Proprio una guerra asimmetrica

capo bromden

Sono centrifugato dallo scorrere delle notizie che arrivano dalla Francia, dall’Europa. È, a tutti gli effetti, una guerra asimmetrica quella tra i nostri sensi, la nostra mente, la nostra psiche, il nostro cuore e i media. I tamburi digitali battono notizie su notizie, da Hong Kong a Washington, e queste scorrono su ogni supporto tecnologico, tablet, cellulari, monitor, entrandoci in testa da tutte le parti.
Non c’è tempo per digerirle tutte queste immagini: morti, feriti, interviste, lampeggianti della polizia, scritte in arabo, scenari di distruzione, presidenti in doppio petto, ministri dell’interno che fanno i numeristi, valori di titoli azionari, pannello 4, mib, pannello 5, nasdaq, statistiche e colorate percentuali.
C’è da sentirsi come Randle McMurphy, dentro al nido del cuculo, che chiede a Ms Ratched di abbassare il volume di tanto chiasso. E lei, imperscrutabile, che non fa che risvegliare le più intime paure di tutti, gioca a richiamare alla mente di noi che l’ascoltiamo le nostre più terribili paure.
Anche quando convoca dei confronti di gruppo, lei non vuole che noi facciamo comunità. Al contrario, si adopera perché la Babele abbia il sopravvento. Che nessuno si fidi più dell’altro. Bisogna ascoltare tutto, ma far finta di essere sordi come Grande Capo Bromden. E occorre che tutte le volte che Ms Ratched ci chiede di metterla ai voti, ci ricordiamo che quella non è democrazia, ma un manicomio.

ultima modifica: 2015-11-18T14:24:20+00:00 da Michele Fronterrè
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