Les Chevaliers de la Table ronde approdano in Laguna

Les Chevaliers de la Table ronde approdano in Laguna

Il titolo “Les Chevaliers de la Table ronde” (I cavalieri della tavola rotonda) fa pensare ad un dramma eroico oppure ad un grand opéra. Allora perché, giungendo in laguna, non approda a La Fenice (dove negli ultimi anni sono state presentate grand opéra come “La Juive di Halévy” e “L’Africaine di Meyerbeer”), ma al delizioso più piccolo Malibran che la Fondazione veneziana predilige per opere di piccole dimensioni e con contenuto organico orchestrale? E perché a giudicare dalle foto di scena i costumi sono moderni, anche se i personaggi elencati in locandina richiamano le leggende bretoni del ciclo di Re Artù?

In effetti si tratta di un’operetta di Florimond Ronger. L’opéra-bouffe, andata in scena per la prima volta nel 1866 al Théâtre des Bouffes-Parisiens e considerata il primo dei quattro capolavori dell’autore, sarà proposta in una trascrizione per 13 cantanti e 12 strumentisti curata da Thibault Perrine e in un nuovo allestimento del Centre de musique romantique française di Palazzetto Bru Zane con la direzione musicale di Christophe Grapperon, regia, scene e costumi a Pierre-André Weitz, e come interpreti i cantanti e gli strumentisti della compagnia Les Brigands. Due aspetti importanti dal punto di vista puramente organizzativo.

Il Palazzetto Bru Zane è una fondazione interamente privata. Lo spettacolo, che ha debuttato a Bordeaux lo scorso novembre, viaggia per una quindicina di teatri in Francia, Belgio ed Italia sino al 22 marzo prossimo. In tal modo, si attiva una sana partnership pubblico privato e si dividono i costi tra più istituzioni. La Fenice è una delle rare fondazioni liriche postasi su questa strada: merita un’adeguata “premialità” in modo che altre ne seguano l’esempio.

Ironia e sapidità sono gli ingredienti che rendono Les Chevaliers de la Table ronde uno dei capolavori nel genere. Ad essere “presi di mira” sono, apparentemente, gli eroi del ciclo bretone, cavalieri e gentildonne dei più celebri poemi cavallereschi che diventano qui damerini cialtroni e dame rapaci, protagonisti di situazioni esilaranti e cariche di divertimento. Ma regia e scene mostrano che certi abitudini o prassi sono ancora presente in alcune sfere del centro dirigente; il programma di sala contiene un PS, ed avvisa che non si tratta di un Post Scriptum. Fin troppo chiara l’allusione (piaccia o non piaccia) all’inquilino dell’Eliseo ed a numerosi componenti dell’Assemblea Nazionale.

Nel cast, composto dagli interpreti della compagnia Les Brigands, figurano Damien Bigourdan, Rodomont; Antoine Philippot, Sacripant; Arnaud Marzorati, Merlin; Mathias Vidal, Médor; Ingrid Perruche, Totoche; Lara Neumann, Angélique; Chantal Santon-Jeffery, Mélusine; Clémentine Bourgoin, Fleur-de-Neige; Rémy Mathieu, Roland; David Ghilardi, Amadis des Gaules; Théophile Alexandre, Lancelot du Lac; Jérémie Delvert, Renaud de Montauban; Pierre Lebon, Ogier le Danois.

“Nel 1866, al momento della loro creazione – spiegano il regista Pierre-André Weitz e la sua assistente Victoria Duhamel –, ‘Les Chevaliers de la Table ronde’ furono accolti con indifferenza dal pubblico. Hervé donò alla sua opera una seconda vita nel 1872, con una versione arricchita da nuove arie e dotata di un libretto più esplicativo, in cui l’atto terzo, in particolare, perde il suo irresistibile tocco di follia. Conformemente alle regole del genere dell’opéra-bouffe, in cui riscrittura e adattamento sono tappe abituali del percorso di un’opera, abbiamo preso la decisione di presentare la ‘nostra’ versione degli Chevaliers. Abbiamo seguito la trama dell’edizione del 1866, integrandola con alcune delle gustose aggiunte musicali del 1872″.

Il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, ha la vocazione di promuovere la riscoperta e la diffusione internazionale del patrimonio musicale francese del grande Ottocento. Al Palazzetto è stato assegnato nel 2014 il Premio Abbiati per i concerti prodotti a Venezia, in Italia e all’estero.

La prima rappresentazione di domenica 7 febbraio 2016 alle ore 19.00  sarà seguita da quattro repliche. La recita di venerdì 12 febbraio 2016 rientra nelle iniziative “Fenice per la città” e “La Fenice per la Città metropolitana”, rivolte rispettivamente ai residenti nel comune e nel territorio veneziano e organizzate in collaborazione con la Municipalità e con l’amministrazione della Città metropolitana di Venezia.

ultima modifica: 2016-02-04T19:27:53+00:00 da Giuseppe Pennisi

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