Un database comune con l’identikit degli estremisti. La nuova strategia europea

Un database comune con l’identikit degli estremisti. La nuova strategia europea
Spagna, Francia, Germania e Belgio hanno aderito all’iniziativa approvata dalla Commissione europea. La nuova strategia per la sicurezza sarà sviluppata in collaborazione con l’Eurojust

La minaccia terrorista in Europa è latente. Secondo l’ultimo report dell’Europol, circa 5mila individui sono partiti da Paesi europei verso Iraq e Siria. Per questo, l’Unione europea si è data da fare. La Commissione ha approvato un accordo per cercare di agevolare le procedure d’identificazione e localizzazione di quelli che potrebbero diventare terroristi jihadisti una volta rientrati in territorio europeo.

Tra i Paesi che hanno aderito all’iniziativa di fare uno schedario comune ci sono Germania, Spagna, Francia e Belgio, quelli più danneggiati dagli attacchi terroristici negli ultimi anni. Con una dichiarazione ufficiale, hanno invitato agli altri Paesi membri ad aderire al programma: “Perché i radicali che rientrano dalla Siria e l’Iraq sono la più grande minaccia per la sicurezza dell’Europa”.
Durante la presentazione dell’accordo mercoledì, il procuratore belga Frédéric van Leeuw, ha spiegato che i radicali che rientrano in Europa “possono muoversi da un Paese all’altro. L’Unione europea deve lavorare insieme questa volta. Con l’Eurojust si può fare dal punto di vista giudiziario. Invece dal punto di vista politico stiamo cercando di agire rispettando i valori fondamentali dell’Unione europea”. L’Eurojust, l’agenzia per la cooperazione giudiziaria dell’Unione europea, conta con una database con le schede di identificazione degli estremisti arrestati. L’organizzazione ha come missione sostenere le amministrazioni nazionali per combattere la criminalità organizzata e nel 2017 ha collaborato in circa 4500 indagini. Le prospettive sono di crescita e perfezionamento: il nuovo registro giudiziario aiuterà ad un miglior coordinamento nelle operazioni comuni di lotta contro il terrorismo. Sarà lo scambio di informazioni tra le autorità dei diversi Paesi la chiave della nuova strategia.

ultima modifica: 2018-06-21T09:50:20+00:00 da Rossana Miranda

 

 

 

 

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