Trise, anzi Iuc. Sulla casa sventola bandiera bianca

Trise, anzi Iuc. Sulla casa sventola bandiera bianca

Alla fine non sarà TRISE, ma IUC (Imposta Unica Comunale).
Il testo licenziato dalla Commissione Bilancio del Senato, sul quale è già stata annunciato dal Governo che verrà messa la fiducia, prevede infatti l’ennesima variazione sul tema, dopo che già la fantasia del relatore dell’ex PDL aveva messo in campo il TUC. Al netto di queste variazioni nominalistiche, tuttavia, la sostanza continua a cambiare tra il poco e il pochissimo.

IUC: DI COSA SI TRATTA

Lo IUC, come il TUC, come il TRISE, è in buona sostanza una sigla che contiene la mera sommatoria di tre distinti prelievi: la TARI, cioè la TARES con un nome leggermente diverso e una disciplina identica; la TASI, cioè lo spin off dell’IMU prima casa e il mantenimento di quella che era la maggiorazione TARES sugli immobili diversi dalla prima casa; l’IMU, quale la conosciamo da un paio d’anni, al netto del prelievo prima casa traslocato nella TASI. È veramente sconvolgente la pochezza tecnica e l’insipienza politica che sta dietro a questa operazione.

LE GIRAVOLTE DEL GOVERNO

Quando il Governo ha annunciato oltre sei mesi fa in pompa magna che avrebbe attuato in legge una riforma vera e propria delle imposte locali sugli immobili, istituendo una service tax, abbiamo scelto di lasciarlo lavorare senza dargli intralcio alcuno, intenzionati anche a vedere quali mirabolanti ed eccellenti soluzioni avrebbero proposto i berlusconiani e i diversamente berlusconiani, dopo che, sulle disavventure dell’IMU, ci avevano letteralmente costruito una intera campagna elettorale di pura protesta (poco curandosi, loro è, purtroppo, parte dell’elettorato, che la sua introduzione anticipata e peggiorata fosse stata resa necessaria proprio dal disastro da essi stessi lasciato).

UN FALLIMENTO SU TUTTA LA LINEA

Il risultato evidente, oggi, è che i “berlusconiani ortodossi e diversi” non hanno in testa uno straccio di idea decente che sia uno; e anche il Governo, purtroppo, messo alla prova, non è riuscito in sei mesi a fare meglio (anzi, forse ha fatto peggio moltiplicando imposte e quindi complicazioni) del lavoro sicuramente non ottimale compiuto dal Governo Monti sull’IMU con però meno di tre settimane di tempo.
Ora gli italiani, quanto meno per il 2014, dovranno sorbirsi la IUC e sarà la IUC del PD e dell’ex PDL, non certo di Scelta Civica che, sul punto, ha già dato e si chiama fuori.

Scelta Civica, preso atto della incapacità sul punto del Governo e delle altre forze politiche, lavorerà ad una vera riforma della tassazione locale sugli immobili e la presenterà entro i primi sei mesi del 2014 perché possa essere valutata in vista dell’anno successivo.

L’IMPEGNO DI SCELTA CIVICA

Abbiamo dato fiducia quando sei mesi fa è stato detto “ci pensiamo noi” e non abbiamo disturbato i manovratori con protagonismi quando è completamente mancato il coinvolgimento dei gruppi parlamentari nel disegno della riforma (fondamentale per Scelta Civica che, a differenza di PD e PDL non ha propri rappresentanti al Ministero dell’Economia). Prendiamo atto che è meglio che ci pensi Scelta Civica, ma non lo faremo con emendamenti rabberciati che ci farebbero entrare in un gioco “trova la sigla più bella per un prelievo che rimane uguale”, perché questo livello di cialtroneria, che mira a confondere gli italiani con sigle e siglette, non ci appartiene.

Nel mentre, gli italiani toccheranno con mano che il peggio non è mai morto e che la serietà, seppur meno avvincente in campagna elettorale, è l’unica via per tentare una difficile, ma possibile risalita.

ultima modifica: 2013-11-26T08:58:53+00:00 da Enrico Zanetti

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