Il grido di Roma per salvare l’Oceano

Il grido di Roma per salvare l’Oceano
La mostra “Help the Ocean” di Maria Cristina Finucci sarà aperta fino al 29 luglio al Foro Romano

Creare responsabilità ambientale attraverso la sensibilità artistica. È questo l’obiettivo principale dell’istallazione “Help the Ocean” dell’artista Maria Cristina Finucci. L’opera d’illuminazione è formata da un gruppo di gabbioni Maccaferri costruiti in rete metallica, rivestiti con circa 6 milioni di tappi di plastica colorati, che cercano di simulare un ritrovamento archeologico nel futuro. Scavi rappresentativi di quella che potrebbe essere battezzata come la nostra “era della plastica”.

Il richiamo è quello dell’architettura antica romana ma non con la tradizionale pietra ma con un materiale molto più sfruttato e attuale come la plastica. Dall’alto gli spettatori potranno leggere la scritta “HELP”, il grido della società.

Per l’artista “HELP” è un grido d’allarme che non si limita al tema ambientale: “Pone al centro l’individuo e l’intera vita sul pianeta, in cui l’ambiente è legato indissolubilmente alle risorse naturali, alla salute, all’alimentazione, alla povertà, alle disuguaglianze, ai diritti umani, alla pace”. In un comunicato stampa, Finucci ricorda che è urgente la necessità di un lavoro comune per raggiungere gli obiettivi dell’agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e anche quelli dell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco.

Molto suggestivo e significativo anche il luogo dove sarà esposta “Help the Ocean” dal 9 giugno al 29 luglio: i resti della Basilica Giulia nel Foro Romano. Durante le ore notturne la scritta s’illuminerà e sarà visibile anche da via dei Fori Imperiali grazie alla sponsorizzazione di ENEL X.  La mostra conta con il sostegno del Parco Archeologico del Colosseo e la Fondazione Bracco.

ultima modifica: 2018-06-08T18:28:13+00:00 da Rossana Miranda

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