Dura la vita del ministro “tecnico” nella Repubblica gialloverde

Dura la vita del ministro “tecnico” nella Repubblica gialloverde
Sarà un vivace ritorno dalle vacanze quello che ci aspetta a breve. Peraltro plasticamente sintetizzato dal prolungato silenzio di quell’abile e raffinato navigatore di palazzi che è Paolo Savona

Fare il ministro tecnico è sempre stato un privilegio, nel senso che i colleghi politici erano costretti a guardarli con un certo rispetto (i tecnici sono quelli bravi) e, per giunta, veniva loro concesso di esporsi lo stretto necessario, evitando con cura la vita di partito (con tutte le sue magagne). Insomma, nella Prima e nella Seconda Repubblica i “tecnici”erano un po’ il fiore all’occhiello dei governi, con conseguente atteggiamento meno ostile della stampa (da Carli a Ciampi, da Tremonti a Monti, tanto per fare qualche esempio) e vita più tranquilla.

Abbiamo invece capito tra ieri e oggi che nella Repubblica gialloverde le cose vanno diversamente, perché i tecnici sono tollerati con qualche fatica e un giorno sì e l’altro pure vengono redarguiti come scolaretti un po’ discoli. È andata esattamente così al ministro Moavero, reo di aver detto a Marcinelle che anche gli italiani sono stati migranti, soffrendone tutte le conseguenze ben note e descritte in innumerevoli libri ed opere cinematografiche. Le parole del ministro però non sono piaciute né alla Lega, che ha preso le distanze pubblicamente, né al ministro Di Maio, che oggi ha commentato i fatti (tragici) di Marcinelle traendone spunto per affermare che nessuno dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di migrare.

Peggio è andata però al ministro Tria, che proprio ieri ha rilasciato al Sole 24 Ore una robusta ed articolata intervista in cui ha messo sul piatto parole importanti, come i riferimenti all’Iva e alla cancellazione degli 80 euro di renziana memoria. Ebbene, oggi il professore viene sonoramente smentito sia da Salvini che da Di Maio, espliciti nell’escludere entrambe le ipotesi avanzate dal ministro. Nel frattempo il premier Conte (altro tecnico di lusso del governo) gira alla larga dalle polemiche dispensando sagge quante generiche affermazioni sui più scottanti temi d’attualità. Il risultato finale di tutto questo valzer è presto detto: i tecnici del governo giallo-verde non sono autorizzati a prendere iniziative autonome e farebbero bene a concordare le loro dichiarazioni con i titolari “politici” della coalizione.

Ecco la morale di questo agosto ed ecco lo scenario che ci aspetta per l’autunno, con i mercati pronti a giudicarci e Bruxelles che ci attende al varco. Sarà un vivace ritorno dalle vacanze quello che ci aspetta a breve. Peraltro plasticamente sintetizzato dal prolungato silenzio di quell’abile e raffinato navigatore di palazzi che è Paolo Savona, non a caso muto come un pesce ormai da settimane. Nessuno pensi che sia un caso.

ultima modifica: 2018-08-09T11:00:39+00:00 da Roberto Arditti

 

 

 

 

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