nostra struttura, dall’altra gli investimenti in innovazione e digitale. Un mix che ci ha permesso di tornare alla redditività e di porci in condizioni migliori rispetto a molti altri operatori presenti sul mercato”.

LA SFIDA DEL MERCATO LIBERO

C’è però una sfida all’orizzonte di Sorgenia. A luglio 2019 cadrà infatti definitivamente il muro del regime tutelato nel mercato energetico e milioni di utenti potranno scelgliere l’operatore più consono alle proprie esigenze. La società guidata da Mancini è pronta ad allargare il proprio bacino di clienti, grazie a un lavoro certosino con cui migliorare e semplificare al massimo l’offerta. “Il 2019 sarà sicuramente un anno importante per il mercato energetico e per i cittadini, con la  fine del regime di maggior tutela ed una auspicabile reale liberalizzazione nella scelta del fornitore di energia”, spiega il manager. “A luglio del prossimo anno, 20 milioni di cittadini potranno scegliere un nuovo operatore, e noi ci candidiamo a intercettare una parte questo bacino. Noi ci siamo preparati molto in questi 3 anni, lavorando su automazione e servizio al cliente. Abbiamo rivisto e modificato dal profondo la nostra offerta, trasmettendo un messaggio di affidabilità, semplicità e innovazione”.

UNA NUOVA CLASSE DI CLIENTI

Idee molto chiare anche sul target di clienti su cui puntare. “Oggi siamo il fornitore più scelto dagli italiani attraverso internet, con oltre 8 mila clienti nuovi al mese. Abbiamo un target di clientela più giovane della media, fatto dalle persone abituate a navigare e a scegliere in rete, e a utilizzare i canali digitali per ottenere prodotti convenienti e servizi migliori. È un target già oggi importante, ed è destinato a crescere inevitabilmente nei prossimi anni: in questo senso credo che il mercato verrà nella nostra direzione”.

LA BORSA PUÓ ATTENDERE

Certo è che allargare sensibilmente il proprio bacino clienti può comportare l’esigenza di nuove risorse da impiegare. In questo senso un aiuto potrebbe arrivare dalla Borsa. Ma il management Sorgenia preferisce andarci cauto con i listini. “Non credo che nel breve termine sia uno scenario che seguiremo, oggi abbiamo un’azienda sana, con un piano di sviluppo preciso e con azionisti soddisfatti del percorso della società. Oltre a continuare ad essere un operatore particolarmente efficiente e flessibile nei mercati all’ingrosso, la nostra priorità è quella di concentrarci da un lato sullo sviluppo dell’offerta ai clienti finali e dall’altro sullo sviluppo della produzione da fonti rinnovabili, dalla geotermia all’idroelettrico al solare”.

ultima modifica: 2018-05-07T08:40:43+00:00 da Gianluca Zapponini

 

 

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