Fusione nucleare, Vitrociset si aggiudica il contratto per il sistema di gestione da remoto del reattore Iter

Fusione nucleare, Vitrociset si aggiudica il contratto per il sistema di gestione da remoto del reattore Iter
L'azienda guidata da Paolo Solferino fornirà tutte le apparecchiature Remote Handling per il reattore internazionale che, nel sud della Francia, sperimenterà la fusione nucleare

Un sistema per consentire la comunicazione in tempo reale di tutte le apparecchiature del reattore internazionale che punta a sviluppare energia tramite la fusione nucleare. Lo progetterà e realizzerà Vitrociset, azienda italiana guidata da Paolo Solferino, attiva in tanti settori strategici (dalla difesa allo spazio), che è stata selezionata dopo una competizione aperta su scala mondiale per fornire il Remote Handling Supervisory Control System per il reattore Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor), che sarà realizzato nel sud della Francia in base a un accordo che dal 2005 lega Unione Europea, Giappone, Russia, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e India.

I DETTAGLI DEL CONTRATTO

In particolare, l’oggetto del contratto sarà la progettazione, lo sviluppo, l’integrazione e la messa in servizio del sistema dedicato all’interfaccia di tutte le apparecchiature Remote Handling (gestione da remoto), al fine di assicurare la comunicazione in tempo reale con il sistema di Controllo Centrale (Codac), nonché con i sistemi di protezione delle macchine (Cis) e del personale (Central Safety Systems – Cis). “Contando sull’esperienza consolidata per la realizzazione di sistemi di comando e controllo, sia in ambito spaziale sia difesa, nonché sullo specifico background acquisito, lavorando in Iter dal 2012 nei Sistemi di Controllo e dal 2016 anche per lo sviluppo di Sistemi Diagnostici, Vitrociset – spiega l’azienda in una nota – assicurerà la massima qualità e affidabilità sulla gestione del progetto, utilizzando il qualificato lavoro dei reparti di ingegneria e sviluppo software dell’azienda”.

LE PAROLE DELL’AD

“L’assegnazione di questo contratto da parte di Iter Organization rafforza il significativo ruolo che l’azienda ha assunto nel contesto internazionale di progetti in ambito Big Science“, ha detto l’ad Solferino. “Grazie alla decennale esperienza nel settore Spazio e grazie alle sue capacità nella gestione di sistemi critici e nello sviluppo di sistemi di Comando e Controllo, l’azienda è infatti da tempo coinvolta nel supportare l’implementazione di grandi strutture di sperimentazione fisica, fornendo sistemi altamente specializzati, servizi di ingegneria e sviluppo di soluzioni ad hoc, basate sulle tecnologie più avanzate”, ha rimarcato il manager.

VERSO LA FUSIONE NUCLEARE

Il progetto Iter nasce con l’obiettivo di sfruttare la fusione nucleare per fornire energia in enormi quantità da un elemento, l’idrogeno, molto abbondante nell’Universo. A tale scopo, l’International Thermonuclear Experimental Reactor utilizza una macchina nata da un progetto del 1950, il Tokamak, in cui il plasma (il materiale a elevatissime temperature) viene tenuto in sospensione magnetica al fine di fondere gli atomi di idrogeno e produrre energia. Per questo, il sistema di Remote Handling (Rh) ricopre un ruolo fondamentale. Difatti, “dopo l’avvio delle operazioni, con la generazione del primo plasma, sarà impossibile apportare modifiche, condurre ispezioni o riparare i componenti del Tokamak nelle aree attivate, se non tramite i componenti robotizzati che costituiscono il Remote Handling”, spiega ancora Vitrociset. “Saranno necessarie tecniche di gestione remota molto affidabili e robuste, per riparare o sostituire componenti con peso fino a 50 tonnellate. L’affidabilità di queste tecniche influenzerà anche la durata delle fasi di spegnimento della macchina e quindi inciderà significativamente sulle operazioni e sui costi ad esse associati”.

LA QUESTIONE DELLA VENDITA

Nel frattempo, sulla società guidata da Solferino pare essersi concentrata l’attenzione del colosso della cantieristica Fincantieri, che avrebbe avviato trattative insieme al gruppo Mermec di Vito Pertosa, per acquisire in esclusiva l’azienda, attualmente controllata al 98,5% da Ciset e all’1,5% da Leonardo. Come ha spiegato ad Airpress Michele Nones, consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali (Iai), “nel mondo della difesa ciò che conta adesso è padroneggiare i sistemi e non le singole parti. Se poi a questo aggiungiamo il fatto che la parte elettronica è divenuta predominante, ben si capisce la strategia di Fincantieri nei confronti di Vitrociset: aumentare le sue competenze nel segmento dell’elettronica navale, al momento poco sviluppate”.

ultima modifica: 2018-07-24T11:00:52+00:00 da Luigi Romano

 

 

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