Guerriglia, scontri e lacrimogeni. A Nantes scoppia la bomba migranti

Guerriglia, scontri e lacrimogeni. A Nantes scoppia la bomba migranti
Un poliziotto è stato arrestato dopo l'uccisione di un ragazzo africano ricercato. Ma, più in generale, questo episodio è la spia di un disagio sociale che cova da anni (non solo in Francia) e che si fatica a gestire

Una perquisizione finita male sta scuotendo la Francia e Nantes, con le accuse di “grilletto facile” alle forze dell’ordine e un ricercato che avrebbe tentato la fuga, per questo inseguito dall’agente che ora rischia il carcere. Aboubakar Fofana, dal 2017 ricercato a Créteil per rapina organizzata e cospirazione criminale, è morto quattro giorni fa ucciso da colpi di arma da fuoco sparati da un agente di polizia, che adesso è stato incriminato dalla procura.

Nel mezzo, quattro notti di guerriglia urbana in città, tra stranieri e poliziotti, con i manifestanti che prima hanno dato alle fiamme alcune auto e poi hanno lanciato bombe molotov contro le forze di polizia. Questi ultimi hanno risposto con lacrimogeni: spia di un disagio sociale che cova da anni (non solo in quel Paese) e che si fatica a gestire.

FATTI E SMENTITE

Un giovane 22enne è stato ucciso a Nantes: l’agente di polizia responsabile dice di aver sparato ad Aboubakar Fofana “per caso” ed è stato incriminato. La sera degli eventi, Aboubakar, ricercato nel quadro di un mandato d’arresto emesso nel giugno 2017 a Créteil per “rapina organizzata, occultamento di prove e cospirazione criminale”, era stato controllato da sei agenti e i funzionari avevano notato che non indossava la cintura di sicurezza.

Si era presentato a loro con una falsa identità e la polizia aveva deciso di portarlo alla centrale di polizia per una serie di accertamenti.

Poi la dinamica si fa convulsa e confusa: secondo alcuni testimoni il giovane avrebbe tentato di fuggire indietreggiando, tornando a bordo della sua auto prima del corpo a corpo con un agente. Poi il colpo che lo ha raggiunto alla gola: è morto due ore dopo in ospedale.

Poco dopo i fatti, alcuni residenti del quartiere hanno contraddetto la prima versione fornita dagli agenti dicendo che erano “disgustati”. Ma il poliziotto ha sostenuto “che in realtà ha cercato di piegarsi nella cabina del veicolo” per impedire la fuga, ma in quel momento, e nel corso del combattimento corpo a corpo, ecco che è partito il colpo mortale contro Aboubakar.

Secondo il pm che indaga, saranno anche le telecamere installate nelle strade a fornire un sostegno alle indagini, che adesso attendono il risultato dell’autopsia. L’agente di polizia ha detto ai magistrati che ha sparato “accidentalmente” al 22enne, contraddicendo la prima versione che parlava di auto-difesa, così come ha sapere alla stampa francese il suo avvocato.

GUERRIGLIA & POLITICA

Intato in città è caos (qui il video). Sette auto incendiate, bidoni della spazzatura dati alle fiamme, scontri con la polizia: è il bilancio delle manifestazioni a Orvault, a Rezé e nei quartieri di Breil e Bellevue. Un inizio di incendio ha colpito anche un edificio nel distretto di Breil. Tre uomini di età compresa tra i 20 ei 31 anni sono stati condannati a quattro mesi di prigione per le violenze commesse contro la polizia di Nantes.

Spulciando i numeri dell’ultimo anno emerge che nel 2017 circa 2000 agenti di polizia sono stati destinatari di provvedimenti giudiziari o punitivi interni per un uso improprio di armi. Ma l’aumento nell’uso delle armi, secondo la difesa degli agenti, è direttamente proporzionale all’aumento “preoccupante” del numero di conducenti che rifiutano i controlli, senza contare il dossier migranti-integrazione che nelle banlieues presenta ancora forti criticità.

Per questa ragione il presidente francese Emmanuel Macron ha affidato a Jean-Louis Borloo, l’ex ministro per il rinnovamento urbano, l’incarico di elaborare un piano per rinnovare le banlieues. In campagna elettorale aveva promesso addirittura 59 miliardi in queste aree, dove vivono almeno 5 milioni di persone, per realizzare quel rinnovamento urbano che manca e che, assieme ad una non completa assimilazione, continua a produrre un disagio sociale.

In passato Nicolas Sarkozy, quando era ministro dell’Interno, ad Argenteuil, uno dei sobborghi parigini più disagiati, aveva annunciato che era giunto il momento di colmare un vuoto. E nel 2007, dopo essere stato eletto presidente, incaricò l’attivista Fadela Amara di redigere un piano ad hoc per i quartieri periferici. Ma quel progetto non venne mai ultimato.

A questo quadro si aggiunge l’emergenza migranti. Lo scorso 30 maggio la polizia ha sgomberato il più grande campo di migranti improvvisato di Parigi, che è diventato un punto focale nel dibattito sull’immigrazione in Francia. I mille migranti (per la maggior parte africani) in autobus sono stati condotti nella palestra regionale mentre i bulldozer hanno fatto il resto e con diverse centinaia di migranti che sono riusciti a fuggire prima dell’evacuazione.

twitter@FDepalo

ultima modifica: 2018-07-07T09:40:57+00:00 da Francesco De Palo

 

 

 

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