Us Really, ecco come la guerra della disinformazione russa prosegue

Us Really, ecco come la guerra della disinformazione russa prosegue
Quando l'information warfare diventa anche un modo per raccogliere informazioni in stile spionistico: il caso di Us Really, sito che la Internet Research Agency russa ha creato negli Stati Uniti

Il nuovo progetto lanciato dalla Internet Research Agency russa (Ira), la cosiddetta “fabbrica dei troll” con sede a San Pietroburgo, non è una semplice operazione di influenza – per capirci, come quelle che l’intelligence statunitense ha ritenuto in grado di aver alterato il voto durante le presidenziali americane. Secondo un’analisi del sito specializzato ArcDigital, si tratterebbe di un’operazione sofisticata per la raccolta di informazioni lanciata contro gli Stati Uniti.

Lo studio è particolarmente interessante per il momento storico in cui si colloca: le attività di ingerenza russe attraverso nuove forme di active measures si sono viste non soltanto alle presidenziali americani, ma sembrano essere parte di un piano a lunga gittata con cui Mosca vuole alterare il dibattito pubblico e politico in diversi paesi occidentali; il presidente americano Donald Trump è appena uscito da un summit Nato burrascoso e sta per incontrare privatamente Vladimir Putin; lo stesso presidente americano ancora non ha una posizione del tutto limpida nei riguardi del cosiddetto Russiagate, ossia l’indagine che cerca di far chiarezza su eventuali collusioni tra le ingerenze alle presidenziali e la vittoria del repubblicano; la Russia continua un’attività destabilizzante in Ucraina, dopo l’annessione della Crimea, e non solo.

Il progetto che sarebbe stato approvato dal Cremlino come tutte le attività dell’Ira si chiama “USA Really. Wake Up Americans”, ed è stato annunciato a fine aprile con un comunicato (in russo e in inglese) nel sito riafan.ru (Ria Fan, che sta per Federal News Agency, è un braccio dell’Ira) che invitata giornalisti o autori in genere, abili nella lingua inglese, a far domanda per lavorare in un sito che avrebbe avuto l’obiettivo di combattere “la crescente censura politica imposta dagli Stati Uniti promuovendo informazioni e problemi che vengono messi a tacere dalle principali pubblicazioni americane controllate dall’élite politica statunitense”. Suona tutto più o meno noto, surfando sull’onda di grandi temi del populismo contemporaneo: gente contro le élite; vi diciamo noi quello che gli altri non vogliono dirvi; complotto!; grandi classici.

L’account Twitter di Us Really ha iniziato a lavorare il 25 maggio, rilanciando articoli pubblicati nel sito: ora @USA_Really è stato sospeso dal social network nell’ambito dei repulisti contro la diffusione di fake news (anche se in questo caso non solo: dietro c’è un piano di un governo), così come la relativa pagina Facebook. Contenuti? Per esempio, il primo post sulla pagina Facebook sosteneva che la Louisiana si stesse separando dal resto degli Stati Uniti, cavalcando precedenti campagne di propaganda russe che spingevano strambi (ma divisivi e pericolosi) movimenti secessionisti in Texas e in California.

L’analisi di ArcDigital dimostra se non altro che, nonostante le discussioni, gli studi, le audizioni al Congresso, le misure sanzionatorie decise dagli Stati Uniti dopo le operazioni russe durante le presidenziali, Mosca sta comunque continuando le proprie attività di manipolazione dell’opinione pubblica online. E, tornado al momento storico, va aggiunto che tra pochi mesi si terranno le Midterms per il rinnovo di una larga fetta dei congressisti statunitensi.

Quando si scrive “Russia”, si intende esattamente il governo di Mosca, che finanzia l’Ira e iniziative come queste, attività ibrida di digital warfare e spionaggio. Per capirci, in un’analisi tecnica pubblicata a maggio sul sito Global Voices, l’esperto Lawrence Alexander aveva trovato nove domini “USA Really”, di cui tutti tranne uno registrati in modo anonimo utilizzando regprivate.ru, che è parte di reg.ru, un registrar di domini russo utilizzato in precedenza dall’Agenzia di ricerca su Internet.

Per altro, uno dei domini, USAReally.us , ha anche lasciato informazioni identificabili nella pagina del registro di dominio: la persona indicata come dichiarante è Evgenii Zubarev, l’amministratore delegato di Ria Fan, che in realtà condivide un edificio con l’Agenzia di ricerca su Internet (l’Ira); il Moscow Times aveva già scritto sui legami tra Ira e Ria Fan.

Una caratteristica che l’autrice dell’analisi ha notato è che, appena aperto l’account Twitter di Us Really, i primi follower e i primi account seguiti sono stati nodi di una rete pro-Trump che diffonde informazioni alterate e propagandistiche (nonché divisive): “Molti degli account avevano le caratteristiche distintive di quelli sostenuti dalla Russia che sono stati utilizzati per potenziare Trump durante le elezioni del 2016, tra cui il simbolismo “patriottico” (ad es. Bandiere, aquile, ecc.)”, spiega l’analista. (L’immagine sotto è piuttosto esplicita).

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Il sito che sarebbe stato progettato dall’Ira ha pubblicato circa cento articoli, coprendo una vasta gamma di notizie: la forza di pubblicazioni come queste è nel riuscire a passare inosservate. La gran parte dei pezzi ha un approccio neutro, ma nella decina di uscite giornaliere ce ne sono sempre alcune che si concentrano su argomenti politicamente divisivi, trattati in modo da centrare target specifici: per esempio il controllo delle armi, o la violenza interna, la brutalità della polizia, qualche storia rocambolesca sull’amministrazione precedente e sul “deep state” (quello che, anche secondo Trump, è l’entità oscura che lavora oltre lo stato reale e costituzionale e muove le fila del paese con i poteri forti).

Non c’è, in questo come in altri casi di siti o spazi sui social network analoghi, la necessità di sostenere apertamente una componente politica. Anzi, l’obiettivo è cercare di calcare la mano su ciò che può creare più caos all’interno di un’opinione pubblica e favorire i processi di polarizzazione e divisione.

La parte conclusiva dell’analisi si sofferma sul “perché” di queste operazioni. Si tratta di esempi di guerra di informazione certamente, che si muove al solito nel settore della propaganda e della diffusione di argomentazioni velenose, ma anche sulla linea spionistica. L’obiettivo è pure la raccolta di informazioni umane e di dati mirati e di massa, anche attraverso lo sfruttamento di funzionalità di social media per scopi come sorveglianza, mappatura di reti sociali, la sentiment analysis e il geo-tracking, fino all’inserimento di link dannosi (malware o spyware).

Negli ambienti digitali la raccolta di informazioni diventa particolarmente facile, ed ecco che operazioni come Us Really diventano un’esca per poi utilizzare queste stesse infos per scopi come l’analisi del pubblico di destinazione (Taa) e come database per campagne future e selezione di nuovi obiettivi (individui e gruppi).

(Foto: Twitter, l’edificio al 55 di Savushkina Street a San Pietroburgo considerato il quartier generale di Ira e Ria Fan)

 

ultima modifica: 2018-07-13T11:30:41+00:00 da Emanuele Rossi