Rivoluzione digitale, ecco come comunicano gli Istituti Italiani di Cultura

Rivoluzione digitale, ecco come comunicano gli Istituti Italiani di Cultura
Grazie alla comunicazione digitale e alle possibilità di viaggiare in maniera più economica rispetto al passato le interazioni con l’Italia dei cittadini stranieri sono spesso molto più frequenti e solide

Le modalità di comunicazione pubblica e di promozione culturale all’estero sono radicalmente mutate nello scorso decennio. La rivoluzione digitale e l’uso pervasivo dei social media hanno determinato una nuova modalità polisemica, aperta e fluida della comunicazione. Anche il contesto in cui gli Istituti Italiani di Cultura operano è radicalmente modificato, da uno scenario costituito da cittadini stranieri amanti della cultura italiana e da comunità italiane all’estero composte perlopiù da discendenti di emigranti si è passati a un pubblico più eterogeneo.

Grazie alla comunicazione digitale e alle possibilità di viaggiare in maniera più economica rispetto al passato le interazioni con l’Italia dei cittadini stranieri sono spesso molto più frequenti e solide. Il pubblico di riferimento è quindi più attento e spesso già orientato verso specifici settori di interesse. Le comunità italiane all’estero sono invece molto diverse, composte da discendenti di terza e quarta generazione desiderosi di riconnettersi alla cultura dei propri ascendenti e da una nova emigrazione sempre più qualificata e numerosa.

La sfida degli Istituti Italiani di Cultura (IIC) consiste proprio nella opportunità di coniugare le necessità di un pubblico sempre più attento ed esigente con l’immenso serbatoio umano e culturale composto dalla nuova comunità italiana all’estero. Varie ricerche hanno evidenziato come la straordinaria diffusione dell’arte culinaria è stata principalmente promosso e alimentata dalla comunità italiana all’estero. La capillare diffusione nel mondo dell’emigrazione italiana ha costituto un veicolo fondamentale del soft power del Belpaese.

Nell’era della società digitale la comunicazione ha assunto una dimensione totalmente diversa, la necessità di strutturare una modalità di promozione della cultura italiana nel mondo è stringente. Le esigenze non riguardano esclusivamente i modi di comunicazione ma soprattutto l’essenza stessa del messaggio da veicolare, la società fluida ha bisogno di temi e concetti adatti ai nuovi consumi culturali. Quindi la vera sfida degli Istituti Italiani di Cultura consiste nel riuscire a coniugare la storia e la cultura millenaria del Paese con le necessità di un pubblico indissolubilmente legato a consumi culturali incentrati sull’esperienza diretta.

Le mostre, le esibizioni e le proiezioni rimangono gli strumenti principali degli IIC ma la creazione di un filo diretto con il pubblico e una costante amplificazione dei temi trattati costituiscono una esigenza stringente. Coniugare la polisemicità dei social media e la necessità di creare esperienze ludiche con la cultura italiana rimane la principale sfida del futuro per la diplomazia pubblica italiana.

ultima modifica: 2018-08-05T11:00:49+00:00 da Redazione

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